neuromodulazione del cervelletto per soggetti autistici.
cari amici, trascrivo questo articolo dal sito pernoiautistici.com ma non comprendo cosa significhi in pratica neuromodulazione e stimolazione. Forse sono termini eufemistici per rispolverare il terribile elettrochoc? Ciao mario *** Sarà il 2018 l’anno dell’autismo? Ci si chiede, cioè, si arriverà finalmente a scoprire qualche rimedio che possa risultare utile ed efficace a tenere a bada i piccoli grandi problemi che affliggono le persone adulte dello spettro, che permetterà ai bimbi di poter comunicare i propri bisogni senza comportamenti disperati e magari acquisire quelle competenze necessarie per non perdere il treno sul quale salgono i loro coetanei normodotati? E renderà gli adulti più autonomi e più “animali sociali”? Ogni anno speriamo che sia quello buono. Nel frattempo seguiamo le notizie che ci arrivano dal mondo della scienza. L’ultima proviene dalla Gran Bretagna, risale a qualche settimana fa e riguarda uno studio del team di ricercatori dell’ O’Donnell Brain Institute che avrebbe trovato un modo per ripristinare il comportamento sociale nei soggetti affetti da autismo. Gli scienziati hanno dimostrato che le disabilità sociali possono essere corrette dalla stimolazione cerebrale e ora stanno esaminando la possibilità di trattare i bambini autistici con la neuromodulazione. La ricerca prova che una parte specifica del cervelletto, cioè la regione vicino al tronco cerebrale specializzata nel coordinare i movimenti, è fondamentale per i comportamenti autistici. La ricerca stabilisce anche un obiettivo più accessibile per la stimolazione cerebrale rispetto a molti circuiti neurali correlati all’autismo che sono sepolti in profondità all’interno delle pieghe del cervello. “Questo è potenzialmente un risultato abbastanza potente – ha spiegato il dottor Peter Tsai, responsabile della ricerca condotta presso il Brain Institute dell’UT Southwestern Medical Center – Dal punto di vista terapeutico questa parte del cervelletto è un obiettivo allettante e sebbene la neuromodulazione non possa curare la causa genetica soggiacente l’autismo, il miglioramento dei deficit sociali nei bambini con autismo potrebbe avere un enorme impatto sulla qualità della loro vita”. Come si legge su Tiscali.it, i ricercatori che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista scientifica Nature Neuroscience hanno prima utilizzato la neuromodulazione per dimostrare che umani e topi hanno connessioni parallele tra domini specifici all’interno del cervelletto e della corteccia cerebrale, ritenuti implicati da molteplici studi sull’autismo. Successive fasi dello studio hanno dimostrato che interrompere la funzione all’interno del dominio cerebrale ha comportato comportamenti autistici e che la stimolazione cerebrale ha corretto la compromissione sociale nei topi. Ora si aspetta uno studio che permetta di garantire un certo livello di sicurezza della tecnica sui bambini. Sebbene i medici abbiano applicato senza problemi la neuromodulazione cerebellare a disturbi come la schizofrenia, non è stata ancora applicata e studiata nei bambini con autismo. “Questa parte del cervello – ha commentato il dottor Tsai, che ora sta pianificando degli studi presso il Centro per l’autismo e le disabilità della UT Southwestern – non ha ricevuto l’attenzione che merita per quanto riguarda la comprensione dell’autismo”. La maggior parte degli studi sull’autismo si è infatti concentrata sulla corteccia, una regione del cervello associata alla cognizione. Per comprendere meglio il ruolo del cervelletto nella mediazione di questi comportamenti, il team del dottor Tsai ha utilizzato la neuromodulazione per dimostrare che umani e topi hanno connessioni parallele tra il dominio destro crusI del cervelletto e il lobulo parietale inferiore della corteccia. Gli autori dello studio hanno poi utilizzato l’imaging cerebrale per dimostrare che quelle stesse connessioni sono interrotte in una coorte di bambini autistici e in un modello di topo autistico. Hanno inoltre dimostrato che l’interruzione della funzione all’interno di Right Crus in topi normali ha comportato un’interazione sociale alterata e comportamenti anomali e ripetitivi. Il team è andato oltre e ha cercato di verificare se la neuromodulazione potesse migliorare i comportamenti. Stimolando i neuroni in questa parte del cervelletto di modello di topo autistico, gli scienziati hanno dimostrato che la stimolazione cerebellare migliora i comportamenti sociali, ma non i comportamenti ripetitivi caratteristici dell’autismo in questi topi. Il responsabile dello studio ha spiegato che gli effetti limitati possono riflettere il coinvolgimento di parti aggiuntive del cervelletto o forse il periodo di tempo limitato per correggere alcuni comportamenti. Tuttavia, ha anche notato che questa neuromodulazione ripristinava i comportamenti sociali anche nei topi adulti. Questo risultato suggerisce che le persone con autismo possono ancora beneficiare dei trattamenti anche se l’intervento arriva in tarda età.
cari amici,
trascrivo questo articolo dal sito
pernoiautistici.com
ma non comprendo cosa significhi in pratica neuromodulazione e stimolazione.
Forse sono termini eufemistici per rispolverare il terribile elettrochoc?
