I comportamenti problema, che nell’arco della vita possono essere più o meno frequenti, più o meno gravi, sono un sintomo spesso presente nelle persone con disturbi dello spettro autistico. Dimettere queste persone dai centri socio-occupazionali sarebbe come dimettere dall’ospedale chi ha la bronchite quando ha la tosse, in quanto questa disturba i vicini di letto. Incredibilmente questo è successo a Bologna, come ha detto Marialba Corona nel presentare la relazione della Dottoressa Rita Di Sarro al convegno tenutosi a Castel San Pietro Terme il 4 ottobre scorso. La Di Sarro ha presentato il tema dei comportamenti problema senza nasconderne la problematicità e la necessità di affrontarli in tandem: psicologo e medico. Questo in quanto talora si trovano fattori favorenti ambientali e pertanto modificabili con cambiamenti dell’ambiente o del programma abilitativo; talora i fattori favorenti sono fisici, come malattie organiche di difficile diagnosi, o psichici, come malattie mentali che necessitano di un trattamento anche farmacologico, di difficile attuazione perché non ci sono sperimentazioni sulle singole malattie mentali in persone con disturbi dello spettro autistico. Proprio per questo la relazione sui comportamenti problema è stata fatta a due voci: quella del medico, la Dottoressa Rita Di Sarro, e quella dello psicologo, il Dottor Niccolò Varrucciu. Sentiamoli youtube.com/watch?fbclid=IwY2xjawNfQtpleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETBzRVJIUU9udXN0ZWtkV0xFAR4LWRlf-pDPaqGmbv25lXOg8Gpl5jX-SlCPexjZRDn-EtybQgDTndlL8mmwIQ_aem_oqdfz8T5K-AM11QGlN1meA&v=Y4XX1oN-mvg&feature=youtu.be Daniela Mariani Cerati