Vorrei fare una considerazione di carattere generale. Nella drammatica situazione in cui si trovano molte famiglie con figli ingestibili per gravissimi comportamenti problema che non rispondono alle terapie correnti, molti genitori si rivolgono a terapie alternative di non provata efficacia, in quanto nessuno sa se esse siano o no superiori al placebo né se vi siano effetti indesiderati nel breve o nel lungo periodo. Solo i risultati di sperimentazioni fatte secondo i criteri accettati dalla comunità scientifica internazionale potranno dare una risposta a questi quesiti. Sia il cannabidiolo (CBD) che la palmitoiletanolamide (PEA) sono sostanze in fase di sperimentazione per le quali speriamo che le sperimentazioni vengano completate, che i risultati vengano pubblicati e che essi siano positivi. Solo allora si potrà passare dalla sperimentazione alla terapia. E allora saremo nell’ambito della medicina basata sull’evidenza delle prove (Evidence Based Medicine). Rinunciare a questo iter che va da un’ipotesi biologica alla sperimentazione prima sull’animale poi sull’uomo significherebbe tornare al tempo in cui la pratica medica era basata solo sull’esperienza. Ma, come ha detto Paolo Vergnani a un corso per animatori di formazione aziendale, in molto casi l’esperienza non è altro che il ripetersi all’infinito degli stessi errori. I genitori non dovrebbero "alla leggera" passare da una terapia a un'altra. Ad esempio, PEA e CDB non sono equivalenti nella farmacodinamica (meccanismo di azione) e negli effetti collaterali ipotizzabili a breve e soprattutto lungo termine Non si dovrebbe ragionare con il principio che “se uno non funziona ne provo un altro" Per quanto riguarda gli antipsicotici, faccio notare che nei lavori sulla deprescrizione che ho citato nel messaggio al link https://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2023-October/005084.html coloro i quali hanno associato alla deprescrizione il Positive Behaviour Support (PBS), hanno potuto sospendere gli antipsicotici in una buona percentuale di pazienti, ma non in tutti, in quanto in alcuni pazienti questi farmaci risultavano utili, da cui la raccomandazione ad un costante monitoraggio da parte di chi li prescrive, che li deve dare solo a chi realmente ne trae vantaggio e soprattutto non deve dare farmaci al posto della riabilitazione Completamente diversa è la partecipazione ad una sperimentazione. Partecipando ad una sperimentazione si fa una cosa utile nei confronti della collettività ma anche di se stessi, in quanto durante la sperimentazione si viene controllati in modo rigoroso e si viene poi guidati a continuare o sospendere la terapia oggetto della sperimentazione. Soprattutto nei settori nei quali non ci sono terapie efficaci i comitati scientifici ed etici degli enti pubblici, in particolare delle AUSL, dovrebbero incoraggiare e non frenare le sperimentazioni serie, la mancanza delle quali è un incentivo alla rinuncia ai principi basilari della Evidence Based Medicine Daniela Mariani Cerati
Concordo 100%...aspettiamo fiduciosi... -----Original Message----- From: autismo-biologia <[email protected]> On Behalf Of daniela Sent: venerdì 9 febbraio 2024 17:42 To: [email protected] Subject: [EXT] [autismo-biologia] Considerazioni generali Vorrei fare una considerazione di carattere generale. Nella drammatica situazione in cui si trovano molte famiglie con figli ingestibili per gravissimi comportamenti problema che non rispondono alle terapie correnti, molti genitori si rivolgono a terapie alternative di non provata efficacia, in quanto nessuno sa se esse siano o no superiori al placebo né se vi siano effetti indesiderati nel breve o nel lungo periodo. Solo i risultati di sperimentazioni fatte secondo i criteri accettati dalla comunità scientifica internazionale potranno dare una risposta a questi quesiti. Sia il cannabidiolo (CBD) che la palmitoiletanolamide (PEA) sono sostanze in fase di sperimentazione per le quali speriamo che le sperimentazioni vengano completate, che i risultati vengano pubblicati e che essi siano positivi. Solo allora si potrà passare dalla sperimentazione alla terapia. E allora saremo nell’ambito della medicina basata sull’evidenza delle prove (Evidence Based Medicine). Rinunciare a questo