NO. SONO RICERCHE MOLTO SERIE CHE VANNO INCORAGGIATE. IN ITALIA SONO IN CORSO RICERCHE SULLA NEUROMODULAZIONE IN PSICHIATRIA ALL'UNIVERSITÁ DI NAPOLI FEDERICO II DANIELA MC
Ciao mario
***
Sarà il 2018 l’anno dell’autismo? Ci si chiede, cioè, si arriverà finalmente a scoprire qualche rimedio che possa
risultare utile ed efficace a tenere a bada i piccoli grandi problemi che affliggono le persone adulte dello
spettro, che permetterà ai bimbi di poter comunicare i propri bisogni senza comportamenti disperati e magari
acquisire quelle competenze necessarie per non perdere il treno sul quale salgono i loro coetanei normodotati? E
renderà gli adulti più autonomi e più “animali sociali”? Ogni anno speriamo che sia quello buono. Nel frattempo seguiamo le notizie che ci arrivano dal mondo della scienza.
L’ultima proviene dalla Gran Bretagna, risale a qualche settimana fa e riguarda uno studio del team di ricercatori
dell’ O’Donnell Brain Institute che avrebbe trovato un modo per ripristinare il comportamento sociale nei soggetti
affetti da autismo. Gli scienziati hanno dimostrato che le disabilità sociali possono essere corrette dalla
stimolazione cerebrale e ora stanno esaminando la possibilità di trattare i bambini autistici con la
neuromodulazione. La ricerca prova che una parte specifica del cervelletto, cioè la regione vicino al tronco
cerebrale specializzata nel coordinare i movimenti, è fondamentale per i comportamenti autistici. La ricerca
stabilisce anche un obiettivo più accessibile per la stimolazione cerebrale rispetto a molti circuiti neurali
correlati all’autismo che sono sepolti in profondità all’interno delle pieghe del cervello. “Questo è
potenzialmente un risultato abbastanza potente – ha spiegato il dottor Peter Tsai, responsabile della ricerca
condotta presso il Brain Institute dell’UT Southwestern Medical Center – Dal punto di vista terapeutico questa
parte del cervelletto è un obiettivo allettante e sebbene la neuromodulazione non possa curare la causa genetica
soggiacente l’autismo, il miglioramento dei deficit sociali nei bambini con autismo potrebbe avere un enorme
impatto sulla qualità della loro vita”. Come si legge su Tiscali.it, i ricercatori che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista scientifica Nature
Neuroscience hanno prima utilizzato la neuromodulazione per dimostrare che umani e topi hanno connessioni parallele
tra domini specifici all’interno del cervelletto e della corteccia cerebrale, ritenuti implicati da molteplici
studi sull’autismo. Successive fasi dello studio hanno dimostrato che interrompere la funzione all’interno del
dominio cerebrale ha comportato comportamenti autistici e che la stimolazione cerebrale ha corretto la
compromissione sociale nei topi. Ora si aspetta uno studio che permetta di garantire un certo livello di sicurezza della tecnica sui bambini.
Sebbene i medici abbiano applicato senza problemi la neuromodulazione cerebellare a disturbi come la schizofrenia,
non è stata ancora applicata e studiata nei bambini con autismo. “Questa parte del cervello – ha commentato il
dottor Tsai, che ora sta pianificando degli studi presso il Centro per l’autismo e le disabilità della UT
Southwestern – non ha ricevuto l’attenzione che merita per quanto riguarda la comprensione dell’autismo”. La
maggior parte degli studi sull’autismo si è infatti concentrata sulla corteccia, una regione del cervello associata
alla cognizione. Per comprendere meglio il ruolo del cervelletto nella mediazione di questi comportamenti, il team del dottor Tsai
ha utilizzato la neuromodulazione per dimostrare che umani e topi hanno connessioni parallele tra il dominio destro
crusI del cervelletto e il lobulo parietale inferiore della corteccia. Gli autori dello studio hanno poi utilizzato
l’imaging cerebrale per dimostrare che quelle stesse connessioni sono interrotte in una coorte di bambini autistici
e in un modello di topo autistico. Hanno inoltre dimostrato che l’interruzione della funzione all’interno di Right
Crus in topi normali ha comportato un’interazione sociale alterata e comportamenti anomali e ripetitivi. Il team è andato oltre e ha cercato di verificare se la neuromodulazione potesse migliorare i
comportamenti. Stimolando i neuroni in questa parte del cervelletto di modello di topo autistico, gli scienziati
hanno dimostrato che la stimolazione cerebellare migliora i comportamenti sociali, ma non i comportamenti
ripetitivi caratteristici dell’autismo in questi topi. Il responsabile dello studio ha spiegato che gli effetti
limitati possono riflettere il coinvolgimento di parti aggiuntive del cervelletto o forse il periodo di tempo
limitato per correggere alcuni comportamenti. Tuttavia, ha anche notato che questa neuromodulazione ripristinava i
comportamenti sociali anche nei topi adulti. Questo risultato suggerisce che le persone con autismo possono ancora
beneficiare dei trattamenti anche se l’intervento arriva in tarda età.
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Questa stimolazione ormai viene fatta in molti centri. Qualcuno la fa magnetica e altri elettrica comunque anche quella magnetica induce un piccolo campo elettrico. La fanno in Russia ma anche in America al Kennedy institute e in Italia al bambin Gesù. Chiaramente e' una sperimentazione ma sembra funzioni bene ad esempio con i bimbi dislessici e anche per la catatonia nei bimbi autistici. Da quello che posso aver capito serve per un rifasamento neuronale. Questa estate cominceranno a farla anche a Torino. Io mi sto informando per farla a Torino. Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale --------Da: [email protected] Data: 14/04/18 10:18 (GMT+01:00) A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] neuromodulazione del cervelletto per soggetti autistici.
cari amici,
trascrivo questo articolo dal sito
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ma non comprendo cosa significhi in pratica neuromodulazione e stimolazione.
