Quando si parla di farmaci, o di categorie di farmaci, che sono in commercio da decenni, come nel caso degli antipsicotici o D2 bloccanti, non si puo’ giudicare il rapporto rischi/benefici come se fossero farmaci nuovi, anche se vi sono sperimentazioni recenti per nuove indicazioni. L’Istituto superiore di sanità pubblica sul suo sito: Materiale supplementare, Raccomandazioni della Linea Guida per la diagnosi e il trattamento di bambini e adolescenti con disturbo dello spettro autistico Nel testo si esaminano gli effetti indesiderati, che sono moltissimi per i farmaci più studiati nei bambini con disturbi dello spettro autistico, il risperidone e l’aripiprazolo, già nel periodo delle sperimentazioni, la cui durata mediana è di otto settimane. Non si fa nessuna menzione dei preoccupanti effetti negativi a lungo termine, tanto più gravi quanto più lunga ne è l’assunzione. Nella pratica quotidiana vediamo che i bambini che li iniziano vanno ben oltre rispetto alle sei settimane imposte dal c.d. bugiardino e difficilmente li sospendono. Questi bambini da adulti andranno incontro a parkinsonismo, distonia, acatisia, declino cognitivo, obesità e disturbi metabolici. Ho fatto recentemente un riassunto di pubblicazioni provenienti da diversi paesi che lanciano un allarme sull’uso prolungato di questi farmaci i cui danni nel lungo termine sono sicuri a fronte di benefici incerti http://www.pernoiautistici.com/wp-content/uploads/2020/01/Psicofarmaci-e-aut... Gli antipsicotici, o D2 bloccanti, sono molto subdoli in quanto la deprescrizione deve essere fatta seguendo regole ben precise. Una diminuzione troppo veloce porta ad una esacerbazione dei comportamenti dirompenti, cosa che fa pensare che il farmaco fosse davvero utile. In realtà si è visto che il blocco dei recettori porta ad un aumento degli stessi sulla membrana neuronale per cui l’esacerbazione dei sintomi è dovuta ad una maggiore stimolazione dei recettori, una volta che questi vengono sbloccati. http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2020-August/003891.html I ricercatori che si sono dedicati alla deprescrizione raccomandano di calare il dosaggio di un decimo della dose ogni uno o due mesi, cosa possibile solo con preparati in gocce oppure ricorrendo alle preparazioni galeniche. La prevenzione di questa grave problematica si dovrebbe fare evitando il ricorso agli antipsicotici quando non necessari, monitorandoli attentamente quando non ci sono alternative al loro uso e programmando tempi brevi di somministrazione. La linea guida dell’ISS va in direzione opposta, ignora questa problematica che sta emergendo a livello internazionale e pone le premesse perché i bambini di oggi diventino adulti simili a Sabine Bonnaire https://www.youtube.com/watch?v=uyG1giBUx9E&t=140s Daniela MC