Il Martedì 3 Febbraio 2015 21:02, daniela marianicerati <[email protected]> ha scritto: Un bambino che ha la tosse costituisce un disturbo anche per i vicini, se si tengono le finestre aperte o se i muri sono sottili, ma non mi risulta che sia mai successo che un bambino venga sottratto alla mamma perché ha la tosse. Un bambino che, invece di avere i bronchi deboli, ha una disfunzione cerebrale a causa della quale ha dei comportamenti esplosivi, viene sottratto brutalmente a una mamma che ha fatto di tutto per curarlo ma, come spesso succede in Neuropsichiatria infantile, inutilmente. E’ successo in una città italiana che non nomino nel timore che la famiglia venga riconosciuta. I comportamenti esplosivi compulsivi sono un problema enorme e irrisolto di cui si dovrebbero occupare di più medici, psicologi, assistenti sociali e giudici. 4 gennaio 2018 Quando i comportamenti esplosivi, spesso aggressivi nei confronti delle persone o distruttivi nei confronti delle cose, compaiono nei bambini, capita che si dia la colpa ai genitori e che il bambino venga sottratto alla famiglia contro la sua volontá. Quando questi comportamenti compaiono negli adulti portatori di un disturbo del neurosviluppo, il rischio é che non vengano interpretati come sintomo di malattia e che vengano puniti con la detenzione. Questo sospetto pare molto fondato, se un recente studio, pubblicato il 15 dicembre scorso, (Neurodevelopmental disorders in prison inmates: comorbidity and combined associations with psychiatric symptoms and behavioural disturbance , Susan Younga,, Rafael A. Gonzáleza,, Hannah Mullensd, Laura Mutche, Isabella Malet-Lamberte, Gisli H. Gudjonsson GH, Psychiatry Res. 2017 Dec 15;261:109-115) ha documentato che in un campione di 392 progionieri maschi dai 18 ai 50 anni, detenuti nelle carceri scozzesi, il 33% presentava disturbi del neurosviluppo. I disturbi erano cosí rappresentati: 24.6%: ADHD (n = 96); 8.5% (n = 33) : spettro autistico e 9% (n = 35): disabilitá intellettiva. Frequente l’associazione tra questi disturbi: 21 soggetti con ADHD (21.96%) risultavano positivi anche ai test per lo spettro autistico e il 14% risultava positivo anche per disabilitá intellettiva. Il 63% dei soggetti risultati positivi ai test per l’autismo e il 40% di quelli risultati positivi per Disabilitá Intellettiva erano positivi anche ai test per ADHD. Solo 5 carcerati risultavano positivi ai test per autismo e per disabilitá intellettiva, verosimilmente perché le persone con questo doppio disturbo sono gravemente disabili e, non avendo autonomia nelle normali attivitá della vita quotidiana, sono piú protette e meno esposte alla detenzione. Amongst those with ADHD, 21.9% (n = 21) also screened positive for ASD (p < 0.001), and 14.6% screened positive for ID (p < 0.05). Approximately 63% with ASD, and 40% of inmates with ID, met criteria for ADHD, respectively. Only 5 inmates screened positive for ASD and ID Il gruppo con ADHD e spettro autistico aveva il punteggio piú alto nei test che misuravano la severitá globale dei sintomi. The combined ADHD/ASD group had significantly higher scores on global severity symptoms and higher positive endorsement of symptoms (BSI), than either ADHD or ASD. Da questo studio, che conferma i dati di studi precedenti, si dovrebbero trarre diverse indicazioni: la necessitá di una formazione specifica sui disturbi del neurosviluppo per i magistrati, che impedisca di punire persone che hanno bisogno di essere curate e non punite; una maggiore attenzione, intesa come cura, protezione e ricerca da parte dei servizi sanitari e sociali nei confronti di quei comportamenti che, pure essendo sintomi di malattia, vengono trattati come semplici reati punibili con la detenzione. Daniela MC