Segnare dei confini netti tra educazione e terapia è possibile, forse, per le disabilità motorie; molto meno per le disabilità cognitive. Esiste però un campo più propriamente terapeutico – riabilitativo, che deve interagire con quello educativo – scolastico: il training alla comunicazione. L’incapacità a comunicare costituisce il deficit più profondo dell’autismo e deve essere il primo focus della terapia, in interazione costante con gli ambienti di vita e di educazione del bambino: casa e scuola. Con queste premesse credo che i tre giorni dedicati al tema “Insegnare il comportamento verbale ai bambini con autismo e altre disabilità” che il Dottor Vincent Carbone terrà a Roma in aprile possano essere di grande utilità sia per i terapeuti che per gli educatori. Sarà un momento di incontro e di scambio tra le due categorie di professionisti. Per la scuola imparare a comunicare oralmente e per iscritto in modo sempre più ricco ed espressivo è sempre stato uno dei campi a lei più consono. E per chi non sa parlare? O parla ma non sa comunicare? O comunica ma in modo strano e bizzarro? Anche e soprattutto per questi allievi la scuola deve lavorare all’ottimizzazione della comunicazione. Ma in tal caso la scuola non deve essere lasciata sola. Deve essere affiancata da specialisti del settore sanitario. Per entrambe le categorie credo che saranno preziose le tre giornate in cui il Dottor Carbone, con ricchezza di documentazione e, per chi non si sente sicuro con l’inglese, con un’ottima traduzione in cuffia, porterà la sua pluridecennale esperienza su come dare a tutti, anche ai più gravi, un mezzo per comunicare in modo funzionale: dal segno alla parola singola alla frase. Per saperne di più http://www.paneecioccolata.com/allegati/2013A4WSCarboneIta.pdf