iter che va da un’ipotesi biologica alla sperimentazione prima sull’animale poi sull’uomo significherebbe tornare al tempo in cui la pratica medica era basata solo sull’esperienza. Ma, come ha detto Paolo Vergnani a un corso per animatori di formazione aziendale, in molto casi l’esperienza non è altro che il ripetersi all’infinito degli stessi errori. I genitori non dovrebbero "alla leggera" passare da una terapia a un'altra. Ad esempio, PEA e CDB non sono equivalenti nella farmacodinamica (meccanismo di azione) e negli effetti collaterali ipotizzabili a breve e soprattutto lungo termine Non si dovrebbe ragionare con il principio che “se uno non funziona ne provo un altro" Per quanto riguarda gli antipsicotici, faccio notare che nei lavori sulla deprescrizione che ho citato nel messaggio al link https://secure-web.cisco.com/1jQY8Pm_UmiSREfdTl46nhxeiQIka4qnDhbZs4VT_kVXEKs... coloro i quali hanno associato alla deprescrizione il Positive Behaviour Support (PBS), hanno potuto sospendere gli antipsicotici in una buona percentuale di pazienti, ma non in tutti, in quanto in alcuni pazienti questi farmaci risultavano utili, da cui la raccomandazione ad un costante monitoraggio da parte di chi li prescrive, che li deve dare solo a chi realmente ne trae vantaggio e soprattutto non deve dare farmaci al posto della riabilitazione Completamente diversa è la partecipazione ad una sperimentazione. Partecipando ad una sperimentazione si fa una cosa utile nei confronti della collettività ma anche di se stessi, in quanto durante la sperimentazione si viene controllati in modo rigoroso e si viene poi guidati a continuare o sospendere la terapia oggetto della sperimentazione. Soprattutto nei settori nei quali non ci sono terapie efficaci i comitati scientifici ed etici degli enti pubblici, in particolare delle AUSL, dovrebbero incoraggiare e non frenare le sperimentazioni serie, la mancanza delle quali è un incentivo alla rinuncia ai principi basilari della Evidence Based Medicine Daniela Mariani Cerati _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale. http://secure-web.cisco.com/1OBitiGm9YbqUaCgAPdEtX_3P4LfIQn3U1Nvo4gOSmWztNzf... Per cancellarsi inviare un messaggio a: [email protected] This communication is from Deloitte & Touche S.p.A., a company, registered in Italy with registered number 03049560166 and its registered office at Via Tortona no. 25, 20144, Milan, Italy. Deloitte & Touche S.p.A. is an affiliate of Deloitte Central Mediterranean S.r.l., a company limited by guarantee registered in Italy with registered number 09599600963 and its registered office at Via Tortona no. 25, 20144, Milan, Italy. Deloitte Central Mediterranean S.r.l. is the affiliate for the territories of Italy, Greece and Malta of Deloitte NSE LLP, a UK limited liability partnership and member firm of Deloitte Touche Tohmatsu Limited, a UK private company limited by guarantee (“DTTL”). DTTL and each of its member firms are legally separate and independent entities. DTTL, Deloitte NSE LLP and Deloitte Central Mediterranean S.r.l do not provide services to clients. This communication contains information, which is confidential and may also be privileged. It is for the exclusive use of the intended recipient(s). If you are not the intended recipient(s), please notify [email protected] <mailto:%[email protected]> and destroy this message immediately. Email communications cannot be secure or free from error or viruses. All emails sent to or from a @deloitte.it email account are securely archived and stored by an external supplier within the European Union. You can understand more about how we collect and use (process) your personal information in our privacy notice (https://www2.deloitte.com/it/it/footerlinks1/privacy.html?icid=bottom_privac...). <https://www2.deloitte.com/it/it/footerlinks1/privacy.html?icid=bottom_privacy> Deloitte & Touche S.p.A. does not accept any liability for use of or reliance on the contents of this email by any person save by the intended recipient(s) to the extent agreed in a Deloitte & Touche S.p.A. engagement contract. Opinions, conclusions and other information in this email which have not been delivered by way of the business of Deloitte & Touche S.p.A. are neither given nor endorsed by it.
