Il 6 novembre scorso è stato pubblicato il seguente articolo Vanwong N, Ngamsamut N, Nuntamool N, Hongkaew Y, Sukprasong R, Puangpetch A, Limsila P and Sukasem C (2020) Risperidone-Induced Obesity in Children and Adolescents With Autism Spectrum Disorder: Genetic and Clinical Risk Factors. Front. Pharmacol. 11:565074. doi: 10.3389/fphar.2020.565074 Gli autori hanno indagato alcuni fattori di rischio di uno dei tanti effetti indesiderati del Risperidone, l’obesità, nei bambini e negli adolescenti con autismo in trattamento con questo farmaco. A tal fine hanno esaminato un campione di 134 minori di età compresa fra 3 e 18 anni e di età mediana di 10 anni. L’ipotesi di partenza era che tra i fattori di rischio per la comparsa di obesità ci fossero fattori endogeni ed esogeni. Come fattori endogeni hanno indagato il polimorfismo di alcuni geni (HTR2C -759C>T, ABCB1 1236C>T, ABCB1 2677G>T/A, e ABCB1 3435C>T) Il solo fattore risultato statisticamente significativo per la comparsa di sovrappeso e obesità è stato la durata del trattamento con Risperidone, che nel campione studiato era mediamente di 55.45 mesi (32.08–79.14) nel gruppo dei normopeso e di 68.57 mesi (59.92–93.83) nel gruppo dei sovrappeso e obesi. A margine di questo articolo faccio alcune considerazioni. Quando ho commentato l’articolo “ Hyman SL, Levy SE, Myers SM, AAP COUNCIL ON CHILDREN WITH DISABILITIES, SECTION ON DEVELOPMENTAL AND BEHAVIORAL PEDIATRICS. Identification, Evaluation, and Management of Children With Autism Spectrum Disorder. Pediatrics. 2020;145(1):e20193447” http://www.pernoiautistici.com/wp-content/uploads/2020/01/Psicofarmaci-e-aut... pensavo che l’uso disinvolto di psicofarmaci nei minori, in mono o in politerapia, fosse una prerogativa soprattutto dell’America. La ricerca sopra commentata è stata fatta in Tailandia e da questa risulta che già a partire dai tre anni di età ai bambini con autismo viene prescritto il Risperidone e che nella metà del campione esso è associato ad altri psicofarmaci, in particolare Aripiprazolo, Difenidramina, metilfenidato, Fluoxetina, acido folico, Atomoxetina, Sertraline e Topiramato. E’ verosimile che l’abitudine di prescrivere psicofarmaci gravati da tanti effetti indesiderati nel presente e nel futuro, particolarmente pericolosi soprattutto se iniziati in tenera età, sia generalizzata a tutte le latitudini e longitudini. Le linee guida dicono che il Risperidone è indicato quando l’approccio abilitativo personalizzato è reso impossibile dall’agitazione e dai comportamenti dirompenti e che, comunque, il trattamento deve essere fatto per periodi brevi. Ovunque si constata che c’è un grande divario tra la pratica clinica e le indicazioni delle linee guida. Da questa constatazione si dovrebbero trarre insegnamenti per il presente e per il futuro. Nel presente si dovrebbe valutare per ogni caso se davvero non ci sono alternative di tipo educativo/abilitativo al farmaco e per il futuro bisognerebbe fare molta più ricerca volta a scoprire i fattori patogenetici dei sintomi propri dell’autismo e dei sintomi associati, per arrivare a terapie più mirate e meno gravate da effetti indesiderati, tra cui appunto il sovrappeso e l’obesità. Daniela MC