Sulla linea guida 21 dell’Istituto Superiore di Sanitá “Il trattamento dei disturbi dello spettro autistico nei bambini e negli adolescenti” c’é una rassegna della letteratura sull’uso del Ritalin (metilfenidato) per l’ ipercinesia associata all’autismo http://angsa.it/wp-content/uploads/2017/11/Il-trattamento-dei-disturbi-dello... da pagina 88 a pagina 91 A conclusione della rassegna bibliografica la raccomandazione é la seguente "Il metilfenidato può essere preso in considerazione per il trattamento dell’iperattività in bambini o adolescenti fino ai 14 anni con disturbi dello spettro autistico; il trattamento deve essere prescritto da un centro specialistico e deve essere dedicata una particolare attenzione all’accertamento diagnostico. Prima di una somministrazione protratta, la tollerabilità del metilfenidato nei bambini dovrebbe essere verificata attraverso una dose test. Gli effetti collaterali dovrebbero essere attentamente monitorati” Il metilfenidato, per quanto mi risulta, non si puo’ acquistare in farmacia, ma viene somministrato solo in centri dedicati all’ ADHD, ai quali bisognerebbe che eventualmente gli specialisti che ne vedono l’indicazione indirizzassero i bambini che hanno la doppia diagnosi. La linea guida specifica che al momento della prescrizione bisogna dare una dose test in quanto, se l’esito é negativo, ossia il comportamento peggiora, il bambino diventa piú agitato del solito e non si vede nessun effetto positivo, il farmaco non viene prescritto. Come dice la linea guida, la percentuale di bambini con doppia diagnosi (autismo e ADHD) che rispondono positivamente al metilfenidato é molto inferiore alla percentuale di responders del gruppo di bambini che hanno la sola diagnosi di ADHD. Io per parte mia ho conosciuto alcuni bambini con autismo ai cui il metilfenidato é stato consigliato e tutti hanno avuto solo effetti indesiderati ovvero un aumento dell’agitazione e dell’insonnia e nessun effetto desiderato. Certe esperienze che vengono dall’America sono a volte poco trasferibili all’Italia. Io ritengo che questo avvenga perché in America si fa diagnosi di spettro autistico anche in bambini molto meno gravi di quelli a cui si fa tale diagnosi in Italia. Ribadisco che il NPI che ritiene che un bambino con lo spettro autistico abbia qualche probabilitá di trarre beneficio dalla prescrizione del Ritalin debba subito dare l’indirizzo del centro che puo’ prescrivere tale farmaco. In alternativa, se dispone del farmaco, potrebbe dare subito la dose test e inviare il bambino al centro specialistico solo nel caso (raro) che il test dia esito positivo, ovvero nel caso che gli effetti desiderati superino quelli indesiderati. Daniela MC
Ho parlato con la gentilissima mamma di questo bimbo oggi attraverso il telefono blu per l'autismo. Fa ovviamente riferimento al Ritalin, ed avendo un percorso abbastanza travagliato alle spalle (ma chi di noi non lo ha avuto?!) è molto dubbiosa sulla somministrazione di farmaci che ritiene poco efficaci nel suo caso ed ha ovviamente paura degli effetti collaterali. Si è parlato spesso di questo farmaco in questa lista. Questi genitori, come gli altri che ho sentito telefonicamente e che non sono ancora inseriti nel mondo delle associazioni, si sentono soli e smarriti. Hanno bisogno di fare rete e condividere le opinioni "con i loro simili". Mi fa piacere che la famiglia abbia già contattato l'associazione come mi sono raccomandata di fare oggi attraverso il telefono blu. Sono sicura che verranno accolti come in famiglia e troveranno risposta alle loro domande, quantomeno quelle divulgative e scientifiche. Dal racconto fattomi mi era sembrato volesse sentire un altro Npi per conferma o meno della prescrizione. Ecco perché diventa importante il territorio. Solo l'associazione di riferimento locale può con la sua esperienza indicarne uno valido, escludendo quelli che ancora danno la colpa alla mamma. Buonanotte. Simonetta -- Inviato da Libero Mail per Android martedì, 27 febbraio 2018, 05:17PM +01:00 da Angsa Campania [email protected] :
Inizio messaggio inoltrato:
Buonasera, sono il genitore di un bambino di 6 anni e mezzo, che rientra nello spettro autistico, vorrei chiedere gentilmente se qualche bambino della vostra associazione è stato in terapia con il Ritinal. Mio figlio non è verbale (dice delle parole solo se fortemente motivato), è iperattivo e non ha problemi motori e fa terapia comportamentale ABA. Dall'ultima visita con il Neuropsichiatra, visto che il bambino essendo iperattivo, quindi non prestando molta attenzione rende poco, si valutava la possibilità del Ritinal (facendo comunque un percorso presso il II° Policlinico di Napoli), in alternativa ci proponeva il Depakin o il Risperdal (avendo anche un ECG un po' alterato ma senza mai avere crisi). Quindi io e mia moglie vorremmo provare con il Ritinal in quanto più leggero rispetto agli altri. Voi come associazione cosa ne pensate di questo medicinale? Nel ringraziarvi anticipatamente, cordiali saluti. Michele