Segnalo l'articolo http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?db=pubmed&cmd=Retrieve&dopt=Ab... Si tratta della replicazione di una ricerca pubblicata nel 2003 http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?db=pubmed&cmd=Retrieve&dopt=Ab.... In entrambi gli articoli si segnala una riduzione statisticamente significativa nei capelli di bambini autistici di metalli pesanti rispetto ai controlli sani. Nell'articolo del 2003 si trattava del mercurio. Nell'articolo del 2007 la significatività c'è per Arsenico, Cadmio e Piombo, mentre per il mercurio il livello è più basso, ma non si raggiunge la significatività statistica. L'ipotesi di lavoro, che verrebbe supportata dai risultati della ricerca, è che i bambini autistici avrebbero una diminuita capacità detossificante dei metalli che inquinano l'ambiente e questo sarebbe dato da una diminuita presenza di glutatione. Tale ipotesi è stata presa per dato di fatto dai fautori del DAN! che da anni praticano la chelazione del metalli pesanti. Il NIH, prendendo atto della diffusione di tale pratica, sta conducendo una sperimentazione controllata su 120 bambini http://clinicaltrials.gov/ct/show/NCT00376194?order=1 La sperimentazione è iniziata lo scorso settembre e ha già arruolato il numero previsto di bambini. Il presente articolo mi sembra equilibrato, a differenza di altri lavori sullo stesso tema, che pare seguano una linea di partito preso piuttosto che di ricerca seria. L'impressione è che tra le infinite ipotesi del DAN! ce ne siano alcune che meriterebbero di essere esplorate secondo le regole della ricerca, ma che vengano bruciate dallo stile trionfalistico e propagandistico con il quale vengono propugnate dalle associazioni di genitori e dai venditori che passano immediatamente da un'ipotesi plausibile ad una terapia di cui si sfrutta l'inevitabile effetto placebo. In attesa di osservazioni e commenti, porgo cordiali saluti Daniela Mariani Cerati ___________________________________ L'email della prossima generazione? Puoi averla con la nuova Yahoo! Mail: http://it.docs.yahoo.com/nowyoucan.html
pongo qualche domanda agli esperti: 1- quale è l'attendibilità delle analisi chimiche visto che il Prof Salerno mostrava scetticismo su queste indagini che possono essere facilmente influenzate da fattori esterni? 2- se è vero che negli autistici si registrano diminuzioni di questi metalli non contrasta la ipotesi del Dan che invece per casi limiti di aumento prevedono addirittura la chelazione? 3- per quale motivo si investigano i bambini e non , invece, gli adulti che su questo campo per logica dovrebbero fornire dati statisticamente più attendibili? saluti g marino ----- Original Message ----- From: "daniela marianicerati" <[email protected]> To: "lista autismo-biologia" <[email protected]> Sent: Wednesday, April 18, 2007 11:55 AM Subject: [autismo-biologia] metalli pesanti
Segnalo l'articolo
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?db=pubmed&cmd=Retrieve&dopt=Ab...
Si tratta della replicazione di una ricerca pubblicata nel 2003
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?db=pubmed&cmd=Retrieve&dopt=Ab....
In entrambi gli articoli si segnala una riduzione statisticamente significativa nei capelli di bambini autistici di metalli pesanti rispetto ai controlli sani. Nell'articolo del 2003 si trattava del mercurio. Nell'articolo del 2007 la significatività c'è per Arsenico, Cadmio e Piombo, mentre per il mercurio il livello è più basso, ma non si raggiunge la significatività statistica. L'ipotesi di lavoro, che verrebbe supportata dai risultati della ricerca, è che i bambini autistici avrebbero una diminuita capacità detossificante dei metalli che inquinano l'ambiente e questo sarebbe dato da una diminuita presenza di glutatione.
Tale ipotesi è stata presa per dato di fatto dai fautori del DAN! che da anni praticano la chelazione del metalli pesanti. Il NIH, prendendo atto della diffusione di tale pratica, sta conducendo una sperimentazione controllata su 120 bambini http://clinicaltrials.gov/ct/show/NCT00376194?order=1 La sperimentazione è iniziata lo scorso settembre e ha già arruolato il numero previsto di bambini.
Il presente articolo mi sembra equilibrato, a differenza di altri lavori sullo stesso tema, che pare seguano una linea di partito preso piuttosto che di ricerca seria. L'impressione è che tra le infinite ipotesi del DAN! ce ne siano alcune che meriterebbero di essere esplorate secondo le regole della ricerca, ma che vengano bruciate dallo stile trionfalistico e propagandistico con il quale vengono propugnate dalle associazioni di genitori e dai venditori che passano immediatamente da un'ipotesi plausibile ad una terapia di cui si sfrutta l'inevitabile effetto placebo. In attesa di osservazioni e commenti, porgo cordiali saluti Daniela Mariani Cerati
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pongo qualche domanda agli esperti:
2- se è vero che negli autistici si registrano diminuzioni di questi metalli non contrasta la ipotesi del Dan che invece per casi limiti di aumento prevedono addirittura la chelazione? saluti g marino
Premetto che io segnalo l'articolo e chiedo un parere sullo stesso ai colleghi invitandoli a leggere l'originale, a farsi una loro idea e a comunicarla agli iscritti alla lista. L'ipotesi degli autori è che i metalli pesanti, in particolare il mercurio, una volta assorbiti, non vengano eliminati in quantità adeguate e si verifichi un accumulo in vari organi e particolarmente nel cervello. Questo per una diminuita capacità detossificante dovuta a carenza di enzimi deputati all'eliminazone di tali sostanze tossiche, in particolare del glutatione. Di per sè il riscontro di livelli di metalli pesanti inferiori alla norma potrebbe interpretarsi in senso contrario, cioè che essi fanno bene, dal momento che i sani hanno livelli superiori. Nel testo si dice che i livelli di metalli nei capelli dei bambini normali, che hanno dagli uno ai sei anni, sono direttamente proporzionali all'esposizione a tali metalli da parte delle madri, dato ricavato da una semplice intervista. Nei bambini con autismo invece non c'è questa proporzionalità. Io vorrei che i colleghi leggessero e commentassero il testo. Ci sono tante cose che mi hanno lasciata perplessa. Si tratta di bambini da uno a sei anni, sia per i casi che per i controlli. E' pensabile che l'amalgama dentaria della madre si faccia sentire ancora sul livello di metalli pesanti di bambini di sei anni? Fra l'altro l'amalgama è incriminata per il mercurio e in questo caso il mercurio dei bambini con autismo è sì più basso, ma non a livelli statisticamente significativi. Gli autori comunque nelle conclusioni sono molto prudenti, invitano a fare nuove ricerche e mettono in evidenza loro stessi i limiti della loro ricerca. E' per questo che il lavoro mi è sembrato quantomeno degno di essere letto e meditato. Alla prossima Daniela
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Daniela Mariani Cerati -
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