Dell’articolo “Autism Treatment in the First Year of Life: A Pilot Study of Infant Start, a Parent-Implemented Intervention for Symptomatic Infants, S. J. Rogers • L. Vismara • A. L. Wagner • C. McCormick • G. Young • S. Ozonoff, J Autism Dev Disord, DOI 10.1007/s10803-014-2202-y, published online 12 september 2014, abbiamo parlato il 10 settembre scorso, quando il Corriere della sera ne ha fatto un resoconto che è stato criticato dai coniugi Gabrielli http://www.west-info.eu/it/infant-start-a-6-mesi-di-eta-la-terapia-per-lauti... Tralasciando quanto scritto dal giornalista Mattia Rosini e andando direttamente alla fonte, ho trovato nell’articolo parecchi motivi di interesse. Il primo è che di sette bambini di età tra i sei e i 15 mesi, che presentavano sintomi suggestivi per autismo, solo due all’età di tre anni avevano un quadro clinico tale da giustificare la diagnosi. Un altro motivo di interesse è la descrizione dei sintomi che a questa età devono essere osservati e tenuti sotto controllo. Copio dall’articolo - Visual fixations on objects - Abnormal repetitive behaviors - Lack of intentional communicative acts - Lack of coordination of gaze, affect, and voice in reciprocal, turn-taking interactions - Lack of age-appropriate phonemic development - Decreasing gaze, social interest and engagement Quando avremo a disposizione dei marcatori biologici che, in presenza di sintomi sospetti, ci aiuteranno a fare una diagnosi a cui seguirà una terapia biologica mirata, sarà molto utile che i pediatri e i neuropsichiatri infantili sappiano riconoscere i sintomi in base ai quali procedere come sopra indicato. Al momento presente cosa consigliano Sally Rogers e colleghi? Di insegnare ai genitori come rendere terapeutiche le routine della vita quotidiana, le interazioni che normalmente i genitori hanno per molte ore al giorno con bambini così piccoli. Copio, come esempio, quanto consigliato per il primo dei sintomi Follow infant interest to an object and develop a turn-taking social game (trading turns with the object or using double objects) Queste sono cose che ogni mamma o nonna fa con bambini dai sei ai quindici mesi. Lo farà per un tempo maggiore e con maggiore consapevolezza se il bambino è meno reattivo. Penso che a questo scopo sarà utile il volume della Rogers e colleghi che uscirà tra poco nella traduzione italiana, dedicato specificamente ai genitori “Un intervento precoce per il tuo bambino con autismo”, Hogrefe Editore. Alla luce di quanto sopra però farei una critica al titolo. Se il libro si riferisce al trattamento di bambini nel primo anno di vita, esso sarà utile anche per bambini che non riceveranno mai la diagnosi di spettro autistico. Indipendentemente da quello che succederà poi, iniziare precocemente con un approccio fatto di giochi e di scambi comunicativi, è opportuno in ogni caso e non presenta nessun effetto collaterale. Per questo, se davvero il manuale è rivolto a bambini dai sei mesi in su, un titolo diverso si presterebbe a consigliare il manuale a molti genitori, anche in presenza di sintomi lievi, senza creare allarmismi inopportuni. Daniela Mariani Cerati