L’8 Gennaio 2016 ho presentato su questa lista la Neurobehavioral Unit (NBU) del Kennedy Krieger Institute di Baltimora. Fondata nel 1980, l' Unita' Neurocomportamentale e' una divisione ospedaliera dedicata alla valutazione e al trattamento di bambini e giovani adulti con disabilita' dello sviluppo e disabilita' intellettiva che hanno severi problemi comportamentali. Scrivevo nel 2016 “Mi e' parsa tanto importante questa iniziativa che ne ho tradotto qualche stralcio, sperando che al piu' presto si faccia qualcosa di simile anche in Italia” http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2016-January/001965.html Nel convegno di Bologna del 19 novembre scorso https://www.angsabologna.it/convegno2022/ la Dottoressa Rita Di Sarro, Responsabile del Programma Integrato Disabilità AUSL Bologna, ha presentato l’ambulatorio neuro-comportamentale Paolo Testa, che non solo ha le stesse finalità del servizio di Baltimora, ma che ha fatto tesoro dell’esperienza pluridecennale di Baltimora, dove un gruppo di operatori bolognesi si è recato più volte in modo da iniziare il loro nuovo servizio non da zero, ma sfruttando l’esperienza dell’analogo servizio statunitense. L’ambulatorio è intitolato al compianto psichiatra Paolo Testa, che faceva parte del gruppo che collaborava attivamente con i colleghi di Baltimora, ed è mancato prematuramente. L’équipe dell’ambulatorio neuro-comportamentale è formata da: un medico psichiatra, due psicologi-psicoterapeuti BCBA, due tecnici del comportamento e un’ educatrice assistente AdC. I comportamenti che affrontano sono soprattutto l’aggressività auto ed eterodiretta, cose di cui non si parla volentieri, ma che purtroppo si manifestano con una certa frequenza nei soggetti con disturbi del neurosviluppo e non solo nei bambini, ma anche negli adulti. La gravità dei comportamenti richiede solitamente un trattamento misto: comportamentale e farmacologico. La presenza di un gruppo multidisciplinare fa sì che gli psicofarmaci, spesso necessari per la presenza di comorbilità psichiatriche, vengano dati in modo mirato e al minor dosaggio possibile. La collaborazione con l’intorno sociale, genitori e operatori sociali, è resa più facile dalla telehealth: la possibilità di osservare le situazioni critiche a distanza con i filmati prodotti da genitori e operatori sociali. Questo è un effetto collaterale positivo del Covid, che ci ha abituato a trasmettere dei video a distanza anche col solo telefonino. Ma ascoltiamo direttamente la relazione della Dottoressa Di Sarro, che ora è in rete al link https://www.youtube.com/watch?v=0X9DMOdfqYs&t=933s Daniela Mariani Cerati