Grazie, molto interessante. Sono, personalmente, convinta, che l'autismo sia nel corpo. Pertanto, spesso i medicinali sono un rimedio più pratico ma meno naturale.
Il problema non é se usare medicinali o rimedi naturali. Il vero problema é capire quando é il caso di fare esami per evidenziare eventuali disfunzioni biologiche correggibili. Nel caso oggetto della pubblicazione numerosi psichiatri avevano visto il giovane e nessuno aveva sentito il bisogno di fare degli esami o di chiedere una consulenza endocrinologica. Avevano verosimilmente ipotizzato un bipolarismo e prescritto tout court il pregabalin o la carbamazepina come stabilizzanti del tono dell’umore, con risultati disastrosi. L’ ipotesi della disfunzione metabolica é stata non di un medico, ma del padre del ragazzo, che, dopo molte ricerche, é stato preso in considerazione dal Professor Andrea Fabbri, il quale ha rilevato due disfunzioni metaboliche, entrambe correggibili: una deficienza di vitamina D e un alterato rapporto omega6/omega3. Correggere un difetto metabolico fa parte della pratica clinica corrente, non della ricerca. Ció che fa parte della ricerca é verificare se la correzione del doppio squilibrio metabolico porti o no a miglioramenti nel comportamento e, nel nostro caso, alla scomparsa delle crisi cicliche. La vitamina D é nota per il suo ruolo sulla funzione ossea, e questa é medicina corrente, mentre il suo ruolo per le funzioni psichiche, e in particolare per una correlazione tra correzione di carenze e miglioramento di sintomi psichici é, allo stato attuale, una promettente ipotesi di ricerca. http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-October/003202.html L’equilibrio nel rapporto tra acidi grassi omega-6 e omega-3 è necessario per la normale crescita e lo sviluppo, la prevenzione e il trattamento dell’obesità e le sue patologie concomitanti, tra cui il diabete, le malattie cardiovascolari e il cancro. E’ pertanto doveroso correggere questi squilibri con terapie sostitutive per prevenire le malattie di cui sopra. Non era invece scontato che la correzione degli squilibri metabolici portasse a miglioramenti in ambito comportamentale. Questa é la bella notizia e il motivo per il quale é bene che il caso sia stato pubblicato, nella speranza che esso sia il punto di partenza per future sperimentazioni su vasta scala. Daniela Mariani Cerati