ridotta azione GABAergica nel cervello autistico
Il 16 dicembre scorso e' statopubblicato l'articoloCurrBiol. 2015Dec 16. pii: S0960-9822(15)01413-X. doi: 10.1016/j.cub.2015.11.019.[Epub ahead of print] ReducedGABAergic Action in the Autistic Brain. RobertsonCE, RataiEM, KanwisherN.di cui e' stato dato un ampio resocontoil giorno successivo nella Harvard Gazette. Dell'articolo, di non facilecomprensione per i non addetti ai lavori, e' stato fatto un resocontodivulgativo dal Professor Giorgio Lenaz, professore emerito dichimica biologica all'Universita' di Bologna, che ringrazio a nomedegli iscritti alla lista. Ed ecco il resoconto del promettentelavoro Alla Harvard University un gruppo diricerca guidato da Caroline Robertson ha scoperto che un difettonella catena di segnalazione del GABA (ovvero acidogamma-amino-butirrico, specifico neurotrasmettirore delle sinapsiinibitorie del sistema nervoso centrale) è associato all’autismo;la scoperta è stata fatta utilizzando un test visivo che suscita reazioni diverse in soggetti normali ed autistici. Lo studio èdescritto nel numero del 17 dicembre del J. Current Biology.Si tratta della prima volta che il comportamento autistico nell’uomoviene collegato a uno specifico neurotrasmettitore; la teoria che lavia del GABA abbia un ruolo nell’autismo era finora statasuffragata solo in studi su modelli animali.La ricercatrice afferma che lo studioper ora non porta a eventuali approcci terapeutici, ma sicuramenterappresenta un enorme passo avanti, anche perché il test visivopermetterà una diagnosi precoce dei disordini autistici in bambinimolto piccoli, permettendo così un intervento più precoce.Poiché l’autismosembra accompagnato da un affastellamento di stimoli sensoriali,l’idea che sia alterato un neurotrasmettitore inibitorio apparefondata; inoltre i soggetti autistici hanno spesso convulsioni el’autismo nel 20-25% dei casi è accompagnato da epilessia,favorendo l’ipotesi di una mancata inibizione degli stimolisensoriali.Per provare la loro ipotesi laRobertson e collaboratori hanno ideato un test visivo basato sullacosiddetta rivalità binoculare. Si tratta dell’osservazioneche l’immagine binoculare deriva dalla sovrapposizione di dueimmagini leggermente diverse la cui media dà l’immagine cheeffettivamente vediamo. Il test forza i due occhi a vedere dueimmagini molto diverse, p.es. un cavallo e una mela; in tal caso unadelle due immagini viene eliminata e alternativamente vediamo l'una ol’altra immagine. I ricercatori hanno visto che il passaggio daun’immagine all’altra avviene in tempi più lunghi nei soggettiautistici. Usando metodi di risonanza magnetica la Robertson ecolleghi hanno scoperto che i livelli di GABA nei soggetti autisticierano normali, ma sembrava interrotta la via con cui il GABA modificalo stimolo visivo.Per ora non è ancora chiaro qualepassaggio è alterato, lo studio è difficile perché complicatodall’esistenza di due diversi tipi di recettori (A e B) e didiverse forme del GABA A. Forse l’uso di farmaci agonisti eantagonisti di tali recettori potrà dare risposte in tal senso.Il punto importante secondo laRobertson è soprattutto la possibilità di avere un test diagnosticoprima che i bambini imparino a parlare, il che potrà avereimportanti sviluppi per iniziare un trattamento precoce.La Robertson comunque mette in guardiache la storia del GABA, comunque importante, non è necessariamentel’unica, ed altri neurotrasmettitori potrebbero essere implicati. Giorgio Lenaz
Buon anno a tutti. A chi fosse eventualmente interessato al tema segnalo che recentemente, il 6 ottobre è stata pubblicata sul Journal Autism Developmental Disorders, da parte del nostro gruppo, una review sistematica dello stato attuale delle evidenze sui tentativi di modulazione farmacologica del sistema GABA nei disturbi dello spettro autistico. Un saluto cordiale Francesco Barale Il 07/gen/2016 14:28 "daniela marianicerati" <[email protected]> ha scritto:
Il 16 dicembre scorso e' stato pubblicato l'articolo *Curr Biol.* <http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26711497#> 2015 Dec 16. pii: S0960-9822(15)01413-X. doi: 10.1016/j.cub.2015.11.019. [Epub ahead of print] *Reduced GABAergic Action in the Autistic Brain.* *Robertson CE* <http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Robertson%20CE%5BAuthor%5D&cauthor=true&cauthor_uid=26711497> , *Ratai EM* <http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Ratai%20EM%5BAuthor%5D&cauthor=true&cauthor_uid=26711497> , *Kanwisher N* <http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Kanwisher%20N%5BAuthor%5D&cauthor=true&cauthor_uid=26711497> . di cui e' stato dato un ampio resoconto il giorno successivo nella Harvard Gazette.
