La medicina moderna cura il rischio. Persone asintomatiche che hanno un milligrammo di colesterolo o un mm. di mercurio in più rispetto al valore ottimale ricevono attenzioni, cure e monitoraggio da parte dei medici. Se tanto mi dà tanto, quali attenzioni, cure e monitoraggio dovrebbe ricevere chi asintomatico non è, ma anzi ha dei sintomi gravissimi? Andrea ha 20 anni e sta sviluppando comportamenti dirompenti di entità tale che la madre, che lo ha seguito con dedizione e competenza in tutti questi anni, ora si trova in grande difficoltà. Non esce più sola con lui per paura di non essere in grado di gestire i suoi comportamenti. Come altre mamme è diventata un’esperta di educazione speciale e ha messo in atto tutte le strategie comportamentali del caso, ma invano. Le resta l’ultima arma: il farmaco. Per provare, seppure a malincuore, questa strada, va dallo psichiatra. Sentiamola “Saremmo stati disposti se solo avessimo trovato un professionista che si potesse ritenere tale, che ci facesse sentire seguiti, che volesse conoscere e valutare sotto tutti i punti di vista nostro figlio, che ci aiutasse a superare quell'inevitabile "senso di colpa" che sentivamo. Invece le domande che ci rivolgevano erano: volete il risperidone o cos'altro? Siamo ancora a quel punto, ancora con l'angoscia di pensare che forse potremmo aiutare anche lui a stare meglio se solo esistesse una equipe in grado di consigliarci......” A una mamma che spara a zero sul risperidone e sugli psicofarmaci in generale la madre di Andrea risponde “Non voglio assolutamente lanciare un messaggio negativo, i farmaci possono aiutare e molto. Il problema è la mancanza di certezze in merito e l'ulteriore mancanza di professionisti che seguano e verifichino le risposte sul soggetto e che organizzino una terapia cognitivo-comportamentale a supporto”