Nell’articolo di Helen Salisbury: Mandatory training on learning disability and autism (BMJ 2025;391:r2422 http://doi.org/10.1136/bmj.r2422 19 November 2025) l’autrice, che è medico di medicina generale (general practitioner) riferisce che in Inghilterra c’è una formazione obbligatoria per il personale sanitario e sociale sulle peculiarità delle persone con disabilità intellettiva e/o autismo, dalle cui perculiarità derivano le modalità su come approcciare queste persone per fare diagnosi e terapia. Per merito di una famiglia che ha perso un figlio adolescente per malpractice è stato redatto un esaustivo codice di buone pratiche (The Oliver McGowan code of practice on statutory learning disability and autism training https://www.gov.uk/government/publications/oliver-mcgowan-code-of-practice/t...) che è stato aggiornato il 18 settembre scorso. E’ inoltre mandatorio frequentare in presenza una formazione che deve essere ripetuta almeno una volta ogni tre anni. La formazione dei medici di medicina generale è considerata una priorità, dal momento che un report del King,s College del 2023 ha riportato quanto segue “Le donne con disabilità intellettiva muoiono in media 23 anni prima rispetto alla popolazione generale e gli uomini 19 anni prima. Una diagnosi di autismo è associata a una riduzione dell'aspettativa di vita di 16 anni. Il 42% di queste morti è considerato evitabile” La conclusione a cui pervengono gli estensori del rapporto (Learning from Lives and Deaths of People with Learning Disability and Autistic People https://mdujournal.themdu.com/issue-archive/spring-2024/leder-learning-from-...) è che ciò che più aiuterebbe a prevenire queste morti sarebbe una migliore formazione degli operatori sanitari e sociali. Daniela Mariani Cerati