Armando Mazzoni ha scritto: “Credo che, a fronte di una scienza molto lentamente in costruzione attorno all’Autismo, non sia irragionevole e dannoso, anche solo ideologicamente, sostenere e credere che l’Autismo sia in qualche modo e misura trattabile a qualsiasi età con interventi educativi e farmaci specifici (quando arriveranno, e non con psicofarmaci aspecifici). Quello che personalmente voglio è l’edificio della Scienza e che sempre meno mattoni vadano in qualsiasi tipo di residenza” Il fatto stesso di dare vita ad un forum denominato autismo-biologia significa che i promotori e i partecipanti condividono quanto scrive Armando. Ma quali ostacoli si frappongono al decollo della ricerca biologica? Il più grave è costituito dalla concezione di autismo che ancora circola prepotente tra molti professionisti e in troppe Università. Se si pensa che l’autismo sia un banale disagio psicologico dovuto all’inadeguatezza della mamma o del papà, nessuno farà ricerca scientifica per cercare farmaci mirati o comunque terapie di tipo biologico. Le 10 domande alla sindrome borderline Asperger http://www.adhikara.com/edizioni-hualfin/volume-5-6/domandeasperger.pdf non sono una boutade da carnevale, ma sono poste da Romeo Lucioni, che dal 2005 ha un incarico di insegnamento per masters presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Messina. Se “i segni caratteristici della Sindrome di Asperger possono essere individuati in: 1) opposizione ed odio verso l’altro che si struttura come parte maschile-fallica e che prende l’avvio dall’opposizione al padre-arcaico-immaginario considerato perfido e primum movens di tutti i mali; 2) “oggetto genitoriale” deformato per la prevaricazione del fallo sadico sul seno sottomesso” non ci sono le premesse per fare della ricerca biologica. Quando poi si forma un valido gruppo di ricerca sull’autismo che presenta un progetto ad un’azienda ospedaliera o universitaria, questa fa di tutto per mettere il bastone fra le ruote. Faccio alcuni esempi: dopo che il comitato scientifico e il comitato etico avevano approvato una sperimentazione con vitamine e oligoelementi a tossicità zero e ad efficacia probabile, gli organi di governo dell’azienda hanno imposto un’assicurazione di 75000 euro, come se si trattasse di un trapianto d’organo. Per questo la sperimentazione non è ancora partita dopo cinque anni dalla proposta. Un altro gruppo universitario ha presentato un progetto di ricerca multicentrica di biologia molecolare in collaborazione con qualificati centri europei. Qui non c’è sperimentazione di terapie per cui non esiste alcun rischio di provocare danni. Tutti i capofila, italiani e stranieri, sono scienziati conosciuti e stimati nella comunità scientifica internazionale. Non si capisce per quale motivo il comitato etico non ha approvato. Giudizio sospeso. Non sappiamo come andrà a finire, ma, anche se in futuro la risposta sarà positiva, il comitato ha in ogni caso rallentato una ricerca che andava promossa e accelerata per il disperato bisogno che c’è di arrivare a terapie mirate per una condizione grave, diffusa, la cui durata coincide con quella della vita. Non ho nominato il fattore economico perché credo che quello sarebbe superabile. Se la gente si rendesse conto della tragedia immane che è l’autismo e della reale possibilità di curarla, se si prendesse una strada di razionalità, basterebbe fare la raccolta di un euro coi telefonini e arriverebbero i miliardi necessari.