Dell'articolo, di non facile comprensione per i non addetti ai lavori, e' stato fatto un resoconto divulgativo dal Professor Giorgio Lenaz, professore emerito di chimica biologica all'Universita' di Bologna, che ringrazio a nome degli iscritti alla lista. Ed ecco il resoconto del promettente lavoro
Alla Harvard University un gruppo di ricerca guidato da Caroline Robertson ha scoperto che un difetto nella catena di segnalazione del GABA (ovvero acido gamma-amino-butirrico, specifico neurotrasmettirore delle sinapsi inibitorie del sistema nervoso centrale) è associato all’autismo; la scoperta è stata fatta utilizzando un test visivo che suscita reazioni diverse in soggetti normali ed autistici. Lo studio è descritto nel numero del 17 dicembre del *J. Current Biology*. Si tratta della prima volta che il comportamento autistico nell’uomo viene collegato a uno specifico neurotrasmettitore; la teoria che la via del GABA abbia un ruolo nell’autismo era finora stata suffragata solo in studi su modelli animali. La ricercatrice afferma che lo studio per ora non porta a eventuali approcci terapeutici, ma sicuramente rappresenta un enorme passo avanti, anche perché il test visivo permetterà una diagnosi precoce dei disordini autistici in bambini molto piccoli, permettendo così un intervento più precoce. Poiché l’autismo sembra accompagnato da un affastellamento di stimoli sensoriali, l’idea che sia alterato un neurotrasmettitore inibitorio appare fondata; inoltre i soggetti autistici hanno spesso convulsioni e l’autismo nel 20-25% dei casi è accompagnato da epilessia, favorendo l’ipotesi di una mancata inibizione degli stimoli sensoriali. Per provare la loro ipotesi la Robertson e collaboratori hanno ideato un test visivo basato sulla cosiddetta *rivalità binoculare*. Si tratta dell’osservazione che l’immagine binoculare deriva dalla sovrapposizione di due immagini leggermente diverse la cui media dà l’immagine che effettivamente vediamo. Il test forza i due occhi a vedere due immagini molto diverse, p.es. un cavallo e una mela; in tal caso una delle due immagini viene eliminata e alternativamente vediamo l'una o l’altra immagine. I ricercatori hanno visto che il passaggio da un’immagine all’altra avviene in tempi più lunghi nei soggetti autistici. Usando metodi di risonanza magnetica la Robertson e colleghi hanno scoperto che i livelli di GABA nei soggetti autistici erano normali, ma sembrava interrotta la via con cui il GABA modifica lo stimolo visivo. Per ora non è ancora chiaro quale passaggio è alterato, lo studio è difficile perché complicato dall’esistenza di due diversi tipi di recettori (A e B) e di diverse forme del GABA A. Forse l’uso di farmaci agonisti e antagonisti di tali recettori potrà dare risposte in tal senso. Il punto importante secondo la Robertson è soprattutto la possibilità di avere un test diagnostico prima che i bambini imparino a parlare, il che potrà avere importanti sviluppi per iniziare un trattamento precoce. La Robertson comunque mette in guardia che la storia del GABA, comunque importante, non è necessariamente l’unica, ed altri neurotrasmettitori potrebbero essere implicati. Giorgio Lenaz
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
Vorrei ringraziare chiunque abbia dato e darà in futuro informazioni condividendole nella lista. Un ringraziamento particolare va alla Dottoressa Cerati in quanto riesce a rendere accessibili ai profani come me informazioni altrimenti incomprensibili. Grazie a tutti e buon anno. Inviato da iPhone Il giorno 07/gen/2016, alle ore 16:20, "Francesco Barale" <[email protected]> ha scritto:
Buon anno a tutti. A chi fosse eventualmente interessato al tema segnalo che recentemente, il 6 ottobre è stata pubblicata sul Journal Autism Developmental Disorders, da parte del nostro gruppo, una review sistematica dello stato attuale delle evidenze sui tentativi di modulazione farmacologica del sistema GABA nei disturbi dello spettro autistico. Un saluto cordiale Francesco Barale
Il 07/gen/2016 14:28 "daniela marianicerati" <[email protected]> ha scritto:
Il 16 dicembre scorso e' stato pubblicato l'articolo Curr Biol. 2015 Dec 16. pii: S0960-9822(15)01413-X. doi: 10.1016/j.cub.2015.11.019. [Epub ahead of print] Reduced GABAergic Action in the Autistic Brain.
