Il 2023-02-26 14:26 antonio leonardo fiorentino ha scritto:
PS: quando ho proposto alla dirigente scolastica la possibilità di fare entrare a spese della famiglia un operatore specializzato per 4/5 ore a settimana in affiancamento e supporto mi ha risposto in modo abbastanza perentorio e seccato NO, questa è scuola non è una clinica di riabilitazione...se vuole può fare fare un osservazione
tutto questo lo trovo assurdo!
A proposito di sana integrazione tra Sanità, Scuola e Istituzioni sociali, un esempio virtuoso ci viene dalla Regione Piemonte, precisamente dalla “Deliberazione della Giunta Regionale 23 dicembre 2019, n. 1-847 Approvazione delle "Linee di indirizzo pedagogiche per l'inclusione degli allievi con Disturbo dello Spettro Autistico" in conformita con la D.G.R. 2-4286 del 29 novembre 2016” http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2020/05/attach/dg... Se ne è discusso sulla lista autismo-scuola tre anni fa. Copio il messaggio di Benedetta Demartis e la mia risposta di allora Il 2020-02-29 22:18 benedetta demartis ha scritto:
Vorrei condividere con i lettori della lista, il documento delle Linee Guida per la Scuola del Piemonte.
Frutto del grande impegno scaturito dal Coordinamento regionale del Piemonte con il quale ho avuto il piacere di collaborare. Ideatrice e curatrice dei testi è Paola Damiani dell'USR. Secondo me è stato un gran bel lavoro di squadra! Frutto di 2 anni di discussioni e confronto sempre costruttivi! Mi piacerebbe venisse adottato in tutte le scuole italiane. In questo modo avremmo vera inclusione per i bambini e adolescenti con autismo. Questo il link
Benedetta Demartis ANGSA Onlus
http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2020/05/attach/dg... Ho letto questo documento che recepisce molte delle cose che da anni diciamo in questa lista, oltre che in ANGSA. Si dice con forza e senza mezzi termini che il programma scolastico deve far parte del programma di vita, che la scuola si deve mettere in rete con le altre istituzioni che seguono l’alunno, in particolare con la famiglia e con i suoi consulenti di fiducia. Una cosa che ho molto apprezzato è il fatto che si dice chiaramente che non ci sono confini netti tra educazione, abilitazione e terapia. Ho trovato questo molto importante perché non di rado ho sentito un ingiustificato rifiuto da parte degli insegnanti a recepire indicazioni su attività fattibilissime a scuola, ma che venivano rifiutate in quanto ritenute terapeutiche e non educative. L’importanza di questo documento, oltre che nel contenuto, sta nel fatto che esso viene dalla massima autorità scolastica della Regione, per cui speriamo di non sentire più rifiuti da parte di insegnanti in nome della libertà di insegnamento. Se tutti i bambini vengono accettati nella scuola, la scuola deve adattarsi al fabbisogno educativo di ogni bambino, anche quando questo è lontano dai programmi ministeriali focalizzati sul leggere, scrivere e far di conto Daniela Mariani Cerati