Carissimi, mi fa molto piacere che si parli in questa lista del ceppo BTBR, un modello animale di autismo che diversi gruppi italiani hanno contribuito a 'validare': con Laura Ricceri in ISS abbiamo identificato le loro alterazioni nell'interazione e comunicazione sociale (anche in termini di riduzione nel repertorio vocale) sia da piccoli che da adulti; in collaborazione con Alessandro Gozzi (IIT) abbiamo identificato le alterazioni nella connettività cerebrale e con Yuri Bozzi e Giovanni Provenzano (CIBIO di Trento) i dati di trascrittomici di cui si parla nella review appena citata. Questo modello animale è attualmente il più utilizzato dalle case farmaceutiche per testare potenziali farmaci proprio per la sua 'robustezza' dal punto di vista del fenotipo simil-autistico: ricapitola perfettamente i due sintomi principali dei disturbi dello spettro autistico, con la comparsa dei deficit comportamentali in un periodo paragonabile alla prima infanzia del bambino. Non esitate a contattarmi per eventuali domande al riguardo. Un caro saluto a tutti, Maria Luisa __________ Maria Luisa Scattoni, PhD Research Coordination and Support Service Istituto Superiore di Sanità Viale Regina Elena 299, 00161 Rome -I e-mail [email protected] ________________________________________ Da: autismo-biologia <[email protected]> per conto di [email protected] <[email protected]> Inviato: martedì 7 marzo 2017 17:18 A: [email protected] Oggetto: [autismo-biologia] Il topo BTBR come modello animale dell’autismo idiopatico La ricerca biologica sull’autismo, benché con grande ritardo, é finalmente decollata. Non ci sono stati sino ad ora colpi di fortuna né scorciatoie. Il percorso é tutto in salita e, per comprendere qualcosa in questo intricatissimo puzzle, é indispensabile ricorrere a modelli animali, ovvero ai topi, che hanno una loro intelligenza, una loro socievolezza e una loro flessibilità mentale. Siamo abituati a partire da una mutazione genetica riscontrata nell’uomo per poi creare il topo perfetto in tutto tranne che per quel gene, che viene mutato o cancellato con l’ingegneria genetica. Un decennio fa alcuni operatori di laboratorio, che lavoravano coi topi per motivi lontanissimi dall’autismo, si sono accorti che alcuni ceppi presentavano spontaneamente dei sintomi che evocavano l’autismo degli umani, senza avere subito nessuna manipolazione genetica. Da qui é nata una nuova linea di ricerca, cioè lo studio delle caratteristiche anatomo-biologiche di questi topi, che presentano una complessità genetica e fisiologica simile a quella della gran parte degli esseri umani con autismo. Meyza e colleghi hanno fatto il punto sullo stato dell’arte di questa ricerca nell’articolo “Meyza,K.Z., Blanchard, D.C., The BTBR mouse model of idiopathic autism–Current view on mechanisms. Neurosci. Biobehav. Rev. (2017), http://dx.doi.org/10.1016/j.neubiorev.2016.12.037” L’articolo, per nulla facile da comprendere per chi non é addetto alla ricerca biologica di base, é stato letto e riassunto per noi dall’amico Giorgio Lenaz, professore emerito di chimica biologica, che ringrazio a nome degli iscritti alla lista Il topo BTBR come modello animale dell’autismo idiopatico: l’attuale visione dei meccanismi implicati K.Z. Meyza e D.C. Blanchard Nencki Institute, Varsavia, Polonia University of Hawaii, USA Lo studio eziopatogenetico dell’autismo si avvale di numerosi modelli murini; questi sono validati soprattutto sulla base di due caratteristiche comportamentali, cioè difficoltà nel comportamento sociale e nella comunicazione, e eccessivo comportamento ripetitivo. Il ceppo murino BTBR, un tempo studiato per studi sull’insulino-resistenza, è stato poi scoperto dieci anni fa rappresentare un ben definito modello di autismo. Questa rassegna riassume i recenti studi di genetica e proteomica che identificano gruppi di geni e proteine che sono espressi in modo differente nel topo BTBR rispetto a un ceppo detto B6 che mostra un comportamento altamente