Un gruppo multidisciplinare dell’IRCCS Burlo Garofalo di Trieste, composto da pediatri, farmacisti e farmacologi ha affrontato il problema della prescrizione di farmaci off label nei minori con disturbi neuropsichiatrici (Giurin MS, Trojniak MP, Arbo A, Carrozzi M, Abbracciavento G, Monasta L and Zanus C (2022) Safety of Off-Label Pharmacological Treatment in Pediatric Neuropsychiatric Disorders: A Global Perspective From an Observational Study at an Italian Third Level Children’s Hospital. Front. Pharmacol. 13:837692. doi: 10.3389/fphar.2022.837692) https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fphar.2022.837692/full A questo scopo hanno fatto uno studio retrospettivo sulle cartelle cliniche dei pazienti da 0 a 18 anni, ricoverati nel reparto di Neuropsichiatria dell’IRCCS Burlo Garofolo tra gennaio 2016 e dicembre 2018. Sono stati arruolati 230 pazienti dell’età media di 10 anni e sono state analizzate 534 prescrizioni che hanno dato luogo a 106 reazioni avverse. Il 54% presentava epilessia, il 37% disturbi neuroopsichiatrici e l’8% altri disturbi neurologici. La prevalenza di prescrizioni off label era del 32% e il 50% della popolazione in studio riceveva almeno un farmaco off label. Nel totale di 106 reazioni avverse è stato riscontrato che: il 57% di queste era dovuto ad interazioni tra farmaci, il 30% a prescrizioni off label , il 10% a sovradosaggio e il 3% ad uso improprio. Le reazioni avverse erano presenti in ugual misura tra le prescrizioni off label e quelle on label, mentre il rischio di reazioni avverse aumentava con l’aumento del numero dei farmaci prescritti. I disturbi psichiatrici erano associati ad un rischio almeno tre volte più alto di essere trattati con farmaci off label. Le reazioni avverse erano per il 44% di tipo neurologico, in particolare sintomi extrapiramidali e distonia (dovuti all’uso di antipsicotici di prima e seconda generazione) e vertigini (causate da farmaci antiepilettici). Il 18% erano disturbi mentali e comportamentali, come alterazione dell’umore, insonnia e irritabilità. Il 32% delle 106 reazioni avverse erano severe. Una di queste ha portato al prolungamento dell’ospedalizzazione, le restanti hanno causato altre condizioni clinicamente rilevanti. I farmaci che hanno causato reazioni avverse importanti sono stati: Quetiapina, Acido valproico, Risperidone, Fenitoina, Aloperidolo, Vigabatrin, Desametasone, Oxcarbazepina, Levetiracetam, Clobazam. Il 65% delle reazioni avverse hanno causato seri disturbi del Sistema Nervoso Centrale (effetti extrapiramidali, convulsioni epilettiche, distonia e sonnolenza), il 3% ha causato un aumento degli enzimi muscolari (CPK), il 6% erano correlati all’apparato riproduttivo (ginecomastia e galattorrea), il 6% all’apparato endocrino (iperprolattinemia e ipotiroidismo), il 3% gastrointestinali (soprattutto ipersalivazione), il 9% cardiovascolari (sincope ipotensiva, tachicardia, ritenzione idrica) e il 9% hanno dato disturbi immunitari (edema della lingua, eruzioni cutanee e rossore del viso). Per alcuni farmaci, come l’Aloperidolo, la Fenitoina e il Primidone, una reazione avversa è stata osservata nel 50% delle somministrazioni. L’80% dei pazienti con un disturbo psichiatrico ha ricevuto più di un farmaco off label. Nell’ambito delle diagnosi psichiatriche le prescrizioni off label sono molto più frequenti rispetto alle altre diagnosi. E’ lodevole il fatto che ci si sia posto il problema degli effetti indesiderati degli psicofarmaci nei bambini e negli adolescenti. Faccio notare però che gli autori hanno preso in esame le cartelle cliniche dei ricoverati, per cui l’osservazione ha riguardato un periodo di tempo breve, che peraltro non viene quantificato. Sappiamo che esistono effetti indesiderati che compaiono nel tempo, dopo mesi o anni di assunzione dei farmaci e sarebbe bene che anche questi venissero studiati al fine di rivedere profondamente le prassi prescrittive che iniziano nell’infanzia e troppo spesso si protraggono a vita senza il dovuto monitoraggio. Un altro problema che emerge dalla lettura dell’articolo è il grande uso di farmaci off label nei minori. In una categoria fragile come quella dei minori con problematiche neuropsichiatriche ci si aspetterebbe che, nell’era della Evidence Based Medicine, si facessero sperimentazioni ultra rigorose prima di passare all’uso terapeutico, mentre avviene esattamente il contrario. Si passa direttamente all’uso clinico senza la preventiva sperimentazione. Sappiamo che l’industria non ha interesse a fare sperimentazione sui bambini, perché in caso di insuccesso rischia il buon nome della casa farmaceutica nell’opinione pubblica, ma a questo dovrebbero supplire le Istituzioni pubbliche per la salvaguardia della salute dei più piccoli. In pratica assistiamo ad una situazione paradossale. Chi propone sperimentazioni serie sui bambini si trova ostacolato da comitati etici severissimi, che ostacolano le sperimentazioni, mentre nella pratica clinica vengono dati farmaci gravati da pesanti effetti indesiderati senza le necessarie preventive sperimentazioni. Questo a danno dei bambini e dei medici che, prescrivendo farmaci off label, hanno sulle loro spalle la responsabilità di eventuali effetti indesiderati. Daniela Mariani Cerati