Sperando di fare cosa gradita, inviamo in allegato informazioni di un'iniziativa della quale siamo venuti a conoscenza. Saluti a tutti! Centro Regionale Autismo Adulti Area Vasta 5 - Asur Marche Via Romagna 7 63074 San Benedetto del Tronto (AP) Recapiti 0735 793643 - 339 2860366 [email protected] ________________________________________ Da: autismo-biologia [[email protected]] per conto di daniela [[email protected]] Inviato: sabato 19 febbraio 2022 17.37 A: [email protected] Oggetto: [autismo-biologia] eterogeneità dei partecipanti alle sperimentazioni cliniche: un grosso problema Eva Loth nell’articolo “Placebo effects and participant heterogeneity in clinical trials of autism spectrum disorder” pubblicato il 10 febbraio scorso su The Lancet Psychiatry, https://urlsand.esvalabs.com/?u=https%3A%2F%2Fwww.thelancet.com%2Fjournals%2... fa alcune considerazioni sul fallimento della sperimentazione del Balovaptan nella quale il farmaco non è risultato più efficace del placebo. https://urlsand.esvalabs.com/?u=https%3A%2F%2Fwww.thelancet.com%2Fjournals%2... Dell’effetto placebo nell’autismo abbiamo già parlato in vari messaggi, tra cui https://urlsand.esvalabs.com/?u=http%3A%2F%2Fautismo33.it%2Fpipermail%2Fauti... Eva Loth si sofferma, oltre che sull’effetto placebo, anche sulla eterogeneità delle persone con diagnosi di autismo e quindi di coloro che partecipano alle sperimentazioni randomizzate controllate. Proprio questa eterogeneità potrebbe essere la causa del mancato affiorare di alcuni partecipanti, che potrebbero avere risposto al farmaco ma, essendo pochi, non inciderebbero sui risultati, i quali rispecchiano le medie dei due gruppi: il farmaco e il placebo In questa, come in altre sperimentazioni, il grande effetto placebo nel gruppo di controllo e la eterogeneità dei partecipanti allo studio potrebbero essere stati i punti deboli della sperimentazione. Se ci fosse stato qualche effetto benefico del farmaco in un sottogruppo di partecipanti, questo sarebbe stato diluito se non addirittura mascherato dal placebo. Per misurare l’efficacia del balovaptan la densità del recettore V1 sarebbe un candidato plausibile. Un legando per misurare la densità del recettore tramite la PET rimane però elusivo a causa delle difficoltà nell’attraversare la barriera emato-encefalica. Data l’eterogeneità biologica dell’autismo, il mancato raggiungimento dell’effetto di un farmaco in una sperimentazione disegnata per una popolazione accomunata soltanto da una diagnosi generica di autismo non sorprende. L’assunto fondamentale della medicina di precisione è che caratteristiche comportamentali definite con criteri molto larghi potrebbero risultare da fattori biologici diversi in individui diversi e il farmaco potrebbe migliorare i sintomi comportamentali correlati soltanto con alcuni dei fattori biologici. Per questi motivi non potremmo inferire se un farmaco fosse stato efficace in una particolare persona con autismo dagli effetti medi dell’intero gruppo. Per il balovaptan Jacob e colleghi propongono di esaminare il genotipo del recettore V1 come marcatore per la stratificazione. Questo è un candidato plausibile per vari motivi: è stato associato con l’autismo, ha mostrato di influenzare i profili di espressione del recettore nei topi e il genotipo puo’ modulare gli effetti del trattamento nell’autismo. Una migliore comprensione degli effetti additivi e interattivi dei fattori biologici, psicologici e sociali sui risultati delle sperimentazioni cliniche potrebbe aiutare a generare ipotesi riguardanti la genesi dei diversi sintomi e portare ad una maggiore complessità dei disegni dei futuri trials clinici Daniela Mariani Cerati _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale. https://urlsand.esvalabs.com/?u=http%3A%2F%2Fwww.apriautismo.it&e=5f973400&h... Per cancellarsi inviare un messaggio a: [email protected]