Farei qualche altro commento alla MEMORIA PER LA XII COMMISSIONE PERMANENTE AFFARI SOCIALI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI Prof. Stefano Vicari Oggetto: Disposizioni concernenti l’impiego di farmaci psicotropi per la cura dei bambini e degli adolescenti (proposte di legge C. 126 Bocciardo e C. 1414 De Angelis) – audizione del 21 Ottobre 2008 “A livello nazionale presso l’AIFA esiste un servizio che raccoglie tutti i rapporti spontanei circa gli effetti tossici dei farmaci compresi gli psicotropi. Si dovrebbe raccomandare accanto alla utilità di sensibilizzare operatori sanitari e genitori a segnalare in particolare gli effetti tossici relativi a bambini ed adolescenti che ricevono farmaci psicotropi. Il problema più urgente è la realizzazione di una “Farmacovigilanza attiva” che non attende i rapporti spontanei, ma va alla ricerca degli effetti tossici” Per quanto riguarda i bambini (e adulti) con autismo la necessità della farmacovigilanza attiva è di un’importanza fondamentale. Essi hanno una sensibilità del tutto particolare ai farmaci, con una grande propensione agli affetti collaterali e all’effetto paradosso. D’altra parte le indicazioni agli psicofarmaci sono molto frequenti. Le indicazioni più frequenti sono l’epilessia e i gravi comportamenti esplosivi che spesso coesistono nello stesso bambino e che pongono numerosi problemi: l’imprevedibilità della risposta al singolo farmaco, gli effetti indesiderati e l’interazione tra farmaci. . Nei primi anni ‘80 alcuni autori ritenevano che la cura dell’epilessia migliorasse anche i sintomi propri dell’autismo e quelli ad esso frequentemente associati. Christopher Gillberg aveva perfino avanzato l’ipotesi che l’autismo fosse esso stesso una forma di epilessia e che potesse scomparire con la cura di quest’ultima. Significativo è il titolo di un suo lavoro “Epilepsypresenting as infantile autism? Two case studies, Gillberg C, Schaumann H, Neuropediatrics. 1983 Nov;14(4):206-12” L’ottimismo di Gillberg non solo non è stato confermato dall’esperienza successiva, ma è risultato vero il contrario. E’ di qualche mese fa il resoconto di un’inchiesta on line fatta a 733 genitori di bambini con autismo ed epilessia dalla quale risulta che gli antiepilettici, pur efficaci sulle crisi epilettiche, peggiorano l’attenzione, l’umore, la performance cognitiva, il sonno, la comunicazione e il comportamento. " Richard E Frye, Swapna Sreenivasula, James B Adams. Traditional and non-traditional treatments for autism spectrum disorder with seizures: an on-line survey. BMC Pediatrics, 2011; 11: 37 DOI: 10.1186/1471-2431-11-37 http://www.biomedcentral.com/content/pdf/1471-2431-11-37.pdf" “On average, treatments within the AED cluster were perceived as worsening clinical factors other than seizures (i.e., sleep, communication, behavior, attention and mood)” A loro volta I neurolettici abbassano la soglia di comparsa delle crisi epilettiche. Il rischio è che si creino dei circoli viziosi: il neurolettico scatena o aumenta il numero delle crisi epilettiche, l’antiepilettico viene aumentato e peggiora il comportamento, da cui l’aumento della posologia del neurolettico. Non sempre viene fatta la correlazione causa-effetto anche perché spesso i due farmaci vengono prescritti da specialisti diversi. Il neurologo si cura delle crisi epilettiche, lo psichiatra si cura delle crisi comportamentali. Sono passato più di tre anni dalla data della MEMORIA PER LA XII COMMISSIONE PERMANENTE AFFARI SOCIALI DELLA CAMERA DEI DEPUTATI. Mi auguro che le raccomandazioni in essa contenute vengano raccolte al più presto e che venga istituita con urgenza una qualche forma di farmacovigilanza attiva.
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daniela marianicerati