Segnalo l’articolo Howsmon DP, Kruger U, Melnyk S, James SJ, Hahn J (2017) Classification and adaptive behavior prediction of children with autism spectrum disorder based upon multivariate data analysis of markers of oxidative stress and DNA methylation. PLoS Comput Biol 13(3): e1005385. doi:10.1371/journal.pcbi.1005385 http://journals.plos.org/ploscompbiol/article?id=10.1371/journal.pcbi.100538... Ne ho parlato con Elena Maestrini, docente di genetica all’Universitá di Bologna e insieme abbiamo fatto la presentazione che segue, nella quale abbiamo sottolineato gli elementi di interesse e anche le cautele con cui prendere i dati presentati che, se confermati, costituirebbero un elemento di grande novitá. Gli autori hanno analizzato le concentrazioni di metabolti delle vie del metabolismo dei composti monocarboniosi folato dipendenti e della transulfurazione nel sangue di 83 bambini con diagnosi di spettro autistico e 76 controlli di pari etá (3- 10 anni). Usando metodi di analisi statistica multivariata (che tiene conto cioè di più fattori contemporaneamente) basate sulle concentrazioni di 24 metaboliti, gli autori riescono a classificare nel 97% dei casi i bambini con spettro autistico rispetto al gruppo di controllo. Degno di nota il fatto che i fratelli e sorelle dei bambini con lo spettro autistico presentano valori dei metaboliti intermedi tra i due gruppi, anche se piú vicini ai valori dei controlli. L’interesse di questo studio riguarda la possibilità di utilizzare questo modello basato su un profilo biochimico come biomarcatore per la diagnosi di autismo. Inoltre l’identificazione di questi biomarcatori puo’ facilitare la comprensione della patogenesi dell’autismo e questo crea i presupposti per sviluppare strategie di intervento che, attraverso la normalizzazione di questi biomarcatori, dovrebbero portare ad un miglioramento dei sintomi propri dell’autismo. E’ da sottolineare che questo studio rappresenta solo un risultato preliminare, e presenta, a nostro parere, alcuni punti deboli, tra cui l’aver studiato un gruppo di bambini con diagnosi di spettro autistico da causa non nota, e quindi presumibilmente eterogenea, e di non chiarire in che modo i controlli sono stati appaiati con il gruppo di autismo (apparentemente solo per età). Prima di trarre conclusioni il modello sviluppato da questi autori dovrà essere cross-validato, cioè deve essere valutata la performance del modello in campioni indipendenti Se confermati, i risultati di Howsmon e coll sono promettenti in quanto hanno identificato delle vie metaboliche comuni che li differenziano dai controlli neurotipici. In queste vie metaboliche si dovrebbero identificare dei target sui quali agire farmacologicamente. Questo sará possibile se altri ricercatori si dedicheranno a questo tipo di ricerche con abbondanza di risorse umane e finanziarie. Daniela Mariani Cerati e Elena Maestrini