sociale. La rassegna inoltre discute recenti sviluppi dei correlati neuro-anatomici del comportamento autistico nonché i possibili meccanismi molecolari responsabili del fenotipo autistico. In particolare il topo BTBR mostra numerosi polimorfismi dovuti a mutazioni di nucleotidi singoli, identificando numerosi geni per proteine implicate nello sviluppo del sistema nervoso e delle sinapsi. Inoltre recenti studi di trascrittomica (gli RNA messaggeri trascritti) e proteomica (le relative proteine) hanno dimostrato una differente espressione di molti geni, per alcuni aumentata, per altri diminuita. Infine sono anche state dimostrate modifiche epigenetiche sul DNA, simili a quelle riscontrate su reperti autoptici di soggetti umani autistici. Sono state di recente identificate alcune importanti somiglianze neuroanatomiche fra topo BTBR e alcuni sottogruppi di soggetti con disturbi dello spettro autistico. Questi studi sono stati rinforzati dallo sviluppo delle tecniche di neuro-imaging che permettono uno studio sistematico delle alterazioni morfologiche, come la completa mancanza del corpo calloso e alterazioni morfologiche dei ventricoli. Il perfezionamento delle tecniche di risonanza magnetica ha messo in luce molte modificazioni neuroanatomiche correlabili alla diminuita neurogenesi suggerita dagli studi genetici. Riguardo ai meccanismi molecolari, la rassegna tocca diversi punti di somiglianza tra topo BTBR e soggetti autistici. Nel topo BTBR è stato osservato uno squilibrio tra sinapsi glutammatergiche eccitatorie e GABAergiche inibitorie, in genere con una prevalenza dell’effetto eccitatorio, come dimostrato anche dall’azione di numerosi agonisti e antagonisti dei due sistemi. La rassegna esamina anche i numerosi studi sulle alterazioni dei sistemi monoaminergici (serotonina, dopamina) e colinergici, soprattutto indagate con agonisti/antagonisti specifici. Infine si sofferma su alterazioni degli ormoni da stress (glucocorticoidi) e del sistema immunitario. Il quadro derivante da questi studi è assai complesso, per ora anche confuso e a volte contraddittorio, ma apre la strada alla creazione di mutanti transgenici del topo BTBR per verificare il ruolo di molti geni candidati per lo sviluppo del profilo autistico. Lo scopo finale delle ricerche sui disordini dello spettro autistico è di trovare un denominatore comune, almeno in una parte della popolazione affetta, della moltitudine di fattori genetici, molecolari e fisiologici che accompagnano l’autismo. Tale comun denominatore potrebbe ovviamente costituire un punto di riferimento per lo sviluppo di un approccio terapeutico razionale. La caratteristica di questo denominatore comune rimane per ora oscura, ma ogni studio che riporti nuovi sviluppi rappresenta un passo compiuto in quella direzione e ci porta più vicino alla sua delucidazione. Ovviamente è molto difficile poter ottenere un quadro completo in studi su soggetti umani, nonostante la possibilità di compiere studi genetici e anche molecolari su reperti autoptici; avere a disposizione un modello animale che riporti il più possibile il fenotipo autistico rappresenta un vantaggio più unico che raro. La complessità genetica, molecolare e fisiologica del topo BTBR, che manifesta pienamente la sintomatologia caratteriale dei disordini autistici, rappresenta quindi un sistema unico per studiare in un solo modello animale le manifestazioni multiple che si osservano nell’autismo. Anche gli studi farmacologici che rivelano effetti su alcuni sintomi e non altri possono trovare nel topo BTBR, che manifesta una pletora di sintomi riferibili ai disordini dello spettro autistico, un modello ideale per studiare l’associazione e l’interazione tra farmaci diversi. Inoltre i correlati neuro-anatomici riscontrati nel topo BTBR spostano l’interesse dei ricercatori ad altre aree del cervello oltre all’ippocampo, massimamente studiato finora, come p.es. l’amigdala. _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]