Medication review e deprescribing
Il portale on line aboutpharama ha pubblicato recentemente l’articolo "Medication review e deprescribing, un modello promosso dalla Sif migliora l’appropriatezza delle politerapie e riduce i costi" https://www.aboutpharma.com/sanita-e-politica/medication-review-e-deprescrib... da cui copio quanto segue “Tra i farmaci più frequentemente sottoposti a revisione figurano benzodiazepine, statine, diuretici e gastroprotettori, categorie terapeutiche di comprovata utilità clinica, il cui impiego deve tuttavia essere periodicamente rivalutato in base all’evoluzione delle condizioni del paziente, alla durata del trattamento, alle possibili interazioni e al rapporto tra benefici e rischi. I dati sono stati presentati durante il convegno “Medication review e deprescribing come strategia di ottimizzazione delle polifarmacoterapie”, organizzato dall’Università di Verona il 24 e 25 giugno con la responsabilità scientifica di Gianluca Trifirò, ordinario di Farmacologia all’Università di Verona e membro della Sif. Non ridurre i farmaci, ma renderli appropriati L’obiettivo del deprescribing, sottolineano gli esperti, non è ridurre il numero di farmaci assunti dal paziente, bensì verificare periodicamente che ogni trattamento continui a essere necessario, efficace e sicuro. “Il deprescribing non è una politica di riduzione indiscriminata delle terapie, ma uno strumento di appropriatezza prescrittiva”, ha dichiarato Armando Genazzani, presidente della Società Italiana di Farmacologia (Sif). “L’obiettivo non è togliere farmaci, bensì assicurare che ogni paziente riceva, in ogni fase della propria storia clinica, i trattamenti realmente necessari, efficaci e sicuri. Innovazione farmacologica e revisione delle terapie sono due componenti complementari della medicina personalizzata”. La medication review consiste proprio nell’analisi sistematica dell’intera terapia farmacologica del paziente, valutando indicazione, dosaggio, durata, aderenza e rapporto tra benefici e rischi. L’eventuale sospensione o rimodulazione di un farmaco avviene in modo graduale e condiviso con il paziente” Quanto detto vale per molte persone con diagnosi dello spettro autistico, soprattutto adulte, per le quali il rischio di continuare a tempo indeterminato terapie la cui utilità o non è mai stata dimostrata o non è più attuale, è altissimo. L’articolo parla in generale di “Medication review e deprescribing” e riporta uno studio fatto, tra l’altro, sulle benzodiazepine che riguardano anche molte persone con autismo. Sarebbe opportuno fare la stessa cosa per gli antipsicotici, sia di prima che di seconda generazione, per i quali l’abitudine a prescrizioni a tempo indefinito, senza momenti di Medication review ed eventuale tentativo di deprescribing, è molto diffuso Daniela Mariani Cerati
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