Forse sono termini eufemistici per rispolverare il terribile elettrochoc?
NO. SONO RICERCHE MOLTO SERIE CHE VANNO INCORAGGIATE. IN ITALIA SONO IN CORSO RICERCHE SULLA NEUROMODULAZIONE IN PSICHIATRIA ALL'UNIVERSITÁ DI NAPOLI FEDERICO II DANIELA MC
Ciao mario
***
Sarà il 2018 l’anno dell’autismo? Ci si chiede, cioè, si arriverà finalmente a scoprire qualche rimedio che possa
risultare utile ed efficace a tenere a bada i piccoli grandi problemi che affliggono le persone adulte dello
spettro, che permetterà ai bimbi di poter comunicare i propri bisogni senza comportamenti disperati e magari
acquisire quelle competenze necessarie per non perdere il treno sul quale salgono i loro coetanei normodotati? E
renderà gli adulti più autonomi e più “animali sociali”? Ogni anno speriamo che sia quello buono. Nel frattempo seguiamo le notizie che ci arrivano dal mondo della scienza.
L’ultima proviene dalla Gran Bretagna, risale a qualche settimana fa e riguarda uno studio del team di ricercatori
dell’ O’Donnell Brain Institute che avrebbe trovato un modo per ripristinare il comportamento sociale nei soggetti
affetti da autismo. Gli scienziati hanno dimostrato che le disabilità sociali possono essere corrette dalla
stimolazione cerebrale e ora stanno esaminando la possibilità di trattare i bambini autistici con la
neuromodulazione. La ricerca prova che una parte specifica del cervelletto, cioè la regione vicino al tronco
cerebrale specializzata nel coordinare i movimenti, è fondamentale per i comportamenti autistici. La ricerca
stabilisce anche un obiettivo più accessibile per la stimolazione cerebrale rispetto a molti circuiti neurali
correlati all’autismo che sono sepolti in profondità all’interno delle pieghe del cervello. “Questo è
potenzialmente un risultato abbastanza potente – ha spiegato il dottor Peter Tsai, responsabile della ricerca
condotta presso il Brain Institute dell’UT Southwestern Medical Center – Dal punto di vista terapeutico questa
parte del cervelletto è un obiettivo allettante e sebbene la neuromodulazione non possa curare la causa genetica
soggiacente l’autismo, il miglioramento dei deficit sociali nei bambini con autismo potrebbe avere un enorme
impatto sulla qualità della loro vita”. Come si legge su Tiscali.it, i ricercatori che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista scientifica Nature
Neuroscience hanno prima utilizzato la neuromodulazione per dimostrare che umani e topi hanno connessioni parallele
tra domini specifici all’interno del cervelletto e della corteccia cerebrale, ritenuti implicati da molteplici
studi sull’autismo. Successive fasi dello studio hanno dimostrato che interrompere la funzione all’interno del
dominio cerebrale ha comportato comportamenti autistici e che la stimolazione cerebrale ha corretto la
compromissione sociale nei topi. Ora si aspetta uno studio che permetta di garantire un certo livello di sicurezza della tecnica sui bambini.
Sebbene i medici abbiano applicato senza problemi la neuromodulazione cerebellare a disturbi come la schizofrenia,
non è stata ancora applicata e studiata nei bambini con autismo. “Questa parte del cervello – ha commentato il
dottor Tsai, che ora sta pianificando degli studi presso il Centro per l’autismo e le disabilità della UT
Southwestern – non ha ricevuto l’attenzione che merita per quanto riguarda la comprensione dell’autismo”. La
maggior parte degli studi sull’autismo si è infatti concentrata sulla corteccia, una regione del cervello associata
alla cognizione. Per comprendere meglio il ruolo del cervelletto nella mediazione di questi comportamenti, il team del dottor Tsai
ha utilizzato la neuromodulazione per dimostrare che umani e topi hanno connessioni parallele tra il dominio destro
crusI del cervelletto e il lobulo parietale inferiore della corteccia. Gli autori dello studio hanno poi utilizzato
l’imaging cerebrale per dimostrare che quelle stesse connessioni sono interrotte in una coorte di bambini autistici
e in un modello di topo autistico. Hanno inoltre dimostrato che l’interruzione della funzione all’interno di Right
Crus in topi normali ha comportato un’interazione sociale alterata e comportamenti anomali e ripetitivi. Il team è andato oltre e ha cercato di verificare se la neuromodulazione potesse migliorare i
comportamenti. Stimolando i neuroni in questa parte del cervelletto di modello di topo autistico, gli scienziati
hanno dimostrato che la stimolazione cerebellare migliora i comportamenti sociali, ma non i comportamenti
ripetitivi caratteristici dell’autismo in questi topi. Il responsabile dello studio ha spiegato che gli effetti
limitati possono riflettere il coinvolgimento di parti aggiuntive del cervelletto o forse il periodo di tempo
limitato per correggere alcuni comportamenti. Tuttavia, ha anche notato che questa neuromodulazione ripristinava i
comportamenti sociali anche nei topi adulti. Questo risultato suggerisce che le persone con autismo possono ancora
beneficiare dei trattamenti anche se l’intervento arriva in tarda età.