Gentilissima dottoressa Cerati il suo discorso in linea di massima non fa una grinza, però ci sono studi consolidati del Dr Adi Aran usciti su PubMed sul CBD che non lasciano dubbi circa la efficacia del prodotto nel 50% del campione da quando è uscito su PubMed la storia di mio figlio le posso assicurare che non meno di 1000 persone stanno utilizzando il,CBD con buoni risultati per quanto riguarda la riduzione dei comportamenti problema. Poi lei mi dirà che non è stato fatto uno studio doppio cieco o cose simili ed allora mi domando perchè si somministra con tanta facilità il Rispedal che provoca il tumore al pancreas......prodotto off label. Noi genitori siamo esausti, gestire un ragazzo autistico aggressivo con crisi pantoclastiche e vederlo cambiare in modo radicale dopo assunzione di CBD è quello che vogliamo in modo che non siamo costretti ad istituzionalizzare i nostri figli....Del resto i primi studi del Dr Adi aran sono ultimo semestre 2017 sono già passati 6 anni se veremante volevano approcciare questo problema oggi avevavo già concluso tutti i trial clinici.....purtroppo non c'è volontà di fare questo. Ed aggiungo nella delibera 131 della Regione campania come rimedi farmacologici portano al primo posto Risperidone al secondo posto Aripripazolo ed al terzo posto Metilfenidato tutti prodotti off label ma ad i genitori non dicono i rischi cui vanno incontro........unico reazione avversa per il CBD se va malissimo una probabile diarrea e il non fare effetto. Per non parlare degli effetti consolidati del CBD su Epilessia ricordo che il 20% dei ragazzi autistici soffre di crisi epilettiche, quindi tutto questo ostraciso contro il CBD è veramente ingiustificato.... C'è un bellissimo prverbio che dice: Mentre il medico studia la cura, il paziente muore.......e noi famiglie con Autismo non vogliamo fare la fine "metaforica" del paziente. Distinti Saluti Ing. Marco Basile P.S. Ho omesso di riportare anche la storia di mio figlio su PubMed a voi già nota Il venerdì 9 febbraio 2024 alle ore 17:51:25 CET, daniela <[email protected]> ha scritto: Vorrei fare una considerazione di carattere generale. Nella drammatica situazione in cui si trovano molte famiglie con figli ingestibili per gravissimi comportamenti problema che non rispondono alle terapie correnti, molti genitori si rivolgono a terapie alternative di non provata efficacia, in quanto nessuno sa se esse siano o no superiori al placebo né se vi siano effetti indesiderati nel breve o nel lungo periodo. Solo i risultati di sperimentazioni fatte secondo i criteri accettati dalla comunità scientifica internazionale potranno dare una risposta a questi quesiti. Sia il cannabidiolo (CBD) che la palmitoiletanolamide (PEA) sono sostanze in fase di sperimentazione per le quali speriamo che le sperimentazioni vengano completate, che i risultati vengano pubblicati e che essi siano positivi. Solo allora si potrà passare dalla sperimentazione alla terapia. E allora saremo nell’ambito della medicina basata sull’evidenza delle prove (Evidence Based Medicine). Rinunciare a questo iter che va da un’ipotesi biologica alla sperimentazione prima sull’animale poi sull’uomo significherebbe tornare al tempo in cui la pratica medica era basata solo sull’esperienza. Ma, come ha detto Paolo Vergnani a un corso per animatori di formazione aziendale, in molto casi l’esperienza non è altro che il ripetersi all’infinito degli stessi errori. I genitori non dovrebbero "alla leggera" passare da una terapia a un'altra. Ad esempio, PEA e CDB non sono equivalenti nella farmacodinamica (meccanismo di azione) e negli effetti collaterali ipotizzabili a breve e soprattutto lungo termine Non si dovrebbe ragionare con il principio che “se uno non funziona ne provo un altro" Per quanto riguarda gli antipsicotici, faccio notare che nei lavori sulla deprescrizione che ho citato nel messaggio al link https://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2023-October/005084.html coloro i quali hanno associato alla deprescrizione il Positive Behaviour Support (PBS), hanno potuto sospendere gli antipsicotici in una buona percentuale di pazienti, ma non in tutti, in quanto in alcuni pazienti questi farmaci risultavano utili, da cui la raccomandazione ad un costante monitoraggio da parte di chi li prescrive, che li deve dare solo a chi realmente ne trae vantaggio e soprattutto non deve dare farmaci al posto della riabilitazione Completamente diversa è la partecipazione ad una sperimentazione. Partecipando ad una sperimentazione si fa una cosa utile nei confronti della collettività ma anche di se stessi, in quanto durante la sperimentazione si viene controllati in modo rigoroso e si viene poi guidati a continuare o sospendere la terapia oggetto della sperimentazione. Soprattutto nei settori nei quali non ci sono terapie efficaci i comitati scientifici ed etici degli enti pubblici, in particolare delle AUSL, dovrebbero incoraggiare e non frenare le sperimentazioni serie, la mancanza delle quali è un incentivo alla rinuncia ai principi basilari della Evidence Based Medicine Daniela Mariani Cerati _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale. www.apriautismo.it Per cancellarsi inviare un messaggio a: [email protected]
