modelli animali di autismo: dai canali del Calcio alla triade
L’importanza dei canali del calcio per la funzione cardiaca è nota da molti anni. I canali del calcio costituiscono il bersaglio di molti farmaci cardiotropi. Randall L. Rasmussone Glenna C. L. Bettdell’Università di Buffalo erano due tra i tanti ricercatori che in tutto il mondo studiavano i canali del Calcio e i loro effetti sulla funzione cardiaca quando appresero nel 2004 che una mutazione nel canale del calcio tipo L era la causa della sindrome di Timothy (ST) http://www.brainmindlife.org/timothygenetica.htm Decisero pertanto di spostare il loro interesse dal cuore al cervello, utilizzando la raffinata tecnologia d’indagine sui canali del Calcio che già possedevano. Questa strada ha un doppio interesse: arrivare a far luce sui meccanismi molecolari delle funzioni e disfunzioni cerebrali compromesse nell’autismo e vedere se ci sono basi razionali per la sperimentazione di farmaci che agiscono sui canali del Calcio con questa nuova indicazione. In collaborazione con altri ricercatori Bett e Rasmusson hanno prodotto un topo con una mutazione puntiforme del gene della sindrome di Timothy, che è stata però modificata, rispetto alla ST, in modo tale da rendere l’animale vitale e da essere selettiva sulle funzioni compromesse nell’autismo. Questo in quanto la ST umana, interessando non solo le funzioni cerebrali, ma anche altre funzioni essenziali per la sopravvivenza, conduce a morte nei primi anni di vita. L’obiettivo di avere un modello animale con caratteristiche evocative dell’autismo in tutte le aree della triade è stato raggiunto. La pubblicazione dei risultati è stata fatta qualche giorno fa su Proceedings of the National Academy of Sciences ed è leggibile integralmente al link http://www.pnas.org/content/early/2011/08/26/1112667108.full.pdf+html Gli autori si augurano, dopo il successo ottenuto con il passaggio dal gene mutato al topo “autistico”, di fare luce sui meccanismi molecolari e di porre le premesse per una terapia farmacologica non solo per la sindrome di Timothy, ma anche per lo spettro autistico in generale. Per capire il significato e i possibili sviluppi della ricerca è utile leggere il comunicato stampa della Buffalo University al link http://www.newswise.com/articles/new-clues-to-molecular-understanding-of-aut...
Buon giorno a tutti colgo l'occasione per segnalare un lavoro da noi svolto prorio su questo argomento. È stato pubblicato su Pharmacological Research, lo studio “SNAP-25 single nucleotide polymorphisms are associated with hyperactivity in autism spectrum disorders”. (allegato) Il lavoro è frutto di una collaborazione tra la Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS, l’Università di Sassari e il Dipartimento di Farmacologia del CNR di Milano. I ricercatori hanno dimostrato il ruolo svolto dai polimorfismi del gene codificante per la Proteina di 25kD Associata ai Sinaptosomi (SNAP-25, secondo l’acronimo inglese) nell’autismo. In particolare, è stata evidenziata una correlazione altamente significativa sia con la severità della sintomatologia del disturbo nel suo complesso (misurata mediante la scala CARS), sia con i comportamenti della serie iperattiva, non di rado descritti anche in soggetti autistici. Poiché SNAP-25 svolge un ruolo importante nella regolazione dell’esocitosi delle vescicole sinaptiche e nell’omeostasi del calcio, la dimostrazione della correlazione tra le sue varianti genetiche e alcuni aspetti del quadro comportamentale dell’autismo (in particolare, come detto, con l’iperattività) è una ulteriore indicazione del ruolo centrale che l’alterazione di questi meccanismi può giocare nella cascata di eventi che conduce alla sintomatologia autistica. Anche in questo caso, il mantenimento dell’equilibrio dinamico dei neuroni (cosiddetta “omeostasi”) appare la condizione propria del buon funzionamento e del corretto sviluppo neuropsichico; al contrario, i dati raccolti dimostrano che uno squilibrio nell’equilibrio del calcio può essere un fattore significativo nel produrre instabilità motoria, agitazione, continuo passaggio da un’attività all’altra, incapacità di ridurre e inibire il movimento (ossia il quadro sinteticamente definito “iperattività”). Se da un lato la complessità del quadro clinico dell’autismo si oppone all’idea di poter attribuire a una singola alterazione genica l’intera alterazione dello sviluppo, è sicuramente importante avere informazione sulle vie metaboliche che risultano coinvolte in queste patologie. Comprendere le alterazioni rilevanti e collegarle a tratti comportamentali specifici è infatti il primo passo per poter sviluppare interventi mirati, anche di natura farmacologica, che possano risultare veramente utili. Franca Guerini ----- Original Message ----- From: daniela marianicerati To: lista autismo-biologia Sent: Friday, September 16, 2011 6:36 PM Subject: [autismo-biologia] modelli animali di autismo: dai canali delCalcio alla triade L’importanza