E’ stato pubblicato recentemente un articolo che aggiunge un altro tassello al puzzle dell’eziologia dell’autismo An mtDNA mutant mouse demonstrates that mitochondrial deficiency can result in autism endophenotypes Tal Yardeni, Ana G. Cristancho, Almedia J. McCoy, Patrick M. Schaefer, Meagan J. McManus, Eric D. Marsh, Douglas C. Wallace Proceedings of the National Academy of Sciences Feb 2021, 118 (6) e2021429118; DOI: 10.1073/pnas.2021429118 https://www.pnas.org/content/118/6/e2021429118 Un ampio resoconto divulgativo si trova al link https://www.raccontidalvicinato.it/legame-autismo-e-deficit-mitocondriale/?f... Per parte mia faccio alcune considerazioni. Trovo impressionante che questi ricercatori abbiano riprodotto in un modello murino un insieme di sintomi, che si trovano spesso associati nei bambini con disturbi del neurosviluppo, con una singola mutazione indotta nel DNA mitocondriale . We tested this prediction by introduction of an mtDNA ND6 gene missense mutation (ND6P25L) into the mouse germline and found ASD endophenotypes. The ND6P25L mice exhibit impaired social interaction, compulsive behavior, and increased anxiety. They have reduced electroencephalographic delta and theta wave power, increased predilection to seizures. La mutazione puntiforme del DNA sarebbe non un fattore di rischio, ma la causa necessaria e sufficiente a dare l’intero quadro clinico (mitochondrial defects can be sufficient to produce ASD phenotypes) Si tratterebbe di un’altra delle tante strade che portano allo spettro autistico. A questo punto, passando dai topi agli umani, il quesito è “Questo meccanismo potrebbe identificare un sottogruppo omogeneo dal punto di vista biologico? Esistono esami applicabili alle persone con ASD che non abbiano la complessità degli esami della ricerca, ma la praticabilità degli strumenti clinici per identificare questo sottogruppo? Una volta identificato il sottogruppo, per questo e non per la generalità delle persone con ASD, varrebbero le conclusioni degli autori Given that mild mitochondrial defects can account for the genetic complexity, neuronal-specific manifestations, and response to environmental challenges of ASD, mitochondrial bioenergetic defects could provide a unifying hypothesis for the pathophysiology of at least a portion of ASD. This conclusion provides hope for treating ASD. If ASD were due to a defect during neuronal development that created an aberrant neuronal wiring diagram, this might be difficult to repair. However, if ASD is due to mild mitochondrial inhibition and associated increased mitochondrial ROS production that impairs the high-energy fast-spiking interneurons, then it is possible that metabolic therapies may provide viable therapeutic interventions for some ASD patients. Dato che disfunzioni mitocondriali anche piccole possono contribuire alla complessità genetica, alle manifestazioni specifiche neuronali e alle risposte agli stimoli ambientali dell’ASD, alcuni difetti bioenergetici mitocondriali potrebbero dare una base unificante alla fisiopatologia di almeno una parte di ASD. Questa conclusione pone le basi per la speranza di terapie. Se l’ASD fosse il risultato di un difetto avvenuto durante lo sviluppo neuronale che ha creato uno sviluppo neuronale anomalo, questo sarebbe difficile da riparare. Se invece l’ASD è dovuto a una modesta inibizione mitocondriale e a una associata aumentata produzione di ROS (specie reattive dell’Ossigeno) che turba la funzionalità degli interneuroni, allora è possibile ipotizzare delle terapie metaboliche (fondamentalmente farmaci o cibi con proprietà antiossidanti) per un sottogruppo di pazienti con ASD Daniela Mariani Cerati
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daniela