Il risperidone è stato approvato dalla Food and Drug Administration il 6 ottobre 2006 per il trattamento dell’irritabilità associata al disturbo autistico per minori dai 5 ai 16 anni https://www.accessdata.fda.gov/drugsatfda_docs/nda/2006/020272Orig1s036,s041... Il 20 novembre 2009 l’aripiprazolo è stato approvato dalla FDA con la stessa indicazione https://news.bms.com/news/details/2009/US-Food-and-Drug-Administration-Appro... Il termine irritabilità è molto vago. Cosa significa? Katarina Rotta e colleghi (Rotta, K., VanDerwall, R., Ehrhardt, K., & Poling, A. (2022). Pharmacological interventions for adults with autism spectrum disorder. In J. B. Leaf, J. H. Cihon, J. L. Ferguson, & P. F. Gerhardt (Eds.), Handbook of quality of life for individuals with autism spectrum disorder (pp. 293–310). Springer Nature Switzerland AG. https://doi.org/10.1007/978-3-030-98507-3_17 ) fanno a questo proposito alcune considerazioni che qui riporto Many children and adolescents with ASD hurt themselves, damage property, have temper tantrums, and do other things that reduce the quality of their lives, limit their freedom and independence, and pose problems for caregivers (Matson & Rivet, 2008; Matson et al., 2011; Minshawi et al., 2014; Summers et al., 2017). Medical professionals frequently view such responses as indications of “irritability,” and both aripiprazole and risperidone are FDA-approved for treating irritability in children and adolescents with ASD. “Irritability” is not a disease, and the responses it comprises are often learned operant behavior that often can be treated effectively with nonpharmacological interventions (Poling et al., 2017). Mia traduzione “Molti bambini e adolescenti con ASD si autoaggrediscono, distruggono gli oggetti, hanno arrabbiature dirompenti, e fanno altre cose che riducono la qualità della loro vita, limitano la loro libertà e indipendenza e pongono seri problemi a chi sta loro vicino (Matson & Rivet, 2008; Matson et al., 2011; Minshawi et al., 2014; Summers et al., 2017). I medici frequentemente vedono questi comportamenti come indicatori di “irritabilità” e risperidone e aripiprazolo sono entrambi approvati dalla FDA per trattare l’irritabilità in bambini e adolescenti con ASD. “Irritabilità” non è una malattia, e le reazioni che essa comprende sono spesso comportamenti operanti appresi che spesso possono essere trattati efficacemente con interventi non farmacologici (Poling et al., 2017)” Alan Poling ha affrontato il tema del trattamento non farmacologico dell’irritabilità, in alternativa agli psicofarmaci, in diverse occasioni Dalla sua relazione ad un convegno del 2017 https://legacy.wpsu.org/live/2012_player/69430 riporto quanto segue “Se si affrontano i comportamenti dirompenti con i soli farmaci, non si implementano comportamenti alternativi, azione imprescindibile quando tali comportamenti sono affrontati con l’analisi comportamentale, in base alla quale di un comportamento indesiderabile si deve fare un’analisi funzionale e si deve insegnare un comportamento accettabile che abbia la stessa funzione” In conclusione: dare una pillola è facile; fare un’analisi funzionale dei comportamenti problema e implementare comportamenti alternativi è difficile. Richiede la presenza di professionisti formati, pronti a intervenire al bisogno e a percorrere un lungo iter di diagnosi funzionali e trattamenti abilitativi. Ma la strada da seguire per il bene presente e futuro di bambini e adolescenti non deve essere quella più facile, ma quella che porta a miglioramenti sostanziali e duraturi della qualità della vita e non ai tanti e gravi effetti indesiderati nel breve e nel lungo termine degli psicofarmaci, i quali non vanno demonizzati, ma usati monitorando la loro efficacia, non scontata, e prevedendo fin dall’inizio una loro possibile sospensione. Daniela Mariani Cerati
Il termine irritabilità è molto vago. Cosa significa?
Katarina Rotta e colleghi (Rotta, K., VanDerwall, R., Ehrhardt, K., & Poling, A. (2022). Pharmacological interventions for adults with autism spectrum disorder. In J. B. Leaf, J. H. Cihon, J. L. Ferguson, & P. F. Gerhardt (Eds.), Handbook of quality of life for individuals with autism spectrum disorder (pp. 293–310). Springer Nature Switzerland AG. https://doi.org/10.1007/978-3-030-98507-3_17 ) fanno a questo proposito alcune considerazioni che qui riporto
“Molti bambini e adolescenti con ASD si autoaggrediscono, distruggono gli oggetti, hanno arrabbiature dirompenti, e fanno altre cose che riducono la qualità della loro vita, limitano la loro libertà e indipendenza e pongono seri problemi a chi sta loro vicino (Matson & Rivet, 2008; Matson et al., 2011; Minshawi et al., 2014; Summers et al., 2017). I medici frequentemente vedono questi comportamenti come indicatori di “irritabilità” e risperidone e aripiprazolo sono entrambi approvati dalla FDA per trattare l’irritabilità in bambini e adolescenti con ASD.
“Irritabilità” non è una malattia, e le reazioni che essa comprende sono spesso comportamenti operanti appresi che spesso possono essere trattati efficacemente con interventi non farmacologici (Poling et al., 2017)”
Katarina Rotta e colleghi operano alla Western Michigan University. Fa piacere vedere che alle stesse conclusioni è arrivato il panel dell’Istituto Superiore di Sanità che ha pubblicato un aggiornamento della linea guida per adulti il 23 dicembre 2023 https://www.iss.it/documents/20126/8968214/Linea_Guida_ASD_adulti_dic2024.pd... dove, a pagina 194, sta scritto “L’intervento comportamentale e cognitivo-comportamentale rappresenta la prima linea di intervento per la riduzione dei comportamenti problematici che deve sempre precedere l’eventuale terapia farmacologica. Va inoltre ricordato che l’individuazione e l’applicazione delle procedure comportamentali deve sempre seguire la preliminare individuazione delle funzioni del comportamento problema” Per l’applicazione di questo principio, condiviso da italiani e americani e probabilmente da tutta la comunità scientifica, occorre avere a livello capillare esperti capaci di fare “la preliminare individuazione delle funzioni del comportamento problema” prima e di guidare “l’intervento per la riduzione dei comportamenti problematici” poi. Bisogna valorizzare quelli che già ci sono nel Servizio Sanitario Nazionale, provvedere alla formazione di altri e sfruttare le competenze che già ci sono nel privato mediante convenzioni tra il Servizio Sanitario Nazionale e i privati che dimostrino di avere le competenze necessarie per affrontare questi gravissimi problemi. Daniela Mariani Cerati
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