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
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Buongiorno a tutti, Mi sembra che la neuromodulazione possa aprire nuovi orizzonti. Noi siamo di Roma, quindi potrei rivolgermi al B. Gesù, ma sapete se sia a pagamento? Grazie Il sab 14 apr 2018, 11:33 antonelka <[email protected]> ha scritto:
Questa stimolazione ormai viene fatta in molti centri. Qualcuno la fa magnetica e altri elettrica comunque anche quella magnetica induce un piccolo campo elettrico.
La fanno in Russia ma anche in America al Kennedy institute e in Italia al bambin Gesù.
Chiaramente e' una sperimentazione ma sembra funzioni bene ad esempio con i bimbi dislessici e anche per la catatonia nei bimbi autistici.
Da quello che posso aver capito serve per un rifasamento neuronale.
Questa estate cominceranno a farla anche a Torino.
Io mi sto informando per farla a Torino.
Antonella
Inviato da smartphone Samsung Galaxy.
-------- Messaggio originale -------- Da: [email protected] Data: 14/04/18 10:18 (GMT+01:00) A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] neuromodulazione del cervelletto per soggetti autistici.
cari amici,
trascrivo questo articolo dal sito
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ma non comprendo cosa significhi in pratica neuromodulazione e stimolazione.
Forse sono termini eufemistici per rispolverare il terribile elettrochoc?
NO. SONO RICERCHE MOLTO SERIE CHE VANNO INCORAGGIATE. IN ITALIA SONO IN CORSO RICERCHE SULLA NEUROMODULAZIONE IN PSICHIATRIA ALL'UNIVERSITÁ DI NAPOLI FEDERICO II
DANIELA MC
Ciao mario
***
Sarà il 2018 l’anno dell’autismo? Ci si chiede, cioè, si arriverà finalmente a scoprire qualche rimedio che possa
risultare utile ed efficace a tenere a bada i piccoli grandi problemi che affliggono le persone adulte dello
spettro, che permetterà ai bimbi di poter comunicare i propri bisogni senza comportamenti disperati e magari
acquisire quelle competenze necessarie per non perdere il treno sul quale salgono i loro coetanei normodotati? E
renderà gli adulti più autonomi e più “animali sociali”? Ogni anno speriamo che sia quello buono. Nel frattempo seguiamo le notizie che ci arrivano dal mondo della scienza.
L’ultima proviene dalla Gran Bretagna, risale a qualche settimana fa e riguarda uno studio del team di ricercatori
dell’ O’Donnell Brain Institute che avrebbe trovato un modo per ripristinare il comportamento sociale nei soggetti
affetti da autismo. Gli scienziati hanno dimostrato che le disabilità sociali possono essere corrette dalla
stimolazione cerebrale e ora stanno esaminando la possibilità di trattare i bambini autistici con la
neuromodulazione. La ricerca prova che una parte specifica del cervelletto, cioè la regione vicino al tronco
cerebrale specializzata nel coordinare i movimenti, è fondamentale per i comportamenti autistici. La ricerca
stabilisce anche un obiettivo più accessibile per la stimolazione cerebrale rispetto a molti circuiti neurali
correlati all’autismo che sono sepolti in profondità all’interno delle pieghe del cervello. “Questo è
potenzialmente un risultato abbastanza potente – ha spiegato il dottor Peter Tsai, responsabile della ricerca
condotta presso il Brain Institute dell’UT Southwestern Medical Center – Dal punto di vista terapeutico questa
parte del cervelletto è un obiettivo allettante e sebbene la neuromodulazione non possa curare la causa genetica
soggiacente l’autismo, il miglioramento dei deficit sociali nei bambini con autismo potrebbe avere un enorme
impatto sulla qualità della loro vita”. Come si legge su Tiscali.it, i ricercatori che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista scientifica Nature
Neuroscience hanno prima utilizzato la neuromodulazione per dimostrare che umani e topi hanno connessioni parallele
tra domini specifici all’interno del cervelletto e della corteccia cerebrale, ritenuti implicati da molteplici
studi sull’autismo. Successive fasi dello studio hanno dimostrato che interrompere la funzione all’interno del
dominio cerebrale ha comportato comportamenti autistici e che la stimolazione cerebrale ha corretto la
compromissione sociale nei topi. Ora si aspetta uno studio che permetta di garantire un certo livello di sicurezza della tecnica sui bambini.
Sebbene i medici abbiano applicato senza problemi la neuromodulazione cerebellare a disturbi come la schizofrenia,
non è stata ancora applicata e studiata nei bambini con autismo. “Questa parte del cervello – ha commentato il
dottor Tsai, che ora sta pianificando degli studi presso il Centro per l’autismo e le disabilità della UT
Southwestern – non ha ricevuto l’attenzione che merita per quanto riguarda la comprensione dell’autismo”. La
maggior parte degli studi sull’autismo si è infatti concentrata sulla corteccia, una regione del cervello associata
alla cognizione. Per comprendere meglio il ruolo del cervelletto nella mediazione di questi comportamenti, il team del dottor Tsai
ha utilizzato la neuromodulazione per dimostrare che umani e topi hanno connessioni parallele tra il dominio destro
crusI del cervelletto e il lobulo parietale inferiore della corteccia. Gli autori dello studio hanno poi utilizzato
l’imaging cerebrale per dimostrare che quelle stesse connessioni sono interrotte in una coorte di bambini autistici
e in un modello di topo autistico. Hanno inoltre dimostrato che l’interruzione della funzione all’interno di Right
Crus in topi normali ha comportato un’interazione sociale alterata e comportamenti anomali e ripetitivi. Il team è andato oltre e ha cercato di verificare se la neuromodulazione potesse migliorare i
comportamenti. Stimolando i neuroni in questa parte del cervelletto di modello di topo autistico, gli scienziati
hanno dimostrato che la stimolazione cerebellare migliora i comportamenti sociali, ma non i comportamenti
ripetitivi caratteristici dell’autismo in questi topi. Il responsabile dello studio ha spiegato che gli effetti
limitati possono riflettere il coinvolgimento di parti aggiuntive del cervelletto o forse il periodo di tempo
limitato per correggere alcuni comportamenti. Tuttavia, ha anche notato che questa neuromodulazione ripristinava i
comportamenti sociali anche nei topi adulti. Questo risultato suggerisce che le persone con autismo possono ancora
beneficiare dei trattamenti anche se l’intervento arriva in tarda età.
