Le mutazioni eterozigoti de novo del gene TCF4 causano una forma di autismo associata a disabilità intellettiva e dismorfismi facciali. Si tratta di una delle tante mutazioni che, da sola, è causa di un complesso di sintomi di cui l’autismo fa parte, in questo caso del complesso di sintomi noto come sindrome di Pitt-Hopkins. La prevalenza della sindrome di Pitt-Hopkins è di 1-9 / 1 000 000 https://www.orpha.net/consor/cgi-bin/Disease_Search.php?lng=EN&data_id=2624 Si tratta dunque di una mutazione estremamente rara. Nonostante l’estrema rarità, è stato possibile fare una ricerca molto approfondita su 4 pazienti portatori della mutazione, confrontati con i loro padri (si è fatta la scelta di studiare solo i maschi per ridurre al minimo l’eterogeneità) e su una paziente deceduta per cause indipendenti dalla sindrome. Lo studio è stato fatto con la metodologia delle cellule staminali indotte e riprogrammate a neuroni. Questo ha permesso di rilevare le tappe nelle quali le traiettorie di sviluppo dei probandi differivano dai controlli e di correggerle, in laboratorio, a vari livelli. Il tutto naturalmente come premessa per passare alla sperimentazione sui probandi. Questo è stato reso possibile dalla esistenza di una Fondazione dedicata, la Pitt Hopkins Research Foundation, che tiene un registro dei portatori della sindrome, che costituisce la base, naturalmente volontaria, per la ricerca scientifica. Il lavoro (Papes, F., Camargo, A.P., de Souza, J.S. et al. Transcription Factor 4 loss-of-function is associated with deficits in progenitor proliferation and cortical neuron content. Nat Commun 13, 2387 (2022). https://doi.org/10.1038/s41467-022-29942-w), pubblicato il 2 maggio scorso, si puo’ leggere integralmente al link https://www.nature.com/articles/s41467-022-29942-w#Sec13 Ogni giorno si scoprono nuove mutazioni responsabili dell’autismo. Come sta scritto nell’articolo “The unifactorial genetic nature of PTHS offers a unique opportunity to dissect the underlying pathological molecular mechanisms and characterize the cellular abnormalities resulting from TCF4 loss-of-function” Sarebbe auspicabile che per ognuna di queste mutazioni si creasse una Fondazione per la ricerca specifica per quella mutazione, cosa resa oggi possibile da Internet e dalla possibilità di fare scambi di materiale biologico a livello internazionale. Daniela Mariani Cerati