Ci sono dei limiti pratici e tecnologici di questi dispositivi, anche se possono rivelarsi molto utili, soprattutto in una prima fase (primi minuti, prime ore) di smarrimento: · Portabilità: ancora le dimensioni sono significative, difficile garantire che siano sempre indossati (in tasca, al collo possono essere sfilati e gettati perché provocano fastidio, non vengono accettati) o la borsa dove eventualmente vengono riposti può essere persa, abbandonata · Connessione: i dati di geolocalizzazione (latitudine, longitudine) vengono comunque inviati alla rete telefonica, per cui ci possono essere problemi di campo come qualsiasi cellulare · Durata: la batteria, ovviamente Ad oggi si ha praticamente lo stesso risultato con un cellulare per cui già esistono delle APP di geolocalizzazione che permettono di monitorare il cellulare da internet. La considerazione generale però è che l’utilizzo di questi dispositivi possa abbassare ulteriormente la guardia sulla preparazione e la gestione delle attività adeguate e in sicurezza per il singolo e sposti la bilancia ancora di più verso la gestione dell’emergenza. Da: [email protected] [mailto:[email protected]] Per conto di [email protected] Inviato: sabato 4 luglio 2015 10:45 A: [email protected] Oggetto: R: [autismo-biologia] giovane con autismo che si è perso condivido e sottoscrivo ogni parola ----Messaggio originale---- Da: <mailto:[email protected]> [email protected] Data: 1-lug-2015 13.52 A: "Autismo Biologia"< <mailto:[email protected]> [email protected]>, "Autismo e Scuola"< <mailto:[email protected]> [email protected]> Ogg: [autismo-biologia] giovane con autismo che si è perso Vorrei segnalare queste mie riflessioni Liana Baroni http://www.superando.it/2015/07/01/i-localizzatori-satellitari-fanno-ritrova... --- Questa e-mail è stata controllata per individuare virus con Avast antivirus. https://www.avast.com/antivirus