Carissima Daniela Mariani Cerati è mia moglie, medico. cordiali saluti Carlo il nostro tel è 051226640 Il giorno 10 giugno 2010 20.50, [email protected] <[email protected]>ha scritto:
Carissima, desidererei avere un suo recapito telefonico. grazie eleonora daniele
----Messaggio originale---- Da: [email protected] Data: 10-giu-2010 19.50
A: <[email protected]> Ogg: [autismo-biologia] Genetics: The roots of autism (AOP)
--- *Lun 7/6/10, roberto satolli <[email protected]>* ha scritto:
Da: roberto satolli <[email protected]> Oggetto: Re: [autismo-biologia] Adult Autism Strategy consultation A: [email protected] Data: Lunedì 7 giugno 2010, 10:16
Carissimi, se non lo avete ancora visto vi segnalo un paper su Nature a proposito della genetica dell'autismo. Ecco il press release di Nature:
*Genetics: The roots of autism (AOP)*
*DOI: 10.1038/nature09146*
Ed ecco l’eco di questo lavoro su ANSA
Noi ci onoriamo di avere Elena Maestrini tra i componenti della nostra lista.
Chiedo pertanto a Elena: i giornalisti di ANSA hanno recepito correttamente il vostro messaggio?
(ANSA) - ROMA, 9 GIU - Ha cominciato a prendere forma il complicato puzzle di geni difettosi responsabili dell'autismo: sono molti e nella gran parte dei casi non basta solo uno di loro per scatenare la malattia. Ma c'e' di piu': alcuni dei geni difettosi scoperti servono a far parlare i neuroni tra loro, infatti hanno un ruolo chiave nella formazione dei ponti di comunicazione tra neuroni, le sinapsi. Cio' lascia ipotizzare che dietro l'autismo si nasconda anche un problema di comunicazione tra neuroni. E' la scoperta messa a segno dal 'Progetto Genoma Autismo' lanciato nel 2002 dal Consorzio di studio sull'Autismo, 120 scienziati di tutto il mondo tra cui per l'Italia il gruppo di Elena Maestrini dell'Universita' di Bologna. Gli esperti hanno analizzato il Dna di migliaia di individui sani e autistici alla ricerca di geni implicati nella malattia. Annunciato sulla rivista Nature, il lavoro aiuta a capire i meccanismi molecolari nascosti dietro la malattia e in futuro potrebbe migliorare le capacita' diagnostiche e terapeutiche e magari anche portare a un test predittivo del rischio di concepire un figlio autistico. ''Tra i geni coinvolti nell'autismo trovati in questo studio - precisa Maestrini intervistata dall'ANSA - ve ne sono anche alcuni (come 'SHANK2' e 'SHANK3') che anche da soli sono sufficienti a scatenare la malattia; quindi una piccola percentuale di casi di autismo e' causata da un singolo gene difettoso''. Cio' e' importante perche' vuol dire che studiando in modo particolare questi geni che gia' da soli scatenano la malattia si accellerera' il viaggio alla scoperta delle radici della malattia. L'autismo colpisce sei bimbi su 1000. I malati hanno difficolta' di relazione e di empatia, ovvero la capacita' di capire emozioni, stati d'animo e intenzioni altrui. La malattia e' molto complessa, ha piu' volti (ci sono diverse sfumature di gravita') e non e' riconducibile ad una sola causa, ma piu' propriamente dipende dalla complicita' di molti geni e forse anche di fattori ambientali. I ricercatori hanno cercato di ricomporre il puzzle di geni coinvolti nella genesi della malattia confrontando il genoma di 2300 persone (1000 autistici e 1300 individui sani) con una tecnica di analisi del Dna ad 'alta definizione', ovvero capace di mettere a fuoco anche minime variazioni nel Dna (una risoluzione cento volte maggiore di quella usata nel precedente lavoro del Consorzio). ''Questa volta - spiega Maestrini - grazie alle tecnologie di analisi del Dna che si fanno sempre piu' sofisticate, siamo riusciti a esaminare un milione di punti del genoma, mentre prima ne avevano esaminati solo 10 mila''. ''In particolare - precisa Maestrini - in questo studio abbiamo preso in esame le mutazioni cosiddette 'CNV', ovvero mutazioni caratterizzate dall'assenza o dalla duplicazione di piccoli pezzetti di Dna che interferiscono con la sequenza di un gene distruggendola''. Ne e' emerso un quadro davvero complesso: i CNV legati all'autismo sono molti, tutti rari, (ciascuno e' presente in meno di un individuo su 100), il che rende difficile comprendere il loro ruolo nella malattia e richiede l'analisi di un numero molto alto di pazienti. Ma la caccia ai geni dell'autismo e' tutt'altro che conclusa: ''il lavoro del consorzio va avanti - continua Maestrini - il progetto e' arruolare diverse migliaia di nuovi pazienti ed anche, quando le tecniche lo permetteranno, di arrivare a scrivere la sequenza completa del genoma di piu' pazienti''. Inoltre, conclude, si studieranno i geni ora scovati per vedere il loro meccanismo d'azione e risalire ai meccanismi molecolari e cellulari dell'autismo. Intanto ci sono indizi forti del fatto che sicuramente nella malattia e' implicato un malfunzionamento delle sinapsi che interferisce con la comunicazione tra neuroni.(ANSA).
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