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
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Salve a tutti,Al bambin Gesù so che hanno dei protocolli di ricerca che prevedono che il bambino abbia 6 anni, io sono andata a parlare con il primario di neuropsichiatria , quindi nel mio caso per mio figlio dovrei ancora aspettare due anni. Avevo chiesto se si potesse fare a pagamento ma la risposta e' stata no. All'istituto RIBA di Torino e' invece a pagamento e partirà questa estate sui bambini autistici. Penso che in italia ancora abbiano studiato pochissimi casi e comunque non e' detto che funzioni, e' un tentativo. Saluti Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale --------Da: Ilaria Granata <[email protected]> Data: 14/04/18 13:50 (GMT+01:00) A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] neuromodulazione del cervelletto per soggetti autistici. Buongiorno a tutti,Mi sembra che la neuromodulazione possa aprire nuovi orizzonti. Noi siamo di Roma, quindi potrei rivolgermi al B. Gesù, ma sapete se sia a pagamento? Grazie Il sab 14 apr 2018, 11:33 antonelka <[email protected]> ha scritto: Questa stimolazione ormai viene fatta in molti centri. Qualcuno la fa magnetica e altri elettrica comunque anche quella magnetica induce un piccolo campo elettrico. La fanno in Russia ma anche in America al Kennedy institute e in Italia al bambin Gesù. Chiaramente e' una sperimentazione ma sembra funzioni bene ad esempio con i bimbi dislessici e anche per la catatonia nei bimbi autistici. Da quello che posso aver capito serve per un rifasamento neuronale. Questa estate cominceranno a farla anche a Torino. Io mi sto informando per farla a Torino. Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale --------Da: [email protected] Data: 14/04/18 10:18 (GMT+01:00) A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] neuromodulazione del cervelletto per soggetti autistici.
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trascrivo questo articolo dal sito
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ma non comprendo cosa significhi in pratica neuromodulazione e stimolazione.
Forse sono termini eufemistici per rispolverare il terribile elettrochoc?
NO. SONO RICERCHE MOLTO SERIE CHE VANNO INCORAGGIATE. IN ITALIA SONO IN CORSO RICERCHE SULLA NEUROMODULAZIONE IN PSICHIATRIA ALL'UNIVERSITÁ DI NAPOLI FEDERICO II DANIELA MC
Ciao mario
***
Sarà il 2018 l’anno dell’autismo? Ci si chiede, cioè, si arriverà finalmente a scoprire qualche rimedio che possa
risultare utile ed efficace a tenere a bada i piccoli grandi problemi che affliggono le persone adulte dello
spettro, che permetterà ai bimbi di poter comunicare i propri bisogni senza comportamenti disperati e magari
acquisire quelle competenze necessarie per non perdere il treno sul quale salgono i loro coetanei normodotati? E
renderà gli adulti più autonomi e più “animali sociali”? Ogni anno speriamo che sia quello buono. Nel frattempo seguiamo le notizie che ci arrivano dal mondo della scienza.
L’ultima proviene dalla Gran Bretagna, risale a qualche settimana fa e riguarda uno studio del team di ricercatori
dell’ O’Donnell Brain Institute che avrebbe trovato un modo per ripristinare il comportamento sociale nei soggetti
affetti da autismo. Gli scienziati hanno dimostrato che le disabilità sociali possono essere corrette dalla
stimolazione cerebrale e ora stanno esaminando la possibilità di trattare i bambini autistici con la
neuromodulazione. La ricerca prova che una parte specifica del cervelletto, cioè la regione vicino al tronco
cerebrale specializzata nel coordinare i movimenti, è fondamentale per i comportamenti autistici. La ricerca
stabilisce anche un obiettivo più accessibile per la stimolazione cerebrale rispetto a molti circuiti neurali
correlati all’autismo che sono sepolti in profondità all’interno delle pieghe del cervello. “Questo è
potenzialmente un risultato abbastanza potente – ha spiegato il dottor Peter Tsai, responsabile della ricerca
condotta presso il Brain Institute dell’UT Southwestern Medical Center – Dal punto di vista terapeutico questa
parte del cervelletto è un obiettivo allettante e sebbene la neuromodulazione non possa curare la causa genetica
soggiacente l’autismo, il miglioramento dei deficit sociali nei bambini con autismo potrebbe avere un enorme
impatto sulla qualità della loro vita”. Come si legge su Tiscali.it, i ricercatori che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista scientifica Nature
Neuroscience hanno prima utilizzato la neuromodulazione per dimostrare che umani e topi hanno connessioni parallele
tra domini specifici all’interno del cervelletto e della corteccia cerebrale, ritenuti implicati da molteplici
studi sull’autismo. Successive fasi dello studio hanno dimostrato che interrompere la funzione all’interno del
dominio cerebrale ha comportato comportamenti autistici e che la stimolazione cerebrale ha corretto la
compromissione sociale nei topi. Ora si aspetta uno studio che permetta di garantire un certo livello di sicurezza della tecnica sui bambini.
