aggiungo l'articolo datato 2019 in cui si apriva la strada a questi studi: https://news.harvard.edu/gazette/story/2019/06/broad-institute-researchers-d... The advance could change the way researchers study neuropsychiatric diseases and test the effectiveness of drugs. e un commento pubblicato su Spectrum https://www.spectrumnews.org/news/three-autism-linked-genes-converge-on-twea... Il giorno sab 5 feb 2022 alle ore 17:47 daniela <[email protected]> ha scritto:
Su questa lista abbiamo più volte parlato delle potenzialità di ricerca delle cellule staminali indotte e riprogrammate
http://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-November/003244.html
Ora è uscito un lavoro che, utilizzando questa metodica, ha ottenuto dei risultati molto interessanti che riguardano le alterazioni dello sviluppo della corteccia cerebrale in tre condizioni monogeniche associate all’autismo: le mutazione dei geni SUV420H1 (noto anche come KMT5B), ARID1B and CHD8.
Paulsen, B., Velasco, S., Kedaigle, A.J. et al. Autism genes converge on asynchronous development of shared neuron classes. Nature (2022). https://doi.org/10.1038/s41586-021-04358-6
Gli autori hanno utilizzato modelli organoidi della corteccia cerebrale umana per identificare le anomalie dello sviluppo risultanti dalla aploinsufficienza dei tre geni sopra menzionati in diverse linee cellulari per identificarne le convergenze fenotipiche. Ognuna di queste mutazioni causa uno sviluppo asincrono di due importanti linee corticali neuronali: i neuroni che rilasciano acido gamma amino butirrico (GABAergici) e i neuroni eccitatori dello strato profondo. Benchè questi fenotipi siano simili, la loro espressività è influenzata dal contesto genomico individuale Le tecniche di imaging degli organoidi mostrano che, quando lo sviluppo dei neuroni contenenti le mutazioni avviene in tempi diversi da quelli dei neuroni senza le mutazioni, tale sviluppo asincrono è seguito da anomalie dell’attività dei circuiti cerebrali.
Questa ricerca ha messo in evidenza il fatto che alcune anomalie di sviluppo sono condivise da più geni di rischio e sono finemente modulate dal contesto genomico, trovando convergenza nella base neurobiologica con la quale diversi geni di rischio contribuiscono alla genesi dell’autismo.
Anche se un’applicazione terapeutica è ancora lontana, l’aver trovato delle caratteristiche condivise puo’ indicare target comuni per interventi terapeutici ad ampio spettro, indipendenti dall’origine genetica.
Questi risultati incoraggiano future ricerche di approcci terapeutici finalizzati alla modulazione di disfunzioni cerebrali condivise da condizioni a diversa eziologia.
La tecnica utilizzata per questa ricerca, che consiste nell’utilizzo di cellule staminali indotte provenienti da individui non autistici, nelle quali si produce una singola mutazione al fine di simulare in vitro lo sviluppo della corteccia cerebrale in vivo, si presta a studiare le tante condizioni monogeniche che stanno emergendo via via che si progredisce nella conoscenza della genetica dell’autismo e che un numero maggiore di bambini si sottopone all’esame genetico.
Daniela Mariani Cerati
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] Autismo-biologia e' una lista di discussione promossa dall' A.P.R.I., Associazione Cimadori per la ricerca italiana sulla sindrome di Down, l'autismo e il danno cerebrale. www.apriautismo.it
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