dei canali del calcio per la funzione cardiaca è nota da molti anni. I canali del calcio costituiscono il bersaglio di molti farmaci cardiotropi. Randall L. Rasmusson e Glenna C. L. Bett dell’Università di Buffalo erano due tra i tanti ricercatori che in tutto il mondo studiavano i canali del Calcio e i loro effetti sulla funzione cardiaca quando appresero nel 2004 che una mutazione nel canale del calcio tipo L era la causa della sindrome di Timothy (ST) http://www.brainmindlife.org/timothygenetica.htm Decisero pertanto di spostare il loro interesse dal cuore al cervello, utilizzando la raffinata tecnologia d’indagine sui canali del Calcio che già possedevano. Questa strada ha un doppio interesse: arrivare a far luce sui meccanismi molecolari delle funzioni e disfunzioni cerebrali compromesse nell’autismo e vedere se ci sono basi razionali per la sperimentazione di farmaci che agiscono sui canali del Calcio con questa nuova indicazione. In collaborazione con altri ricercatori Bett e Rasmusson hanno prodotto un topo con una mutazione puntiforme del gene della sindrome di Timothy, che è stata però modificata, rispetto alla ST, in modo tale da rendere l’animale vitale e da essere selettiva sulle funzioni compromesse nell’autismo. Questo in quanto la ST umana, interessando non solo le funzioni cerebrali, ma anche altre funzioni essenziali per la sopravvivenza, conduce a morte nei primi anni di vita. L’obiettivo di avere un modello animale con caratteristiche evocative dell’autismo in tutte le aree della triade è stato raggiunto. La pubblicazione dei risultati è stata fatta qualche giorno fa su Proceedings of the National Academy of Sciences ed è leggibile integralmente al link http://www.pnas.org/content/early/2011/08/26/1112667108.full.pdf+html Gli autori si augurano, dopo il successo ottenuto con il passaggio dal gene mutato al topo “autistico”, di fare luce sui meccanismi molecolari e di porre le premesse per una terapia farmacologica non solo per la sindrome di Timothy, ma anche per lo spettro autistico in generale. Per capire il significato e i possibili sviluppi della ricerca è utile leggere il comunicato stampa della Buffalo University al link http://www.newswise.com/articles/new-clues-to-molecular-understanding-of-aut... ------------------------------------------------------------------------------ _______________________________________________ autismo-biologia mailing list [email protected] http://autismo33.it/mailman/listinfo/autismo-biologia
Buon giorno a tutti colgo l'occasione per segnalare un lavoro da noi svolto prorio su questo argomento. È stato pubblicato su Pharmacological Research, lo studio “SNAP-25 single nucleotide polymorphisms are associated with hyperactivity in autism spectrum disorders”. (allegato) Il lavoro è frutto di una collaborazione tra la Fondazione Don Carlo Gnocchi ONLUS, l’Università di Sassari e il Dipartimento di Farmacologia del CNR di Milano. I ricercatori hanno dimostrato il ruolo svolto dai polimorfismi del gene codificante per la Proteina di 25kD Associata ai Sinaptosomi (SNAP-25, secondo l’acronimo inglese) nell’autismo. In particolare, è stata evidenziata una correlazione altamente significativa sia con la severità della sintomatologia del disturbo nel suo complesso (misurata mediante la scala CARS), sia con i comportamenti della serie iperattiva, non di rado descritti anche in soggetti autistici. Poiché SNAP-25 svolge un ruolo importante nella regolazione dell’esocitosi delle vescicole sinaptiche e nell’omeostasi del calcio, la dimostrazione della correlazione tra le sue varianti genetiche e alcuni aspetti del quadro comportamentale dell’autismo (in particolare, come detto, con l’iperattività) è una ulteriore indicazione del ruolo centrale che l’alterazione di questi meccanismi può giocare nella cascata di eventi che conduce alla sintomatologia autistica. Anche in questo caso, il mantenimento dell’equilibrio dinamico dei neuroni (cosiddetta “omeostasi”) appare la condizione propria del buon funzionamento e del corretto sviluppo neuropsichico; al contrario, i dati raccolti dimostrano che uno squilibrio nell’equilibrio del calcio può essere un fattore significativo nel produrre instabilità motoria, agitazione, continuo passaggio da un’attività all’altra, incapacità di ridurre e inibire il movimento (ossia il quadro sinteticamente definito “iperattività”). Se da un lato la complessità del quadro clinico dell’autismo si oppone all’idea di poter attribuire a una singola alterazione genica l’intera alterazione dello sviluppo, è sicuramente importante avere informazione sulle vie metaboliche che risultano coinvolte in queste patologie. Comprendere le alterazioni rilevanti e collegarle a tratti comportamentali specifici è infatti il primo passo per poter sviluppare interventi mirati, anche di natura farmacologica, che possano risultare veramente utili. Franca Guerini ----- Original Message ----- From: daniela marianicerati To: lista autismo-biologia