Sebbene i medici abbiano applicato senza problemi la neuromodulazione cerebellare a disturbi come la schizofrenia,
non è stata ancora applicata e studiata nei bambini con autismo. “Questa parte del cervello – ha commentato il
dottor Tsai, che ora sta pianificando degli studi presso il Centro per l’autismo e le disabilità della UT
Southwestern – non ha ricevuto l’attenzione che merita per quanto riguarda la comprensione dell’autismo”. La
maggior parte degli studi sull’autismo si è infatti concentrata sulla corteccia, una regione del cervello associata
alla cognizione. Per comprendere meglio il ruolo del cervelletto nella mediazione di questi comportamenti, il team del dottor Tsai
ha utilizzato la neuromodulazione per dimostrare che umani e topi hanno connessioni parallele tra il dominio destro
crusI del cervelletto e il lobulo parietale inferiore della corteccia. Gli autori dello studio hanno poi utilizzato
l’imaging cerebrale per dimostrare che quelle stesse connessioni sono interrotte in una coorte di bambini autistici
e in un modello di topo autistico. Hanno inoltre dimostrato che l’interruzione della funzione all’interno di Right
Crus in topi normali ha comportato un’interazione sociale alterata e comportamenti anomali e ripetitivi. Il team è andato oltre e ha cercato di verificare se la neuromodulazione potesse migliorare i
comportamenti. Stimolando i neuroni in questa parte del cervelletto di modello di topo autistico, gli scienziati
hanno dimostrato che la stimolazione cerebellare migliora i comportamenti sociali, ma non i comportamenti
ripetitivi caratteristici dell’autismo in questi topi. Il responsabile dello studio ha spiegato che gli effetti
limitati possono riflettere il coinvolgimento di parti aggiuntive del cervelletto o forse il periodo di tempo
limitato per correggere alcuni comportamenti. Tuttavia, ha anche notato che questa neuromodulazione ripristinava i
comportamenti sociali anche nei topi adulti. Questo risultato suggerisce che le persone con autismo possono ancora
beneficiare dei trattamenti anche se l’intervento arriva in tarda età.
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
ciao Antonetta! Sai se al bambin Gesu' la fanno anche per soggetti adulti? ciao mario Il 14/04/2018 10:58, antonelka ha scritto:
Questa stimolazione ormai viene fatta in molti centri. Qualcuno la fa magnetica e altri elettrica comunque anche quella magnetica induce un piccolo campo elettrico.
La fanno in Russia ma anche in America al Kennedy institute e in Italia al bambin Gesù.
Chiaramente e' una sperimentazione ma sembra funzioni bene ad esempio con i bimbi dislessici e anche per la catatonia nei bimbi autistici.
Da quello che posso aver capito serve per un rifasamento neuronale.
Questa estate cominceranno a farla anche a Torino.
Io mi sto informando per farla a Torino.
Antonella
Inviato da smartphone Samsung Galaxy.
-------- Messaggio originale -------- Da: [email protected] Data: 14/04/18 10:18 (GMT+01:00) A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] neuromodulazione del cervelletto per soggetti autistici.
cari amici,
trascrivo questo articolo dal sito
pernoiautistici.com
ma non comprendo cosa significhi in pratica neuromodulazione e stimolazione.
Forse sono termini eufemistici per rispolverare il terribile elettrochoc?
NO. SONO RICERCHE MOLTO SERIE CHE VANNO INCORAGGIATE. IN ITALIA SONO IN CORSO RICERCHE SULLA NEUROMODULAZIONE IN PSICHIATRIA ALL'UNIVERSITÁ DI NAPOLI FEDERICO II
DANIELA MC
Ciao mario
***
Sarà il 2018 l’anno dell’autismo? Ci si chiede, cioè, si arriverà finalmente a scoprire qualche rimedio che possa
risultare utile ed efficace a tenere a bada i piccoli grandi problemi che affliggono le persone adulte dello
spettro, che permetterà ai bimbi di poter comunicare i propri bisogni senza comportamenti disperati e magari
acquisire quelle competenze necessarie per non perdere il treno sul quale salgono i loro coetanei normodotati? E
renderà gli adulti più autonomi e più “animali sociali”? Ogni anno speriamo che sia quello buono. Nel frattempo seguiamo le notizie che ci arrivano dal mondo della scienza.