Adi Aran è il medico che più si è dedicato alla ricerca della Cannabis nell’autismo. La sua prima pubblicazione, su J autism dev disorders, è del 2018. Qui parla di un 61% di responder, ma poi corregge e dice che è uno studio retrospettivo, non controllato e su un sottogruppo di soggetti molto gravi per il comportamento e refrattari al trattamento. Dice anche che taluni hanno usato formulazioni in cui THC era più alto che nelle formulazioni normali (normale CBD:THC 20:1) e che in ogni caso erano estratti diversi e quindi non paragonabili. Aran ha pensato che si potesse supporre un effetto > 50% su alcuni parametri e ha fatto uno studio pilota vs placebo per vedere se l'ipotesi veniva confermata dallo studio pilota. Di questo lavoro ho dato un resoconto al link https://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2023-October/005087.html In questo studio pilota ha somministrato CBD:THC 20:1 in due formulazioni, una con CBD puro, l'altra estrattiva e le ha confrontate col placebo. Non vi sono state differenze tra i gruppi al test HSQ-ASD (Home Situation Questionnaire) mentre i cannabinoidi erano meglio del placebo in 1 su 2 parametri del comportamento L'autore conclude definendole evidenze miste e insufficienti "Future studies should consider recruiting participants within narrower ranges of age and functional levels, assess the long-term tolerability and safety of cannabinoid treatments, and identify target populations within the autism spectrum that might benefit most from these treatments” In una precedente review sull'uso dei cannabinoidi nei bambini del 2020, di cui ho dato un resoconto al link https://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2023-October/005071.html conclude: " In our opinion, the use of medical cannabis in ASD should be currently limited to clinical trials and highly selected cases of treatment-resistant severe irritability." In una "Expert Opinion" del 2024, che quindi non si basa su dati specifici, ma è una valutazione di una possibilità di studio del farmaco, dice: "While current clinical data suggest the potential of CBD and CBD-rich cannabis extract in managing core and behavioral deficits in ASD, it is prudent to await the results of ongoing placebo-controlled trials before considering CBD treatment for ASD." https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38226593/ Un problema più volte richiamato da Aran, che va oltre la valutazione del farmaco in sè, è il problema dei sottogruppi e quindi del target terapeutico. Una dimostrazione di questo è il lavoro sul sonno, dove non si vede un risultato positivo, ma si può supporre che questo sia dovuto al fatto che alcuni hanno risposto molto bene, altri invece molto male o sono peggiorati. https://www.mdpi.com/2227-9059/10/7/1685 Il comportamento di Aran è stato esemplare: è partito da uno studio restrospettivo, ha condotto uno studio pilota controllato con placebo e ha invitato alla prudenza e alla distinzione tra la terapia in quanto tale e la partecipazione ad una sperimentazione seria. Dal momento che l’esperienza di un medico è in continuo divenire e le opinioni possono essere diverse anche da un lavoro pubblicato recentissimamente, ho scritto ad Aran chiedendogli quale era la sua opinione attuale nei confronti della terapia dell’autismo con cannabinoidi. Ecco la sua risposta "Indeed not enough studies to make this line of treatment first line, only in selected cases" Daniela Mariani Cerati Il 2024-02-12 16:19 Marco Basile ha scritto:
Gentilissima dottoressa Cerati il suo discorso in linea di massima non fa una grinza, però ci sono studi consolidati del Dr Adi Aran usciti su PubMed sul CBD che non lasciano dubbi circa la efficacia del prodotto nel 50% del campione da quando è uscito su PubMed la storia di mio figlio le posso assicurare che non meno di 1000 persone stanno utilizzando il,CBD con buoni risultati per quanto riguarda la riduzione dei comportamenti problema. Poi lei mi dirà che non è stato fatto uno studio doppio cieco o cose simili ed allora mi domando perchè si somministra con tanta facilità il Rispedal che provoca il tumore al pancreas......prodotto off label. Noi genitori siamo esausti, gestire un ragazzo autistico aggressivo con crisi pantoclastiche e vederlo cambiare in modo radicale dopo assunzione di CBD è quello che vogliamo in modo che non siamo costretti ad istituzionalizzare i nostri figli....Del resto i primi studi del Dr Adi aran sono ultimo semestre 2017 sono già passati 6 anni se veremante volevano approcciare questo problema oggi avevavo già concluso tutti i trial clinici.....purtroppo non c'è volontà di fare questo. Ed aggiungo nella delibera 131 della Regione campania come rimedi farmacologici portano al primo posto Risperidone al secondo posto Aripripazolo ed al terzo posto Metilfenidato tutti prodotti off label ma ad i genitori non dicono i rischi cui vanno incontro........unico reazione avversa per il CBD se va malissimo una probabile diarrea e il non fare effetto. Per non parlare degli effetti consolidati del CBD su Epilessia ricordo che il 20% dei ragazzi autistici soffre di crisi epilettiche, quindi tutto questo ostraciso contro il CBD è veramente ingiustificato.... C'è un bellissimo prverbio che dice: Mentre il medico studia la cura, il paziente muore.......e noi famiglie con Autismo non vogliamo fare la fine "metaforica" del paziente.
