Larticolo che lei cita mi sembra esemplare riguardo a cosa ancora si nasconde, volontariamente o no, dietro la parola ambiente. Nel suddetto articolo nel NURTURE vengono ben evidenziate le privazioni sociali, tra cui spicca lo stile mimico espressivo dei genitori, come co-fattori. Se esiste una vera relazione tra sviluppo tipico o autistico e lambiente socio-culturale andrebbe dimostrato; in tal caso avremmo uno strumento accessibile di prevenzione/attenuazione dei danni. Se, invece, non si hanno evidenze scientifiche, si riapre la tetra porta di interpretazioni psico-genetiche e quantomeno si riesce nella facile impresa di far affiorare sensi di colpa nei genitori. Cordiali saluti AM Da: [email protected] [mailto:[email protected]] Per conto di Dr Stefano PALAZZI (UONPIA) Inviato: martedì 6 maggio 2014 17:53 A: Autismo Biologia Oggetto: Re: [autismo-biologia] Lo studio: "Rischio autismo, metà genetico e metà ambientale" Affermare che l'autismo sia metà genetico e metà ambientale non è revanscismo psicosociale di fronte alle presunte impasse della neurogenetica. Negli anni '80 e '90 mi onoravo di essere tra i non molti che capivano le analisi epidemiologico-multivariate degli articoli di allora, ma oggi sono anch'io tra quelli che non comprendono le analisi genetico-computazionali di articoli quale quello citato da Daniela MARIANI CERATI e Davide VIGNA. A volte non li comprendiamo perché chi raccoglie i dati grezzi è un clinico, chi li elabora uno statistico, e chi scrive l'articolo un dottorando di ricerca. Negli anni '80 e '90 la novità era che lautismo NON fosse esclusivamente legato all'accrescimento (NURTURE): - per questo furono create iniziative quali losservatorio regionale sullautismo nellhinterland milanese e altri programmi analoghi in varie regioni. Oggi è anticonformistico affermare che lautismo NON è solo un problema genetico (NATURE): - ma l'epigenesi ci appare ancora molto molto complicata, come dimostra l'assurdo uso "compassionevole" delle staminali. La questione è che il rischio-autismo è dato da NATURE+NURTURE + il nostro margine di errore valutativo. Come avviene per diabete, schizofrenia, morbo di Parkinson e altre condizioni, nell'eziopatogenesi interagiscono molecole di DNA e molecole ambientali. In questo senso, se qualcosa va storto, è 50% genetica e 50% ambiente-molecolare. L'esempio "più semplice" è la fenilchetonuria http://it.wikipedia.org/wiki/Fenilchetonuria , anch'essa occasionalmente associata allo spettro autistico. In allegato trovate anche la traduzione Google dell'articolo "Leziologia elusiva dellautismo: natura e cultura?" reperibile in www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2718778/ Un saluto cordiale, Stefano PALAZZI --- Questa e-mail è priva di virus e malware perché è attiva la protezione avast! Antivirus. http://www.avast.com