L’ultima proviene dalla Gran Bretagna, risale a qualche settimana fa e riguarda uno studio del team di ricercatori
dell’ O’Donnell Brain Institute che avrebbe trovato un modo per ripristinare il comportamento sociale nei soggetti
affetti da autismo. Gli scienziati hanno dimostrato che le disabilità sociali possono essere corrette dalla
stimolazione cerebrale e ora stanno esaminando la possibilità di trattare i bambini autistici con la
neuromodulazione. La ricerca prova che una parte specifica del cervelletto, cioè la regione vicino al tronco
cerebrale specializzata nel coordinare i movimenti, è fondamentale per i comportamenti autistici. La ricerca
stabilisce anche un obiettivo più accessibile per la stimolazione cerebrale rispetto a molti circuiti neurali
correlati all’autismo che sono sepolti in profondità all’interno delle pieghe del cervello. “Questo è
potenzialmente un risultato abbastanza potente – ha spiegato il dottor Peter Tsai, responsabile della ricerca
condotta presso il Brain Institute dell’UT Southwestern Medical Center – Dal punto di vista terapeutico questa
parte del cervelletto è un obiettivo allettante e sebbene la neuromodulazione non possa curare la causa genetica
soggiacente l’autismo, il miglioramento dei deficit sociali nei bambini con autismo potrebbe avere un enorme
impatto sulla qualità della loro vita”. Come si legge su Tiscali.it, i ricercatori che hanno pubblicato il loro studio sulla rivista scientifica Nature
Neuroscience hanno prima utilizzato la neuromodulazione per dimostrare che umani e topi hanno connessioni parallele
tra domini specifici all’interno del cervelletto e della corteccia cerebrale, ritenuti implicati da molteplici
studi sull’autismo. Successive fasi dello studio hanno dimostrato che interrompere la funzione all’interno del
dominio cerebrale ha comportato comportamenti autistici e che la stimolazione cerebrale ha corretto la
compromissione sociale nei topi. Ora si aspetta uno studio che permetta di garantire un certo livello di sicurezza della tecnica sui bambini.
Sebbene i medici abbiano applicato senza problemi la neuromodulazione cerebellare a disturbi come la schizofrenia,
non è stata ancora applicata e studiata nei bambini con autismo. “Questa parte del cervello – ha commentato il
dottor Tsai, che ora sta pianificando degli studi presso il Centro per l’autismo e le disabilità della UT
Southwestern – non ha ricevuto l’attenzione che merita per quanto riguarda la comprensione dell’autismo”. La
maggior parte degli studi sull’autismo si è infatti concentrata sulla corteccia, una regione del cervello associata
alla cognizione. Per comprendere meglio il ruolo del cervelletto nella mediazione di questi comportamenti, il team del dottor Tsai
ha utilizzato la neuromodulazione per dimostrare che umani e topi hanno connessioni parallele tra il dominio destro
crusI del cervelletto e il lobulo parietale inferiore della corteccia. Gli autori dello studio hanno poi utilizzato
l’imaging cerebrale per dimostrare che quelle stesse connessioni sono interrotte in una coorte di bambini autistici
e in un modello di topo autistico. Hanno inoltre dimostrato che l’interruzione della funzione all’interno di Right
Crus in topi normali ha comportato un’interazione sociale alterata e comportamenti anomali e ripetitivi. Il team è andato oltre e ha cercato di verificare se la neuromodulazione potesse migliorare i
comportamenti. Stimolando i neuroni in questa parte del cervelletto di modello di topo autistico, gli scienziati
hanno dimostrato che la stimolazione cerebellare migliora i comportamenti sociali, ma non i comportamenti
ripetitivi caratteristici dell’autismo in questi topi. Il responsabile dello studio ha spiegato che gli effetti
limitati possono riflettere il coinvolgimento di parti aggiuntive del cervelletto o forse il periodo di tempo
limitato per correggere alcuni comportamenti. Tuttavia, ha anche notato che questa neuromodulazione ripristinava i
comportamenti sociali anche nei topi adulti. Questo risultato suggerisce che le persone con autismo possono ancora
beneficiare dei trattamenti anche se l’intervento arriva in tarda età.
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
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Ciao Mario, Questo non lo so ma credo di no. Trattano bimbi e ragazzi. So che ad esempio la fondazione Santa Lucia sempre a Roma la applica ad adulti malati di Alzheimer perché prima di andare al bambin Gesù avevo scritto al medico che se ne occupa che poi mi ha indirizzata al bambin Gesù ( avevo letto un articolo sul giornale al riguardo). Invece il RIBA di Torino lo applica anche ad adulti , tanto che ne ha beneficiato il ciclista Nibali, per aumentare l'attenzione, infatti io li ho contattati dopo aver letto un articolo sul corriere delle sera. Ciao Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale --------Da: il cameriere del dottor jaws <[email protected]> Data: 14/04/18 17:21 (GMT+01:00) A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] neuromodulazione del cervelletto per soggetti autistici. ciao Antonetta! Sai se al bambin Gesu' la fanno anche per soggetti adulti? ciao mario Il 14/04/2018 10:58, antonelka ha scritto: Questa stimolazione ormai viene fatta in molti centri. Qualcuno la fa magnetica e altri elettrica comunque anche quella magnetica induce un piccolo campo elettrico. La fanno in Russia ma anche in America al Kennedy institute e in Italia al bambin Gesù. Chiaramente e' una sperimentazione ma sembra funzioni bene ad esempio con i bimbi dislessici e anche per la catatonia nei bimbi autistici. Da quello che posso aver capito serve per un rifasamento neuronale. Questa estate cominceranno a farla anche a Torino. Io mi sto informando per farla a Torino. Antonella Inviato da smartphone Samsung Galaxy. -------- Messaggio originale -------- Da: [email protected] Data: 14/04/18 10:18 (GMT+01:00) A: Autismo Biologia <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] neuromodulazione del cervelletto per soggetti autistici. > cari