Distinti Saluti Ing. Marco Basile P.S. Ho omesso di riportare anche la storia di mio figlio su PubMed a voi già nota
Il venerdì 9 febbraio 2024 alle ore 17:51:25 CET, daniela <[email protected]> ha scritto:
Vorrei fare una considerazione di carattere generale.
Nella drammatica situazione in cui si trovano molte famiglie con figli
ingestibili per gravissimi comportamenti problema che non rispondono
alle terapie correnti, molti genitori si rivolgono a terapie alternative
di non provata efficacia, in quanto nessuno sa se esse siano o no
superiori al placebo né se vi siano effetti indesiderati nel breve o nel
lungo periodo. Solo i risultati di sperimentazioni fatte secondo i
criteri accettati dalla comunità scientifica internazionale potranno
dare una risposta a questi quesiti.
Sia il cannabidiolo (CBD) che la palmitoiletanolamide (PEA) sono
sostanze in fase di sperimentazione per le quali speriamo che le
sperimentazioni vengano completate, che i risultati vengano pubblicati e
che essi siano positivi.
Solo allora si potrà passare dalla sperimentazione alla terapia. E
allora saremo nell’ambito della medicina basata sull’evidenza delle
prove (Evidence Based Medicine).
Rinunciare a questo iter che va da un’ipotesi biologica alla
sperimentazione prima sull’animale poi sull’uomo significherebbe tornare
al tempo in cui la pratica medica era basata solo sull’esperienza. Ma,
come ha detto Paolo Vergnani a un corso per animatori di formazione
aziendale, in molto casi l’esperienza non è altro che il ripetersi
all’infinito degli stessi errori.
I genitori non dovrebbero "alla leggera" passare da una terapia a
un'altra. Ad esempio, PEA e CDB non sono equivalenti nella
farmacodinamica (meccanismo di azione) e negli effetti collaterali
ipotizzabili a breve e soprattutto lungo termine
Non si dovrebbe ragionare con il principio che “se uno non funziona ne
provo un altro"
Per quanto riguarda gli antipsicotici, faccio notare che nei lavori
sulla deprescrizione che ho citato nel messaggio al link
https://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2023-October/005084.html
coloro i quali hanno associato alla deprescrizione il Positive Behaviour
Support (PBS), hanno potuto sospendere gli antipsicotici in una buona
percentuale di pazienti, ma non in tutti, in quanto in alcuni pazienti
questi farmaci risultavano utili, da cui la raccomandazione ad un
costante monitoraggio da parte di chi li prescrive, che li deve dare
solo a chi realmente ne trae vantaggio e soprattutto non deve dare
farmaci al posto della riabilitazione
Completamente diversa è la partecipazione ad una sperimentazione.
Partecipando ad una sperimentazione si fa una cosa utile nei confronti
della collettività ma anche di se stessi, in quanto durante la
sperimentazione si viene controllati in modo rigoroso e si viene poi
guidati a continuare o sospendere la terapia oggetto della
sperimentazione.
Soprattutto nei settori nei quali non ci sono terapie efficaci i
comitati scientifici ed etici degli enti pubblici, in particolare delle
AUSL, dovrebbero incoraggiare e non frenare le sperimentazioni serie, la
mancanza delle quali è un incentivo alla rinuncia ai principi basilari
della Evidence Based Medicine
Daniela Mariani Cerati
Buongiorno In ordine all'intervento dell'Ing. Basile leggevo che il Risperdal provocherebbe quale possibile effetto collaterale il tumore al pancreas. Nel nostro caso specifico il Risperdal è stato consigliato per mia figlia di 10 anni per ridurre comportamenti aggressivi. Noi abbiamo tergiversato fino ad adesso a far assumere tale psicofarmaco e nel frattempo sta assumendo Neuleptil con discreti risultati nell'ambito dell'aggressività ma nessuno nell'ambito delle ossessioni e della chiusura sociale. Vorrei se possibile rintracciare documentazione ufficiale circa benefici e controindicazioni testate sul Risperdal. Effettivamente il Risperdal mi viene consigliato ma non mi viene data forte evidenza dei benefici in ordine ad aggressività e miglioramento in ordine alle ossessioni e della chiusura sociale. Grazie Il mer 14 feb 2024, 08:49 daniela <[email protected]> ha scritto:
Adi Aran è il medico che più si è dedicato alla ricerca della Cannabis nell’autismo. La sua prima pubblicazione, su J autism dev disorders, è del 2018. Qui parla di un 61% di responder, ma poi corregge e dice che è uno studio retrospettivo, non controllato e su un sottogruppo di soggetti molto gravi per il comportamento e refrattari al trattamento. Dice anche che taluni hanno usato formulazioni in cui THC era più alto che nelle formulazioni normali (normale CBD:THC 20:1) e che in ogni caso erano estratti diversi e quindi non paragonabili.
