----- Il 28-set-17, alle 17:49, Antonella Costantino [email protected] ha scritto:
Nell’ambito della riorganizzazione della sanità veneta, le nuove linee guida per gli atti aziendali hanno declassato tutte le unità operative complesse di NPIA in unità operative semplici che afferiscono a una unità operativa complessa psicosociale (denominata infanzia, adolescenza e famiglia, UOIAF).
Si tratta di una scelta molto grave , sia sul piano culturale che sul piano dell’appropriatezza delle risposte
Nelle Unitá operative di Neuropsichiatria Infantile si dovrebbe fare non solo assistenza e terapia, ma anche ricerca, sia biologica che abilitativa, o comunque partecipare a sperimentazioni policentriche che partono da qualificati centri di ricerca, come sta avvenendo per il Drexel Autism Institute di Filadelfia. Questo Istituto ha ricevuto un finanziamento di 11 milioni di dollari per uno studio prospettico sugli esiti a lungo termine degli interventi precocissimi, che coinvolgerá 8000 bambini. Queste collaborazioni, e ancor piú la partecipazione a ricerche di tipo biologico, difficilmente avverranno in dipartimenti a connotazione sociale. E’ quindi imperativo mantenere una connotazione medica alla presa in carico dei bambini con disturbi dello spettro autistico. Per approfondire il progetto di ricerca sopra menzionato rimando al comunicato A.J. Drexel Autism Institute Researcher Awarded $11 Million Grant to Investigate Early Intervention Efforts http://drexel.edu/now/archive/2017/September/Drexel-Awarded-ACE-Grant/