Un grosso abbraccio a tutta la famiglia di S., da un papà di un bambino di 11 con autismo. 
Spero davvero possiate risolvere il vostro problema con i vicini (stronzi, si può dire?).


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Il Ven 27 Nov 2020, 11:30 <fabiola_casarini@libero.it> ha scritto:

Buongiorno, 

scrivo per chiedere l'aiuto delle famiglie che leggono la lista e dei professionisti che fungono da consulenti di ANGSA a proposito di un problema che si è presentato oggi nei confronti di un bambino che seguo ma che, tristemente, si verifica abbastanza spesso anche per altri. 

S. ha 5 anni e vive col papà, la mamma e la sorellina di 2 anni in un condominio. S. ha una diagnosi di autismo e ritardo psicomotorio. Va alla scuola dell'infanzia, dalle 8 alle 16, mentre sua sorella è a casa con la mamma. Suo papà viaggia spesso per lavoro. S. riceve trattamenti psico-educativi in un centro per 15 ore settimanali e sta migliorando. E' autonomo in bagno e a tavola, ha recuperato completamente il contatto oculare e usa uno strumento di comunicazione alternativo. Sta imparando a giocare e ha conquistato uno sviluppo motorio fino e grosso nella norma. S. è il bambino che, da Febbraio a Maggio (lockdown) ha mostrato la regressione comportamentale più grave del suo gruppo e ancora oggi stiamo lavorando sul recupero di competenze che aveva acquisito e parzialmente perduto. Oggi presenta una grave selettività alimentare e il comportamento problema con funzione mista di urlare (fortissimo). La sua sorellina lo aggredisce spesso fisicamente, quando lo fa. A scuola gli insegnanti alternano strategie, rinforzando il comportamento a intermittenza. La mamma è spesso in casa da sola con i due bambini ed è comprensibilmente esausta. 
Tutte queste cose NON sono il problema, poichè possiamo risolverle e migliorarle con le nostre competenze di analisti del comportamento. 

Il problema sono i vicini di casa. 

Al pomeriggio, alla sera e al mattino presto sentono il bambino urlare. Hanno iniziato a fare dispetti, commenti, ...per poi passare a accuse e minacce di intentare cause legali. 

Non possiamo ignorare il fatto che l'aspetto più doloroso e urgente della situazione di questa famiglia, in questi giorni, sono i rapporti con i loro vicini: è lì che riscontriamo la massima necessità di intervento e prevenzione. 

Vi chiediamo informazioni e consulenza legale su precedenti in cui circostanze del genere si siano risolte pacificamente e cogliamo l'occasione per sollevare attenzione su un problema reale della quotidianità di tante famiglie con figli che manifestano comportamenti problema. 
Grazie anticipatamente a chi vorrà condividere un pensiero di affetto/comprensione (lo gireremo a questa mamma), ma soprattutto a chi vorrà indicarci gli estremi legali per aiutare chi, essendo accusato di ledere i diritti al silenzio altrui, ha bisogno di ribadire i diritti propri e del proprio bambino. 

Fabiola Casarini

PhD, BCBA, CABAS RANK II


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