amici, > > trascrivo questo articolo dal sito > > pernoiautistici.com > > ma non comprendo cosa significhi in pratica neuromodulazione e > stimolazione. > > Forse sono termini eufemistici per rispolverare il terribile elettrochoc? NO. SONO RICERCHE MOLTO SERIE CHE VANNO INCORAGGIATE. IN ITALIA SONO IN CORSO RICERCHE SULLA NEUROMODULAZIONE IN PSICHIATRIA ALL'UNIVERSITÁ DI NAPOLI FEDERICO II DANIELA MC > > Ciao mario > > *** > > > Sarà il 2018 l’anno dell’autismo? Ci si chiede, cioè, si arriverà > finalmente a scoprire qualche rimedio che possa > > risultare utile ed efficace a tenere a bada i piccoli grandi problemi > che affliggono le persone adulte dello > > spettro, che permetterà ai bimbi di poter comunicare i propri bisogni > senza comportamenti disperati e magari > > acquisire quelle competenze necessarie per non perdere il treno sul > quale salgono i loro coetanei normodotati? E > > renderà gli adulti più autonomi e più “animali sociali”? > Ogni anno speriamo che sia quello buono. Nel frattempo seguiamo le > notizie che ci arrivano dal mondo della scienza. > > L’ultima proviene dalla Gran Bretagna, risale a qualche settimana fa e > riguarda uno studio del team di ricercatori > > dell’ O’Donnell Brain Institute che avrebbe trovato un modo per > ripristinare il comportamento sociale nei soggetti > > affetti da autismo. Gli scienziati hanno dimostrato che le disabilità > sociali possono essere corrette dalla > > stimolazione cerebrale e ora stanno esaminando la possibilità di > trattare i bambini autistici con la > > neuromodulazione. La ricerca prova che una parte specifica del > cervelletto, cioè la regione vicino al tronco > > cerebrale specializzata nel coordinare i movimenti, è fondamentale per i > comportamenti autistici. La ricerca > > stabilisce anche un obiettivo più accessibile per la stimolazione > cerebrale rispetto a molti circuiti neurali > > correlati all’autismo che sono sepolti in profondità all’interno delle > pieghe del cervello. “Questo è > > potenzialmente un risultato abbastanza potente – ha spiegato il dottor > Peter Tsai, responsabile della ricerca > > condotta presso il Brain Institute dell’UT Southwestern Medical Center – > Dal punto di vista terapeutico questa > > parte del cervelletto è un obiettivo allettante e sebbene la > neuromodulazione non possa curare la causa genetica > > soggiacente l’autismo, il miglioramento dei deficit sociali nei bambini > con autismo potrebbe avere un enorme > > impatto sulla qualità della loro vita”. > Come si legge su Tiscali.it, i ricercatori che hanno pubblicato il loro > studio sulla rivista scientifica Nature > > Neuroscience hanno prima utilizzato la neuromodulazione per dimostrare > che umani e topi hanno connessioni parallele > > tra domini specifici all’interno del cervelletto e della corteccia > cerebrale, ritenuti implicati da molteplici > > studi sull’autismo. Successive fasi dello studio hanno dimostrato che > interrompere la funzione all’interno del > > dominio cerebrale ha comportato comportamenti autistici e che la > stimolazione cerebrale ha corretto la > > compromissione sociale nei topi. > Ora si aspetta uno studio che permetta di garantire un certo livello di > sicurezza della tecnica sui bambini. > > Sebbene i medici abbiano applicato senza problemi la neuromodulazione > cerebellare a disturbi come la schizofrenia, > > non è stata ancora applicata e studiata nei bambini con autismo. “Questa > parte del cervello – ha commentato il > > dottor Tsai, che ora sta pianificando degli studi presso il Centro per > l’autismo e le disabilità della UT > > Southwestern – non ha ricevuto l’attenzione che merita per quanto > riguarda la comprensione dell’autismo”. La > > maggior parte degli studi sull’autismo si è infatti concentrata sulla > corteccia, una regione del cervello associata > > alla cognizione. > Per comprendere meglio il ruolo del cervelletto nella mediazione di > questi comportamenti, il team del dottor Tsai > > ha utilizzato la neuromodulazione per dimostrare che umani e topi hanno > connessioni parallele tra il dominio destro > > crusI del cervelletto e il lobulo parietale inferiore della corteccia. > Gli autori dello studio hanno poi utilizzato > > l’imaging cerebrale per dimostrare che quelle stesse connessioni sono > interrotte in una coorte di bambini autistici > > e in un modello di topo autistico. Hanno inoltre dimostrato che > l’interruzione della funzione all’interno di Right > > Crus in topi normali ha comportato un’interazione sociale alterata e > comportamenti anomali e ripetitivi. > Il team è andato oltre e ha cercato di verificare se la neuromodulazione > potesse migliorare i > > comportamenti. Stimolando i neuroni in questa parte del cervelletto di > modello di topo autistico, gli scienziati > > hanno dimostrato che la stimolazione cerebellare migliora i > comportamenti sociali, ma non i comportamenti > > ripetitivi caratteristici dell’autismo in questi topi. Il responsabile > dello studio ha spiegato che gli effetti > > limitati possono riflettere il coinvolgimento di parti aggiuntive del > cervelletto o forse il periodo di tempo > > limitato per correggere alcuni comportamenti. Tuttavia, ha anche notato > che questa neuromodulazione ripristinava i > > comportamenti sociali anche nei topi adulti. Questo risultato suggerisce > che le persone con autismo possono ancora > > beneficiare dei trattamenti anche se l’intervento arriva in tarda età. > > _______________________________________________ > Lista di discussione autismo-biologia > [email protected] > ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). > Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. > Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: > [email protected] _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected] _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. 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participants (5)
-
antonelka -
daniela@autismo33.it -
il cameriere del dottor jaws -
Ilaria Granata -
mario palma