richiesta aiuto e consulenza ai membri
Buongiorno, scrivo per chiedere l'aiuto delle famiglie che leggono la lista e dei professionisti che fungono da consulenti di ANGSA a proposito di un problema che si è presentato oggi nei confronti di un bambino che seguo ma che, tristemente, si verifica abbastanza spesso anche per altri. S. ha 5 anni e vive col papà, la mamma e la sorellina di 2 anni in un condominio. S. ha una diagnosi di autismo e ritardo psicomotorio. Va alla scuola dell'infanzia, dalle 8 alle 16, mentre sua sorella è a casa con la mamma. Suo papà viaggia spesso per lavoro. S. riceve trattamenti psico-educativi in un centro per 15 ore settimanali e sta migliorando. E' autonomo in bagno e a tavola, ha recuperato completamente il contatto oculare e usa uno strumento di comunicazione alternativo. Sta imparando a giocare e ha conquistato uno sviluppo motorio fino e grosso nella norma. S. è il bambino che, da Febbraio a Maggio (lockdown) ha mostrato la regressione comportamentale più grave del suo gruppo e ancora oggi stiamo lavorando sul recupero di competenze che aveva acquisito e parzialmente perduto. Oggi presenta una grave selettività alimentare e il comportamento problema con funzione mista di urlare (fortissimo). La sua sorellina lo aggredisce spesso fisicamente, quando lo fa. A scuola gli insegnanti alternano strategie, rinforzando il comportamento a intermittenza. La mamma è spesso in casa da sola con i due bambini ed è comprensibilmente esausta. Tutte queste cose NON sono il problema, poichè possiamo risolverle e migliorarle con le nostre competenze di analisti del comportamento. Il problema sono i vicini di casa. Al pomeriggio, alla sera e al mattino presto sentono il bambino urlare. Hanno iniziato a fare dispetti, commenti, ...per poi passare a accuse e minacce di intentare cause legali. Non possiamo ignorare il fatto che l'aspetto più doloroso e urgente della situazione di questa famiglia, in questi giorni, sono i rapporti con i loro vicini: è lì che riscontriamo la massima necessità di intervento e prevenzione. Vi chiediamo informazioni e consulenza legale su precedenti in cui circostanze del genere si siano risolte pacificamente e cogliamo l'occasione per sollevare attenzione su un problema reale della quotidianità di tante famiglie con figli che manifestano comportamenti problema. Grazie anticipatamente a chi vorrà condividere un pensiero di affetto/comprensione (lo gireremo a questa mamma), ma soprattutto a chi vorrà indicarci gli estremi legali per aiutare chi, essendo accusato di ledere i diritti al silenzio altrui, ha bisogno di ribadire i diritti propri e del proprio bambino. Fabiola Casarini PhD, BCBA, CABAS RANK II [email protected] mailto:[email protected] http://www.errepiu.it
Un grosso abbraccio a tutta la famiglia di S., da un papà di un bambino di 11 con autismo. Spero davvero possiate risolvere il vostro problema con i vicini (stronzi, si può dire?). INFORMAZIONI SULLA PRIVACY Le informazioni contenute nella presente comunicazione e i relativi allegati possono essere riservate e sono comunque destinate esclusivamente alle persone o alla Società sopraindicate. La diffusione, la distribuzione e/o copiatura del documento trasmesso da parte di qualsiasi soggetto diverso dal destinatario è proibita, ai sensi dell'art. 616 c.p., dell' art. 5 L. n. 547/93 ed ai sensi del GDPR 2016/679 Se avete ricevuto questo messaggio per errore, vi preghiamo di distruggerlo e di informarci immediatamente per telefono al numero +39 320 4072129 e inviando un messaggio a [email protected] Il Ven 27 Nov 2020, 11:30 <[email protected]> ha scritto:
Buongiorno,
scrivo per chiedere l'aiuto delle famiglie che leggono la lista e dei professionisti che fungono da consulenti di ANGSA a proposito di un problema che si è presentato oggi nei confronti di un bambino che seguo ma che, tristemente, si verifica abbastanza spesso anche per altri.