Aran ha pensato che si potesse supporre un effetto > 50% su alcuni parametri e ha fatto uno studio pilota vs placebo per vedere se l'ipotesi veniva confermata dallo studio pilota. Di questo lavoro ho dato un resoconto al link
https://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2023-October/005087.html
In questo studio pilota ha somministrato CBD:THC 20:1 in due formulazioni, una con CBD puro, l'altra estrattiva e le ha confrontate col placebo. Non vi sono state differenze tra i gruppi al test HSQ-ASD (Home Situation Questionnaire) mentre i cannabinoidi erano meglio del placebo in 1 su 2 parametri del comportamento L'autore conclude definendole evidenze miste e insufficienti "Future studies should consider recruiting participants within narrower ranges of age and functional levels, assess the long-term tolerability and safety of cannabinoid treatments, and identify target populations within the autism spectrum that might benefit most from these treatments”
In una precedente review sull'uso dei cannabinoidi nei bambini del 2020, di cui ho dato un resoconto al link
https://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2023-October/005071.html
conclude: " In our opinion, the use of medical cannabis in ASD should be currently limited to clinical trials and highly selected cases of treatment-resistant severe irritability."
In una "Expert Opinion" del 2024, che quindi non si basa su dati specifici, ma è una valutazione di una possibilità di studio del farmaco, dice: "While current clinical data suggest the potential of CBD and CBD-rich cannabis extract in managing core and behavioral deficits in ASD, it is prudent to await the results of ongoing placebo-controlled trials before considering CBD treatment for ASD."
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/38226593/
Un problema più volte richiamato da Aran, che va oltre la valutazione del farmaco in sè, è il problema dei sottogruppi e quindi del target terapeutico. Una dimostrazione di questo è il lavoro sul sonno, dove non si vede un risultato positivo, ma si può supporre che questo sia dovuto al fatto che alcuni hanno risposto molto bene, altri invece molto male o sono peggiorati.
https://www.mdpi.com/2227-9059/10/7/1685
Il comportamento di Aran è stato esemplare: è partito da uno studio restrospettivo, ha condotto uno studio pilota controllato con placebo e ha invitato alla prudenza e alla distinzione tra la terapia in quanto tale e la partecipazione ad una sperimentazione seria. Dal momento che l’esperienza di un medico è in continuo divenire e le opinioni possono essere diverse anche da un lavoro pubblicato recentissimamente, ho scritto ad Aran chiedendogli quale era la sua opinione attuale nei confronti della terapia dell’autismo con cannabinoidi. Ecco la sua risposta
"Indeed not enough studies to make this line of treatment first line, only in selected cases"
Daniela Mariani Cerati
Il 2024-02-12 16:19 Marco Basile ha scritto:
Gentilissima dottoressa Cerati il suo discorso in linea di massima non fa una grinza, però ci sono studi consolidati del Dr Adi Aran usciti su PubMed sul CBD che non lasciano dubbi circa la efficacia del prodotto nel 50% del campione da quando è uscito su PubMed la storia di mio figlio le posso assicurare che non meno di 1000 persone stanno utilizzando il,CBD con buoni risultati per quanto riguarda la riduzione dei comportamenti problema. Poi lei mi dirà che non è stato fatto uno studio doppio cieco o cose simili ed allora mi domando perchè si somministra con tanta facilità il Rispedal che provoca il tumore al pancreas......prodotto off label. Noi genitori siamo esausti, gestire un ragazzo autistico aggressivo con crisi pantoclastiche e vederlo cambiare in modo radicale dopo assunzione di CBD è quello che vogliamo in modo che non siamo costretti ad istituzionalizzare i nostri figli....Del resto i primi studi del Dr Adi aran sono ultimo semestre 2017 sono già passati 6 anni se veremante volevano approcciare questo problema oggi avevavo già concluso tutti i trial clinici.....purtroppo non c'è volontà di fare questo. Ed aggiungo nella delibera 131 della Regione campania come rimedi farmacologici portano al primo posto Risperidone al secondo posto Aripripazolo ed al terzo posto Metilfenidato tutti prodotti off label ma ad i genitori non dicono i rischi cui vanno incontro........unico reazione avversa per il CBD se va malissimo una probabile diarrea e il non fare effetto. Per non parlare degli effetti consolidati del CBD su Epilessia ricordo che il 20% dei ragazzi autistici soffre di crisi epilettiche, quindi tutto questo ostraciso contro il CBD è veramente ingiustificato.... C'è un bellissimo prverbio che dice: Mentre il medico studia la cura, il paziente muore.......e noi famiglie con Autismo non vogliamo fare la fine "metaforica" del paziente.
