http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/03/01/news/pisa_presunti_maltratta...
Sul caso specifico di Pisa sta lavorando la magistratura e la lasciamo lavorare. Io vorrei spostare l’attenzione sui fattori che favoriscono comportamenti intollerabili da parte degli operatori dell’assistenza ai disabili mentali gravi e alle persone con disturbi dello spettro autistico. Nella disabilitá mentale grave e nell'autismo si devono prevedere momenti di aggressivitá e si devono preparare gli operatori a gestirla con tecniche che rispettino sia l’utente che l’operatore. Se gli operatori non sono preparati, rischiano di perdere la testa loro stessi e di diventare a loro volta violenti. Angela Ottaviani, che lavora in una scuola speciale in Inghilterra, diceva che, quando un ragazzo presenta aggressivitá, ci sono degli operatori che hanno fatto un addestramento ad hoc che si dedicano al ragazzo in crisi, mentre gli altri si dedicano agli altri ragazzi. Credo che preparare gli operatori a queste evenienze dovrebbe essere un compito del Servizio Sanitario Nazionale che dovrebbe fornire questo tipo di preparazione teorica e pratica a tutti gli operatori che lavorano con soggetti a rischio, rischio che é comune a tante patologie. L’associazione di psicopedagogisti Pane e cioccolata di Bologna organizza periodicamente dei corsi pratici secondo l’approccio team teach che vengono tenuti in una palestra dove il docente fa simulazioni della persona in crisi e i partecipanti lo devono gestire secondo regole ben precise http://www.paneecioccolata.com/home/concluse/133-team-teach.html Dunque i comportamenti dirompenti devono essere previsti e gestiti correttamente, mentre a volte sembra che un comportamento indesiderato comunissimo sia il primo nella storia. A questo segue una reazione casuale da parte del personale, che puo’ essere il punto di partenza a cui seguono azioni violente e contenzioni incongrue. Daniela Mariani Cerati