S. ha 5 anni e vive col papà, la mamma e la sorellina di 2 anni in un condominio. S. ha una diagnosi di autismo e ritardo psicomotorio. Va alla scuola dell'infanzia, dalle 8 alle 16, mentre sua sorella è a casa con la mamma. Suo papà viaggia spesso per lavoro. S. riceve trattamenti psico-educativi in un centro per 15 ore settimanali e sta migliorando. E' autonomo in bagno e a tavola, ha recuperato completamente il contatto oculare e usa uno strumento di comunicazione alternativo. Sta imparando a giocare e ha conquistato uno sviluppo motorio fino e grosso nella norma. S. è il bambino che, da Febbraio a Maggio (lockdown) ha mostrato la regressione comportamentale più grave del suo gruppo e ancora oggi stiamo lavorando sul recupero di competenze che aveva acquisito e parzialmente perduto. Oggi presenta una grave selettività alimentare e il comportamento problema con funzione mista di urlare (fortissimo). La sua sorellina lo aggredisce spesso fisicamente, quando lo fa. A scuola gli insegnanti alternano strategie, rinforzando il comportamento a intermittenza. La mamma è spesso in casa da sola con i due bambini ed è comprensibilmente esausta. Tutte queste cose NON sono il problema, poichè possiamo risolverle e migliorarle con le nostre competenze di analisti del comportamento.
Il problema sono i vicini di casa.
Al pomeriggio, alla sera e al mattino presto sentono il bambino urlare. Hanno iniziato a fare dispetti, commenti, ...per poi passare a accuse e minacce di intentare cause legali.
Non possiamo ignorare il fatto che l'aspetto più doloroso e urgente della situazione di questa famiglia, in questi giorni, sono i rapporti con i loro vicini: è lì che riscontriamo la massima necessità di intervento e prevenzione.
Vi chiediamo informazioni e consulenza legale su precedenti in cui circostanze del genere si siano risolte pacificamente e cogliamo l'occasione per sollevare attenzione su un problema reale della quotidianità di tante famiglie con figli che manifestano comportamenti problema. Grazie anticipatamente a chi vorrà condividere un pensiero di affetto/comprensione (lo gireremo a questa mamma), ma soprattutto a chi vorrà indicarci gli estremi legali per aiutare chi, essendo accusato di ledere i diritti al silenzio altrui, ha bisogno di ribadire i diritti propri e del proprio bambino.
Fabiola Casarini
PhD, BCBA, CABAS RANK II [email protected] www.errepiu.it
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
L'argomento è trattato compiutamente sul sito "Autismo come ho fatto": https://autismocomehofatto.com/2019/11/22/autismo-nel-condominio-quando-il-v... Esprimo la mia solidarietà alla famiglia per la mancanza di empatia da parte dei condomini. Un saluto cordiale. Paolo Sarra
Il 27/11/2020 11:16 [email protected] ha scritto:
Buongiorno,
scrivo per chiedere l'aiuto delle famiglie che leggono la lista e dei professionisti che fungono da consulenti di ANGSA a proposito di un problema che si è presentato oggi nei confronti di un bambino che seguo ma che, tristemente, si verifica abbastanza spesso anche per altri.
S. ha 5 anni e vive col papà, la mamma e la sorellina di 2 anni in un condominio. S. ha una diagnosi di autismo e ritardo psicomotorio. Va alla scuola dell'infanzia, dalle 8 alle 16, mentre sua sorella è a casa con la mamma. Suo papà viaggia spesso per lavoro. S. riceve trattamenti psico-educativi in un centro per 15 ore settimanali e sta migliorando. E' autonomo in bagno e a tavola, ha recuperato completamente il contatto oculare e usa uno strumento di comunicazione alternativo. Sta imparando a giocare e ha conquistato uno sviluppo motorio fino e grosso nella norma. S. è il bambino che, da Febbraio a Maggio (lockdown) ha mostrato la regressione comportamentale più grave del suo gruppo e ancora oggi stiamo lavorando sul recupero di competenze che aveva acquisito e parzialmente perduto. Oggi presenta una grave selettività alimentare e il comportamento problema con funzione mista di urlare (fortissimo). La sua sorellina lo aggredisce spesso fisicamente, quando lo fa. A scuola gli insegnanti alternano strategie, rinforzando il comportamento a intermittenza. La mamma è spesso in casa da sola con i due bambini ed è comprensibilmente esausta. Tutte queste cose NON sono il problema, poichè possiamo risolverle e migliorarle con le nostre competenze di analisti del comportamento.
Il problema sono i vicini di casa.
Al pomeriggio, alla sera e al mattino presto sentono il bambino urlare. Hanno iniziato a fare dispetti, commenti, ...per poi passare a accuse e minacce di intentare cause legali.
