Già nel maggio 2018 abbiamo parlato del possibile ruolo di disfunzioni mitocondriali nella genesi dell’autismo https://autismo33.it/pipermail/autismo-biologia/2018-May/002968.html Un articolo comparso recentemente sulla rivista “Molecular Psychiatry” porta ulteriori elementi a favore di questa ipotesi analizzando il fenotipo, di cui fanno parte autismo e disabilità intellettiva, di una malattia rara monogenetica: l’acidemia proprionica (PA). Ha letto per noi l’articolo e ne ha dato un resoconto il Professor Giorgio Lenaz, che ringrazio a nome di tutti gli iscritti “Disabilità intellettiva e autismo nella acidemia propionica: implicazione di alterata biologia mitocondriale Shchelochkov OA, Farmer CA, Chlebowski C, Adedipe D, Ferry S, Manoli I, Pass A, McCoy S, Van Ryzin C, Sloan J, Thurm A, Venditti CP. Mol Psychiatry. 2024 Jan 11. doi: 10.1038/s41380-023-02385-5. Online ahead of print L’acidemia propionica (PA) è una malattia autosomica recessiva causata da varianti patologiche delle due subunità della propionil-Coenzima A carbossilasi (PCC), che è un enzima mitocondriale implicato nel metabolismo di alcuni aminoacidi. La malattia causa l’accumulo di alcuni prodotti tossici che alterano la funzione mitocondriale. Nelle forme gravi si verificano severe alterazioni nervose, cardiopatia e nefropatia, mentre nelle forme meno gravi si manifesta una disabilità intellettiva (ID) con sintomi di disordini dello spettro autistico (Autism Spectrum Disorder: ASD); l’insorgenza di ASD è piuttosto comune ed è di solito accompagnata da ritardo intellettivo. Sono stati compiuti alcuni tentativi di collegare ASD e ritardo intellettivo a specifici fattori biochimici, come i composti tossici che si accumulano nel sangue e nelle urine, ma senza risultati conclusivi. Recentemente sono stati identificati come possibili biomarcatori della PA due proteine della classe dei fattori di crescita, interessate anche alla funzione mitocondriale, FGF-21 e GDF-15. Lo studio qui riportato utilizza una coorte di soggetti affetti da PA, già ben caratterizzati fenotipicamente in un vasto studio precedente, allo scopo di correlare parametri biochimici e neurocomportamentali per ottenere ulteriori informazioni sugli aspetti ID e ASD di questa patologia. Su 33 partecipanti, 20 erano affetti da ID e 12 hanno ricevuto una diagnosi di ASD; tra questi ultimi, 9 su 12 avevano anche ID. E’ stata riscontrata una correlazione positiva tra gravità dei sintomi neurocomportamentali e alcuni parametri biochimici, tra cui il livello di metaboliti dell’acido propionico che si accumulano a causa della mutazione, e i fattori proteici FGF-21 e GDF-15 sopra citati; invece diminuivano i livelli di glutammina, forse utilizzata allo scopo di ripristinare il ciclo di Krebs alterato. Secondo gli Autori il tutto fa ipotizzare una disfunzione mitocondriale; tale disfunzione è correlata alla diagnosi di ASD, ma appare dovuta a fattori specifici di questa malattia (PA). Tuttavia gli Autori stessi ipotizzano che i loro risultati si aggiungano ad altri dati della letteratura che propongono per la patogenesi di ASD una disfunzione mitocondriale. In altre parole, un danno alla funzione mitocondriale, comunque provocato, può essere alla base durante lo sviluppo dei danni neurocomportamentali della ASD” Daniela MC