nuovo studio sulla iperconnettività funzionale in un sottogruppo di bambini con autismo
E’ stato pubblicato qualche giorno fa l’articolo Pagani M, Barsotti N, Bertero A, et al. mTOR-related synaptic pathology causes autism spectrum disorder-associated functional hyperconnectivity. Nat Commun. 2021;12(1):6084. Published 2021 Oct 19. doi:10.1038/s41467-021-26131-z https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8526836/ di cui Pisa Today dà un resoconto al link https://www.pisatoday.it/cronaca/scoperta-nuova-forma-autismo-neuroni-troppe... Che ci sia una forma di autismo con troppe sinapsi è noto da tempo e ne abbiamo più volte parlato su questa lista http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2014-September/001398.html http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-November/003266.html http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-November/003249.html http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2019-March/003439.html Gli autori di questo nuovo articolo presentano un modello animale di autismo da sclerosi tuberosa studiato in modo molto dettagliato dal punto comportamentale, biochimico (eccesso di mTOR) e anatomico mediante Risonanza magnetica funzionale (rsfMRI: Resting state functional MRI) nel quale un trattamento con un inibitore di mTOR ha fatto regredire sia i comportamenti anomali simil autistici sia le anomalie morfologiche caratterizzate da una aumentata densità di spine dendritiche e da una iperconnettività cortico-limbica. Gli autori hanno poi evidenziato, sempre con la Risona funzionale (rsfMRI), alterazioni simili, rispetto a quanto riscontrato nei roditori, in un sottogruppo di bambini con autismo idiopatico . Il rapporto tra iperconnettività e aumento di mTOR non è stato rilevato direttamente nei bambini, ma è stato ipotizzato in quanto diversi studi genetici hanno mostrato nelle persone con autismo un eccesso di geni che interagiscono con mTOR e con la proteina Tsc2 a livello proteico. Un dato molto interessante emerso da questa ricerca è il fatto che i bambini con autismo idiopatico possono essere suddivisi in quattro sottogruppi ben caratterizzati da distinte caratteristiche della connettività cerebrale Sottotipo 1 (19 bambini) caratterizzato da un pattern globale di iperconnettività alla Risonanza (rsfMRI ) Sottotipo 2 (21 bambini) caratterizzato da iperconnettività focale nelle aree prefrontale, striatale e cerebellare Sottotipo 3 (19 bambini) caratterizzato da ipoconnettività diffusa Sottotipo 4 (102 bambini) caratterizzato da deboli foci di iperconnettività frontale Gli autori ritengono che il sottotipo 2 corrisponda a quanto descritto nei modelli animali, che sia cioè in rapporto con un eccesso di mTOR e che quindi su questo sottogruppo si possano fare sperimentazioni conseguenti a questa ipotesi patogenetica. La conclusione degli autori è pertanto la seguente Altogether, these findings reveal a segregable functionally defined mTOR-related ASD neuro-subtype, corroborating a possible causal link between dysfunctional mTOR signaling and fronto–striato–insular hyperconnectivity in ASD. L’identificazione di sottogruppi omogenei è una premessa indispensabile per intraprendere sperimentazioni terapeutiche che vadano oltre i sintomi e che diano risultati consistenti e duraturi. Gli autori non parlano di terapie conseguenti a quanto loro hanno documentato, ma è chiaro che la cosa più logica che viene da pensare è l’ipotesi di un beneficio della rapamicina ai bambini del sottogruppo la cui risonanza assomiglia a quella dei roditori con sclerosi tuberosa. La sperimentazione con rapamicina nei bambini con autismo e sclerosi tuberosa è già stata fatta con risultati negativi (Everolimus for treatment of tuberous sclerosis complex-associated neuropsychiatric disorders. Krueger DA, Sadhwani A, Byars AW, de Vries PJ, Franz DN, Whittemore VH, Filip-Dhima R, Murray D, Kapur K, Sahin M. Ann Clin Transl Neurol. 2017 Nov 12;4(12):877-887. doi: 10.1002/acn3.494. eCollection 2017 Dec) come si evince dal resoconto che di questo lavoro ha fatto il Professor Giorgio Lenaz su questa stessa lista http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-November/003249.html Questo non toglie nulla alla qualità della ricerca che ho presentato, ma invita la comunità scientifica a tenere conto non solo dei successi sui topi, ma anche degli insuccessi sugli umani. Daniela Mariani Cerati
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