è perfettamente leggittimo mettere in risalto i problemi personali e di categoria quando si affronta il problema di gestire i nostri figli in presenza del Covid-19. i genitori, e le associazioni che li rappresentano, che hanno i figli a casa privi di supporto scolastico e dei centri di riabiltazione o diurni chiedeono assistenza domiciliare. è l'antitesi dell'isolamento sia per le nostre famiglie che per l'assistente che dovrebbe andare in giro e visitare le abitazioni. è un problema per i genitori. ma sono genitori giovani se hanno figli in età scolastica e di trattamenti . ce la possono fare con un maggiore impegno specialmente se si ha la possibilità di lasciare il lavoro. per questo avrei puntato di più a congedi parentali o sostegni economici invece del domiciliare. poi ci sono i centri residenziali che non hanno nessuna tutela se tutti i decreti finora emanati si preoccupano esclusivamente del personale sia per la loro sicurezza che per la garanzia della continuità lavorativa. nei centri residenziali ci abitano adulti con disabilità, non solo con autismo, e perciò i loro genitori, quando ci sono, sono anziani e non più in condizione di farsi carico dei propri figli. ho rappresentato al Governo il problema della tutela dei centri residenziali denunciando la assenza di ogni provvedimento che garantisca almeno la distribuzione dei presìdi individuali di protezione così come avvene negli ospedali. vi immaginate se in una residenza si verifica un caso di infezione agli operatori che costringe una quarantena ed un isolamento di ognuno? quelle persone con disabilità sarebbero immediatamente lasciati privi di ogni assistenza. è per questo che mi auguro che nel prossimo decreto in uscita oggi ci sia un provvediemnto che equipari le strutture sanitarie residenziali ai presidi ospedalieri. chi ha la responsabilità di una struttura residenziale può capire benissimo il pericolo emergente. giovanni marino