Buonasera a tutti, sono la mamma di una ragazzina di 11 anni, autismo medio funzionamento. Mia figlia è inserita in un progetto sportivo dell'associazione Filippine, presente in molte città d'Italia, ed ho visto molti ragazzi tra i venti ed i trent'anni praticare nuoto e corsa con grandi risultati. Credo che il movimento possa, scaricando le energie di questi giovani, aiutare a rilassare corpo e mente, distogliendo anche da quei pensieri ossessivi così comuni tra i nostri ragazzi, e donando loro benessere. Certamente una buona terapia cognitivo comportamentale sarebbe un ottimo sostegno, ma so per esperienza che non è facile trovare terapeuti preparati. Il 3 gen 2018 12:02 PM, <[email protected]> ha scritto: Discutono di ossessivitá, inquadrandola nell’ambito dei disturbi d’ansia e del disturbo ossessivo compulsivo, Valentina Postorino e colleghi nell’articolo “Curr Psychiatry Rep (2017) 19:92 https://doi.org/10.1007/s11920-017-0846-y Anxiety Disorders and Obsessive-Compulsive Disorder in Individuals with Autism Spectrum Disorder Valentina Postorino & Connor M. Kerns & Giacomo Vivanti & Jessica Bradshaw & Martina Siracusano & Luigi Mazzone”. Le conclusioni dell’articolo sono un invito a fare ricerca e sperimentazione in questo campo, tanto importante quanto trascurato. "Despite the high prevalence of anxiety disorders and OCD in ASD and some recent advances in assessment and treatment, research is needed to clarify the multifaceted relationship of these conditions and develop tailored assessment and treatment approaches appropriate for a full range of individuals with ASD" Una rassegna sulla terapia si puo’ fare solo per quanto riguarda i soggetti ad alto funzionamento per i quali puo’ essere utile l’approccio cognitivo comportamentale, mentre non esiste letteratura per i soggetti a basso funzionamento. "Research suggests that cognitive-behavioral therapy (CBT), an empirically supported treatment for anxiety, is highly effective for treating youth with anxiety, ASD, and average to above average IQs" Gli autori mettono in guardia sull’ uso degli SSRI e degli SNRI, indicati nel disturbo ossessivo compulsivo senza autismo, ma spesso dannosi quando il disturbo ossessivo compulsivo é associato alla condizione di spettro autistico in quanto gli individui con ASD sono particolarmente vulnerabili agli effetti di attivazione comportamentale degli SSRI, inclusi impulsivitá, insonnia e iperattivitá. "Selective serotonin reuptake inhibitors (SSRI) or serotonin- norepinephrine reuptake inhibitor (SNRI) is considered the first line of psychopharmacological treatment for anxiety disorders or OCD in the general population [74]. However, research on the use of SSRIs in individuals with anxiety or OCD and ASD is lacking and there is some evidence that individuals with ASD are particularly vulnerable to the behavioral activation side effects of SSRIs, including impulsivity, insomnia, and overall increased activity Prescribing SSRIs for individuals with ASD and anxiety or OCD should therefore be approached cautiously" Gli autori concludono l’articolo segnalando il fatto che in molti soggetti con autismo coesistono altri disturbi comportamentali e psichiatrici oltre ai disturbi d’ansia. Tra questi segnalano: ADHD, depressione, comportamenti distruttivi, disturbi alimentari e disturbi del sonno. "Many children with ASD struggle with other behavioral and mental health problems that may or may not be related to anxiety, including ADHD, depression, disruptive behavior, feeding disorders, and sleep disorders" E’ desolante constatare che in una rassegna della letteratura su una condizione tanto devastante e frequente ci sia cosí poco spazio per la terapia. Speriamo che l’invito a fare ricerca e sperimentazione sulla comorbilitá psichiatrica e in particolare sulla ossessivitá nell'ASD venga accolto come una prioritá dalla comunitá scientifica internazionale Daniela MC Il 22 dicembre 2017 Marco Bertelli ha scritto
La questione dell'ossessività nel DSA è complessa. Non so in quanti casi si possa parlare di sintomi ossessivi propriamenti detti. Anche nel ragazzo di 21 anni che hai descritto, il fatto che gli eventi che gli si ripresentano più frequentemente alla mente riguardino il padre, scomparso recentemente, rende l'ascrivibilità a un sintomo ossessivo più incerta. L'identificazione delle cause di un problema psichico è spesso molto difficile, ma rappresenta anche il primo atto terapeutico. Ho appena pubblicato sul Giornale Italiano dei Disturbi del Neurosviluppo (dicembre 2017; vol.2, num. 3), con due mie collaboratrici del CREA, un case report sul DOC nel DSA, con dati di letteratura e riflessioni cliniche su come indentificare, distinguere e intervenire.
Ricambio sentitamente gli auguri per le imminenti Festività a te e a tutto il gruppo.
Dr. Marco Bertelli
Medico-Chirurgo Psichiatra - Psicoterapeuta Libero professionista
Direttore Scientifico CREA (Centro di Ricerca E Ambulatori) della Fondazione San Sebastiano, Firenze Via del Sansovino, 176 - 50142 Firenze - Tel. 0557392880
Direttore Scientifico MAPPsi (Medici Associati per la Psichiatria e la Psicoterapia) Via Pisana, 82 - 50018 Casellina, Scandicci (Firenze)
----- Original Message ----- From: <[email protected]> To: <[email protected]> Sent: Friday, December 22, 2017 3:15 PM Subject: [autismo-biologia] ossessivitá
In redazione é giunto il seguente messaggio
“Buongiorno a tutti. Chiedo se qualcuno sa indicarmi uno psicologo o simile valido in grado di lavorare sui pensieri direi ossessivi che presenta mio figlio di anni 21 riguardanti due episodi accaduti aventi protagonista suo padre recentemente scomparso. Mi pare che il suo pensiero vada in loop sempre di più complice anche il fatto che non c'è più neanche la scuola a stimolare il suo pensiero.”
Vorremmo tanto indicare a questa mamma uno psicologo “valido”, ma purtroppo sappiamo che tante famiglie si trovano in una situazione analoga difficilmente modificabile. Proprio i bambini nello spettro autistico piú brillanti, quelli che parlano bene con frasi compiute e che hanno buone abilitá nell’autonomia e in altri settori dello sviluppo, da adulti presentano un’ossessivitá esasperata, che spesso si accompagna all’aggressivitá auto ed eterodiretta. I farmaci (in genere neurolettici e SSRI) vengono dati a piene mani, ma di solito peggiorano la situazione. Se si trovasse un approccio biologico che agisse a monte dei sintomi, probabilmente tutti i sintomi ascrivibili al deficit del neurosviluppo migliorerebbero. Ma siamo ben lontani da questo. Ci si accontenterebbe di un rimedio che attutisse anche solo uno dei sintomi piú devastanti. L’ossessivitá, grave e frequente nell’autismo adulto, viene trascurata, é oggetto di ben poca ricerca, mentre meriterebbe grandi investimenti umani ed economici. Qualche iscritto alla lista ha qualche suggerimento da dare alla mamma in questione e alle tante che si trovano in situazioni simili? Grazie e auguri Daniela
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