Distinti Saluti Ing. Marco Basile P.S. Ho omesso di riportare anche la storia di mio figlio su PubMed a voi già nota
Il venerdì 9 febbraio 2024 alle ore 17:51:25 CET, daniela <[email protected]> ha scritto:
Vorrei fare una considerazione di carattere generale.
Nella drammatica situazione in cui si trovano molte famiglie con figli
ingestibili per gravissimi comportamenti problema che non rispondono
alle terapie correnti, molti genitori si rivolgono a terapie alternative
di non provata efficacia, in quanto nessuno sa se esse siano o no
superiori al placebo né se vi siano effetti indesiderati nel breve o nel
lungo periodo. Solo i risultati di sperimentazioni fatte secondo i
criteri accettati dalla comunità scientifica internazionale potranno
dare una risposta a questi quesiti.
Sia il cannabidiolo (CBD) che la palmitoiletanolamide (PEA) sono
sostanze in fase di sperimentazione per le quali speriamo che le
sperimentazioni vengano completate, che i risultati vengano pubblicati e
che essi siano positivi.
Solo allora si potrà passare dalla sperimentazione alla terapia. E
allora saremo nell’ambito della medicina basata sull’evidenza delle
prove (Evidence Based Medicine).
Rinunciare a questo iter che va da un’ipotesi biologica alla
sperimentazione prima sull’animale poi sull’uomo significherebbe tornare
al tempo in cui la pratica medica era basata solo sull’esperienza. Ma,
come ha detto Paolo Vergnani a un corso per animatori di formazione
aziendale, in molto casi l’esperienza non è altro che il ripetersi
all’infinito degli stessi errori.
I genitori non dovrebbero "alla leggera" passare da una terapia a
un'altra. Ad esempio, PEA e CDB non sono equivalenti nella
farmacodinamica (meccanismo di azione) e negli effetti collaterali
ipotizzabili a breve e soprattutto lungo termine
Non si dovrebbe ragionare con il principio che “se uno non funziona ne
provo un altro"
Per quanto riguarda gli antipsicotici, faccio notare che nei lavori
sulla deprescrizione che ho citato nel messaggio al link
https://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2023-October/005084.html
coloro i quali hanno associato alla deprescrizione il Positive Behaviour
Support (PBS), hanno potuto sospendere gli antipsicotici in una buona
percentuale di pazienti, ma non in tutti, in quanto in alcuni pazienti
questi farmaci risultavano utili, da cui la raccomandazione ad un
costante monitoraggio da parte di chi li prescrive, che li deve dare
solo a chi realmente ne trae vantaggio e soprattutto non deve dare
farmaci al posto della riabilitazione
Completamente diversa è la partecipazione ad una sperimentazione.
Partecipando ad una sperimentazione si fa una cosa utile nei confronti
della collettività ma anche di se stessi, in quanto durante la
sperimentazione si viene controllati in modo rigoroso e si viene poi
guidati a continuare o sospendere la terapia oggetto della
sperimentazione.
Soprattutto nei settori nei quali non ci sono terapie efficaci i
comitati scientifici ed etici degli enti pubblici, in particolare delle
AUSL, dovrebbero incoraggiare e non frenare le sperimentazioni serie, la
mancanza delle quali è un incentivo alla rinuncia ai principi basilari
della Evidence Based Medicine
Daniela Mariani Cerati
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale. www.apriautismo.it
Per cancellarsi inviare un messaggio a: [email protected]
Il 2024-02-14 11:37 Caterina Revello ha scritto:
Buongiorno In ordine all'intervento dell'Ing. Basile leggevo che il Risperdal provocherebbe quale possibile effetto collaterale il tumore al pancreas.
Sul foglio AIFA (Documento reso disponibile da AIFA il 13/07/2022) sta scritto che tra le reazioni avverse con frequenza rara c’è la pancreatite https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFil...