Sent: Friday, September 16, 2011 6:36 PM Subject: [autismo-biologia] modelli animali di autismo: dai canali delCalcio alla triade L’importanza dei canali del calcio per la funzione cardiaca è nota da molti anni. I canali del calcio costituiscono il bersaglio di molti farmaci cardiotropi. Randall L. Rasmusson e Glenna C. L. Bett dell’Università di Buffalo erano due tra i tanti ricercatori che in tutto il mondo studiavano i canali del Calcio e i loro effetti sulla funzione cardiaca quando appresero nel 2004 che una mutazione nel canale del calcio tipo L era la causa della sindrome di Timothy (ST) http://www.brainmindlife.org/timothygenetica.htm Decisero pertanto di spostare il loro interesse dal cuore al cervello, utilizzando la raffinata tecnologia d’indagine sui canali del Calcio che già possedevano. Questa strada ha un doppio interesse: arrivare a far luce sui meccanismi molecolari delle funzioni e disfunzioni cerebrali compromesse nell’autismo e vedere se ci sono basi razionali per la sperimentazione di farmaci che agiscono sui canali del Calcio con questa nuova indicazione. In collaborazione con altri ricercatori Bett e Rasmusson hanno prodotto un topo con una mutazione puntiforme del gene della sindrome di Timothy, che è stata però modificata, rispetto alla ST, in modo tale da rendere l’animale vitale e da essere selettiva sulle funzioni compromesse nell’autismo. Questo in quanto la ST umana, interessando non solo le funzioni cerebrali, ma anche altre funzioni essenziali per la sopravvivenza, conduce a morte nei primi anni di vita. L’obiettivo di avere un modello animale con caratteristiche evocative dell’autismo in tutte le aree della triade è stato raggiunto. La pubblicazione dei risultati è stata fatta qualche giorno fa su Proceedings of the National Academy of Sciences ed è leggibile integralmente al link http://www.pnas.org/content/early/2011/08/26/1112667108.full.pdf+html Gli autori si augurano, dopo il successo ottenuto con il passaggio dal gene mutato al topo “autistico”, di fare luce sui meccanismi molecolari e di porre le premesse per una terapia farmacologica non solo per la sindrome di Timothy, ma anche per lo spettro autistico in generale. Per capire il significato e i possibili sviluppi della ricerca è utile leggere il comunicato stampa della Buffalo University al link http://www.newswise.com/articles/new-clues-to-molecular-understanding-of-aut... ------------------------------------------------------------------------------ _______________________________________________ autismo-biologia mailing list [email protected] http://autismo33.it/mailman/listinfo/autismo-biologia
Da: Franca Guerini <[email protected]> A: Autismo Biologia <[email protected]> Inviato: Lunedì 19 Settembre 2011 15:32 Oggetto: Re: [autismo-biologia] modelli animali di autismo: dai canali delCalcio alla triade È stato pubblicato su Pharmacological Research, lo studio “SNAP-25 single nucleotide polymorphisms are associated with hyperactivity in autism spectrum disorders”. ) I ricercatori hanno dimostrato il ruolo svolto dai polimorfismi del gene codificante per la Proteina di 25kD Associata ai Sinaptosomi (SNAP-25, secondo l’acronimo inglese) nell’autismo. In particolare, è stata evidenziata una correlazione altamente significativa sia con la severità della sintomatologia del disturbo nel suo complesso (misurata mediante la scala CARS), sia con i comportamenti della serie iperattiva, non di rado descritti anche in soggetti autistici. Il problema dei sintomi ADHD è ben noto a tutti coloro che hanno a che fare con persone con autismo. Spesso diventa il sintomo più disturbante e che più interferisce con l’apprendimento. Inoltre i farmaci tanto usati ( e oggetto di aspre critiche) per l’ADHD in America, vedi metilfenidato, nei bambini con autismo ottengono quasi sempre l’effetto contrario: aumentano l’iperattività e danno gravi effetti collaterali, tra cui l’insonnia. Domando a Franca Guerini: il vostro gruppo è pronto per programmare una sperimentazione di farmaci che agiscono sui canali del Calcio in soggetti con ADHD e spettro autistico? Per dare un’idea di quanto il problema sia sentito copio un messaggio dal blog di Autism Speaks giunto proprio oggi ADHD Symptoms in Children with Autism jsnydersachs| September 19, 2011 at 1:15 am | Tags: ADHD, attention deficit, attention deficit and hyperactivity disorder, autism, Autism Speaks, Autism Treatment Network, hyperactivity| Categories: Science| URL: http://wp.me/pRNiI-3t1 The symptoms of attention deficit and hyperactivity disorder (ADHD) create significant problems for over half of all children with autism and may be both under-recognized and under-treated by pediatricians. These findings—from Autism Speaks’ Autism Treatment Network (ATN)—were presented Sunday at The Society for Developmental and Behavioral Pediatrics annual conference, in San Antonio, Texas. For more information see our news item here.
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