Non possiamo ignorare il fatto che l'aspetto più doloroso e urgente della situazione di questa famiglia, in questi giorni, sono i rapporti con i loro vicini: è lì che riscontriamo la massima necessità di intervento e prevenzione.
Vi chiediamo informazioni e consulenza legale su precedenti in cui circostanze del genere si siano risolte pacificamente e cogliamo l'occasione per sollevare attenzione su un problema reale della quotidianità di tante famiglie con figli che manifestano comportamenti problema. Grazie anticipatamente a chi vorrà condividere un pensiero di affetto/comprensione (lo gireremo a questa mamma), ma soprattutto a chi vorrà indicarci gli estremi legali per aiutare chi, essendo accusato di ledere i diritti al silenzio altrui, ha bisogno di ribadire i diritti propri e del proprio bambino.
Fabiola Casarini
PhD, BCBA, CABAS RANK II
[email protected] mailto:[email protected] http://www.errepiu.it
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Buongiorno, nel manifestare la mia vicinanza alla famiglia per questa situazione così pesante psicologicamente e moralmente, colgo l’occasione per segnalare che da qualche tempo la trasmissione televisiva Chi l’ha visto si sta occupando proprio di relazioni difficili tra vicinato. Potrebbe essere una buona occasione per far conoscere le problematiche con cui quotidianamente si confrontano tante famiglie di ragazzi e bambini con bisogni speciali, nella speranza che una maggiore conoscenza promuova un incremento di sensibilità e rispetto reciproco. Un sentito abbraccio alla mamma Benedetta Fiorini
Il giorno 28 nov 2020, alle ore 07:54, [email protected] ha scritto:
Buongiorno,
scrivo per chiedere l'aiuto delle famiglie che leggono la lista e dei professionisti che fungono da consulenti di ANGSA a proposito di un problema che si è presentato oggi nei confronti di un bambino che seguo ma che, tristemente, si verifica abbastanza spesso anche per altri.
S. ha 5 anni e vive col papà, la mamma e la sorellina di 2 anni in un condominio. S. ha una diagnosi di autismo e ritardo psicomotorio. Va alla scuola dell'infanzia, dalle 8 alle 16, mentre sua sorella è a casa con la mamma. Suo papà viaggia spesso per lavoro. S. riceve trattamenti psico-educativi in un centro per 15 ore settimanali e sta migliorando. E' autonomo in bagno e a tavola, ha recuperato completamente il contatto oculare e usa uno strumento di comunicazione alternativo. Sta imparando a giocare e ha conquistato uno sviluppo motorio fino e grosso nella norma. S. è il bambino che, da Febbraio a Maggio (lockdown) ha mostrato la regressione comportamentale più grave del suo gruppo e ancora oggi stiamo lavorando sul recupero di competenze che aveva acquisito e parzialmente perduto. Oggi presenta una grave selettività alimentare e il comportamento problema con funzione mista di urlare (fortissimo). La sua sorellina lo aggredisce spesso fisicamente, quando lo fa. A scuola gli insegnanti alternano strategie, rinforzando il comportamento a intermittenza. La mamma è spesso in casa da sola con i due bambini ed è comprensibilmente esausta. Tutte queste cose NON sono il problema, poichè possiamo risolverle e migliorarle con le nostre competenze di analisti del comportamento.
Il problema sono i vicini di casa.
Al pomeriggio, alla sera e al mattino presto sentono il bambino urlare. Hanno iniziato a fare dispetti, commenti, ...per poi passare a accuse e minacce di intentare cause legali.
Non possiamo ignorare il fatto che l'aspetto più doloroso e urgente della situazione di questa famiglia, in questi giorni, sono i rapporti con i loro vicini: è lì che riscontriamo la massima necessità di intervento e prevenzione.
Vi chiediamo informazioni e consulenza legale su precedenti in cui circostanze del genere si siano risolte pacificamente e cogliamo l'occasione per sollevare attenzione su un problema reale della quotidianità di tante famiglie con figli che manifestano comportamenti problema. Grazie anticipatamente a chi vorrà condividere un pensiero di affetto/comprensione (lo gireremo a questa mamma), ma soprattutto a chi vorrà indicarci gli estremi legali per aiutare chi, essendo accusato di ledere i diritti al silenzio altrui, ha bisogno di ribadire i diritti propri e del proprio bambino.
Fabiola Casarini
PhD, BCBA, CABAS RANK II
[email protected] www.errepiu.it
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Benedetta Fiorini -
Fabio a -
fabiola_casarini@libero.it -
paolosarra1@libero.it