Robertson CE, Ratai EM, Kanwisher N. di cui e' stato dato un ampio resoconto il giorno successivo nella Harvard Gazette.
Dell'articolo, di non facile comprensione per i non addetti ai lavori, e' stato fatto un resoconto divulgativo dal Professor Giorgio Lenaz, professore emerito di chimica biologica all'Universita' di Bologna, che ringrazio a nome degli iscritti alla lista. Ed ecco il resoconto del promettente lavoro
Alla Harvard University un gruppo di ricerca guidato da Caroline Robertson ha scoperto che un difetto nella catena di segnalazione del GABA (ovvero acido gamma-amino-butirrico, specifico neurotrasmettirore delle sinapsi inibitorie del sistema nervoso centrale) è associato all’autismo; la scoperta è stata fatta utilizzando un test visivo che suscita reazioni diverse in soggetti normali ed autistici. Lo studio è descritto nel numero del 17 dicembre del J. Current Biology. Si tratta della prima volta che il comportamento autistico nell’uomo viene collegato a uno specifico neurotrasmettitore; la teoria che la via del GABA abbia un ruolo nell’autismo era finora stata suffragata solo in studi su modelli animali. La ricercatrice afferma che lo studio per ora non porta a eventuali approcci terapeutici, ma sicuramente rappresenta un enorme passo avanti, anche perché il test visivo permetterà una diagnosi precoce dei disordini autistici in bambini molto piccoli, permettendo così un intervento più precoce. Poiché l’autismo sembra accompagnato da un affastellamento di stimoli sensoriali, l’idea che sia alterato un neurotrasmettitore inibitorio appare fondata; inoltre i soggetti autistici hanno spesso convulsioni e l’autismo nel 20-25% dei casi è accompagnato da epilessia, favorendo l’ipotesi di una mancata inibizione degli stimoli sensoriali. Per provare la loro ipotesi la Robertson e collaboratori hanno ideato un test visivo basato sulla cosiddetta rivalità binoculare. Si tratta dell’osservazione che l’immagine binoculare deriva dalla sovrapposizione di due immagini leggermente diverse la cui media dà l’immagine che effettivamente vediamo. Il test forza i due occhi a vedere due immagini molto diverse, p.es. un cavallo e una mela; in tal caso una delle due immagini viene eliminata e alternativamente vediamo l'una o l’altra immagine. I ricercatori hanno visto che il passaggio da un’immagine all’altra avviene in tempi più lunghi nei soggetti autistici. Usando metodi di risonanza magnetica la Robertson e colleghi hanno scoperto che i livelli di GABA nei soggetti autistici erano normali, ma sembrava interrotta la via con cui il GABA modifica lo stimolo visivo. Per ora non è ancora chiaro quale passaggio è alterato, lo studio è difficile perché complicato dall’esistenza di due diversi tipi di recettori (A e B) e di diverse forme del GABA A. Forse l’uso di farmaci agonisti e antagonisti di tali recettori potrà dare risposte in tal senso. Il punto importante secondo la Robertson è soprattutto la possibilità di avere un test diagnostico prima che i bambini imparino a parlare, il che potrà avere importanti sviluppi per iniziare un trattamento precoce. La Robertson comunque mette in guardia che la storia del GABA, comunque importante, non è necessariamente l’unica, ed altri neurotrasmettitori potrebbero essere implicati. Giorgio Lenaz
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
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daniela marianicerati -
Francesco Barale -
marie giangi