Nel nostro caso specifico il Risperdal è stato consigliato per mia figlia di 10 anni per ridurre comportamenti aggressivi. Noi abbiamo tergiversato fino ad adesso a far assumere tale psicofarmaco e nel frattempo sta assumendo Neuleptil
Neuleptil contiene il principio attivo periciazina che appartiene alla classe dei medicinali antipsicotici fenotiazinici, https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFil... La periciazina è un antipsicotico di prima generazione, il risperidone un antipsicotico di seconda generazione, ma entrambi i farmaci appartengono alla stessa categoria, ovvero gli antipsicotici. La linea guida sull’autismo nei minori del Regno unito, NICE, National Institute for Health and Care Excellence , tratta il tema della prescrizione di antipsicotici ai minori con autismo al link https://www.nice.org.uk/guidance/cg170/chapter/Recommendations#interventions... senza fare distinzioni tra le diverse molecole. Il passo verso la farmacoterapia è già stato fatto e, se la periciazina ha degli effetti benefici, non credo sia il caso di cambiare passando al risperidone. Dalla citata linea guida copio quanto segue If antipsychotic medication is prescribed: • start with a low dose • use the minimum effective dose needed • regularly review the benefits of the antipsychotic medication and any adverse events. con discreti
risultati nell'ambito dell'aggressività ma nessuno nell'ambito delle ossessioni e della chiusura sociale.
Gli antipsicotici sono indicati for behaviour that challenges Per i sintomi propri dell’ autismo purtroppo al momento attuale non ci sono farmaci efficaci Per i sintomi “core” dell’autismo la citata linea guida raccomanda gli Psychosocial interventions https://www.nice.org.uk/guidance/cg170/chapter/Recommendations#:~:text=1.3%2.... e precisa Do not use the following interventions for the management of core features of autism in children and young people: • antipsychotics • antidepressants • anticonvulsants • exclusion diets (such as gluten- or casein-free diets). Daniela MC
Grazie per la documentazione Il gio 15 feb 2024, 16:14 daniela <[email protected]> ha scritto:
Il 2024-02-14 11:37 Caterina Revello ha scritto:
Buongiorno In ordine all'intervento dell'Ing. Basile leggevo che il Risperdal provocherebbe quale possibile effetto collaterale il tumore al pancreas.
Sul foglio AIFA (Documento reso disponibile da AIFA il 13/07/2022) sta scritto che tra le reazioni avverse con frequenza rara c’è la pancreatite
https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFil...
Nel nostro caso specifico il Risperdal è stato consigliato per mia figlia di 10 anni per ridurre comportamenti aggressivi. Noi abbiamo tergiversato fino ad adesso a far assumere tale psicofarmaco e nel frattempo sta assumendo Neuleptil
Neuleptil contiene il principio attivo periciazina che appartiene alla classe dei medicinali antipsicotici fenotiazinici,
https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFil...
La periciazina è un antipsicotico di prima generazione, il risperidone un antipsicotico di seconda generazione, ma entrambi i farmaci appartengono alla stessa categoria, ovvero gli antipsicotici.
La linea guida sull’autismo nei minori del Regno unito, NICE, National Institute for Health and Care Excellence , tratta il tema della prescrizione di antipsicotici ai minori con autismo al link
https://www.nice.org.uk/guidance/cg170/chapter/Recommendations#interventions...
senza fare distinzioni tra le diverse molecole.
Il passo verso la farmacoterapia è già stato fatto e, se la periciazina ha degli effetti benefici, non credo sia il caso di cambiare passando al risperidone. Dalla citata linea guida copio quanto segue
If antipsychotic medication is prescribed: • start with a low dose • use the minimum effective dose needed • regularly review the benefits of the antipsychotic medication and any adverse events.
con discreti
risultati nell'ambito dell'aggressività ma nessuno nell'ambito delle ossessioni e della chiusura sociale.
Gli antipsicotici sono indicati for behaviour that challenges Per i sintomi propri dell’ autismo purtroppo al momento attuale non ci sono farmaci efficaci
Per i sintomi “core” dell’autismo la citata linea guida raccomanda gli Psychosocial interventions
https://www.nice.org.uk/guidance/cg170/chapter/Recommendations#:~:text=1.3%2... .
e precisa
Do not use the following interventions for the management of core features of autism in children and young people: • antipsychotics • antidepressants • anticonvulsants • exclusion diets (such as gluten- or casein-free diets).
Daniela MC
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale. www.apriautismo.it
Per cancellarsi inviare un messaggio a: [email protected]
participants (5)
-
Caterina Revello -
Colla, Carlo -
daniela -
Marco Basile -
presidenza@angsaumbria.org