La letteratura sui pesticidi è invece più robusta e merita più attenzione di questo pilota: lo studio CHARGE (California, 2014) sulla residenza in gravidanza vicino a campi trattati con organofosfati, e soprattutto il lavoro sul BMJ del 2019 su quasi 3.000 casi, che trova aumenti modesti del rischio per clorpirifos, glifosato e altri, ma più marcati per l'autismo con disabilità intellettiva. Questo è il dato che a me interessa di più: se un fattore ambientale pesa, pesa sui gravi. E sui gravi l'aumento c'è: il CDC, usando la definizione di autismo profondo della Lancet Commission (QI ≤ 50 e/o non verbale), trova un raddoppio tra il 2000 e il 2016. Meno dei lievi, ma non liquidabile con "si diagnostica di più". Qualcuno in lista conosce dati italiani sull'andamento dei casi gravi, separati dal totale delle certificazioni? Claudia Nicchiniello Angsa Sannio Angsa Bologna
Il giorno 11 ott 2026, alle ore 18:59, daniela attraverso autismo-biologia <[email protected]> ha scritto:
L’articolo “Heilbrun LP, Han I, Rodriguez A, Shay LA, Gimeno Ruiz de Porras D. A pilot autism case-control study of pesticides and plasticizers in shed baby teeth. Neurotoxicol Teratol. 2026 Sep-Oct;117:107710. doi: 10.1016/j.ntt.2026.107710. Epub 2026 Aug 1. PMID: 42542255. “ https://www.sciencedirect.com/science/article/abs/pii/S0892036226001261?via%...
si inserisce nella ricerca di fattori ambientali che aumentano il rischio di autismo vedi ad esempio il lavoro di cui al link https://www.ilfattoquotidiano.it/in-edicola/articoli/2022/03/11/plastiche-e-...
La novità di questa ricerca sta nel fatto di avere dosato un gran numero di sostanze note per la loro tossicità sul neurosviluppo, in particolare pesticidi e plasticizzanti, su denti da latte caduti in 38 bambini, di cui 22 con diagnosi di autismo e 16 neurotipici.
I denti da latte agiscono come una vera e propria "scatola nera" biologica. Iniziano a formarsi intorno al quarto mese di gravidanza e continuano a crescere nella prima infanzia. Man mano che si sviluppano, i diversi strati del dente incorporano e "registrano" in modo permanente le sostanze chimiche, i nutrienti e i tossici a cui il bambino viene esposto attraverso la madre (in utero) o l'ambiente circostante (aria, cibo, prodotti per la casa).
La ricerca ha evidenziato che il 95% dei pesticidi e plasticizzanti erano più alti nei casi di autismo rispetto ai controlli
Utilizzando tecniche avanzate di spettrometria di massa per catturare lo spettro più ampio possibile di esposizioni chimiche, i ricercatori hanno identificato una media di 300 sostanze chimiche per partecipante in entrambi i gruppi. Tuttavia, sono emerse differenze cruciali: • Concentrazioni più elevate nell'autismo: Delle 60 sostanze chimiche identificate in più della metà dei campioni, ben il 95% mostrava concentrazioni superiori nei denti dei bambini autistici. In particolare, 19 di queste sostanze presentavano livelli significativamente più alti. • Presenza di tossici per lo sviluppo: Tra i composti maggiormente rilevati, 39 sono noti tossici per lo sviluppo o interferenti endocrini. Sostanze di uso comune: Lo studio ha rilevato composti plastificanti (come gli ftalati), Tali sostanze sono contenute in: biberon, tubi PEX (abbreviazione di polietilene reticolato) e materiali di contatto con il cibo.
Gli scienziati precisano che lo studio non dimostra un legame diretto di causa-effetto (ovvero che l'esposizione a queste sostanze provochi l'autismo). Evidenzia però due importanti ipotesi scientifiche: 1. Esposizione ambientale critica: Esiste una correlazione tra l'esposizione a determinati tossici durante le primissime fasi dello sviluppo fetale e infantile e la successiva diagnosi di autismo. 2. Differenze metaboliche: La forte concentrazione accumulata nei denti dei bambini autistici potrebbe indicare una loro minore capacità genetica o metabolica di disintossicarsi ed eliminare le sostanze nocive dall'organismo rispetto ai bambini normodotati.
Rispetto alle ricerche fatte su altri materiali biologici (urina e plasma) i denti hanno il vantaggio di dare un’idea dell’accumulo di sostanze tossiche a partire dal quarto mese dal concepimento. Questi dati che riguardano fattori ambientali, aggiuntivi rispetto alla suscettibilità individuale, spiegherebbero l’aumento di casi di autismo degli ultimi anni e dovrebbero innescare comportamenti individuali e generali di prevenzione.
In un articolo divulgativo che dà un resoconto di questo lavoro vengono dati dei consigli per la popolazione in generale e per le donne in attesa e per i bambini piccoli in particolare
https://news.uthscsa.edu/ut-san-antonio-health-science-center-study-finds-el...
Ecco alcuni dei consigli
Usa bicarbonato di sodio o aceto per le pulizie della casa. Non mescolarli perché l’uno annulla l’altro. Il bicarbonato puo’ essere usato per sfregare le superfici, rimuovere gli odori e pulire le superfici unte o macchiate L’aceto puo’ rimuovere depositi minerali e residui , pulire vetri e superfici non porose, decalcificare macchine da caffè e bollitori
Scegli gli sticky traps (o trappole adesive/collanti; sono dispositivi ricoperti da una sostanza vischiosa o da una colla specifica, usati per catturare o monitorare la presenza di insetti o piccoli animali) invece degli spray, dei "bug bombs" (chiamate anche total release foggers o bombe insetticide; sono dispositivi aerosol monouso progettati per rilasciare automaticamente e ininterrottamente tutto il loro contenuto insetticida all'interno di uno spazio chiuso)
Scegli i contenitori di cibi e bevande di acciaio inossidabile o di vetro anziché di plastica
Usa pentole di ghisa o di acciaio inossidabile anziché pentolame antiaderente
Prepara più cibi cotti in casa con ingredienti freschi e limita cibi altamente processati
Scegli i prodotti in schiuma (materiali realizzati intrappolando bolle di gas all'interno di una struttura solida o liquida per arredamento, imballaggio e abbigliamento) con la scritta “privo di ritardanti di fiamma”
Scegli prodotti per la cura personale non profumati, meno tossici rispetto ai prodotti profumati
Daniela Mariani Cerati
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