Ho letto un interessante aricolo su La Lettura, inserto del Corriere della Sera disponibile in edicola, su come il contesto sociale influenza i processi biologici. Si tratta di un articolo di carattere generale rivolto sopratutto alla ricerca di fattori che influenzano l'invecchiamento ma che offre molti sopunrti per la patologia autistica. Da quando è diventto sempre più evidente che l'incidenza dell'autismo cresce velocemente sentiamo dire che c'è un autismo genetico ( pensando a fattori ereditari ) ed un autismo indotto da fattori ambientali che evidentemente diventano sempre più ostili se si registrano aumenti percentuali così significativi. E' una definizione sbagliata perchè quando si parta di fattori ambientali si deve prima di tutto definire l'ambiente. Dice l'articolo: Nello sviluppo del ciclo vitale di un individuo ( cellule germinali- embrione- feto -giovane-adulto- senescente ) le celule , i tessuti e gli organi sono esposti a diversi ambienti. Per ambiente si intendono l'ambiente ovarico e/o il testicolo per le cellule germinali; l'organismo materno per l'embrione; l'acqua , l'aria , la famiglia , la scuola , la condizione sociale , il grado di benessere , ecc ecc per l'indivituo nato. L'ambiente è perciò in grado di influenzare molto i processi biologici tanto che si può dimostrare che " il sociale " si incarna nel biologico e si trasmette da una generazione all'altra. In estrema sintesi bisognarebbe correggere molte delle " stereotipie " ( per restare nel tema) che si sviluppano intorno all'autismo. - non è vero che esiste una causa genetica ed una ambientale: E' tutta una unica causa genetica - non può essere vero che l'autismo sia constantemente diffuso senza distinzione di contesto sociale come educazione ; istruzione; prosperità economica e perfino libertà, tanto per fare degli esempi. Molto importante sarebbe perciò uno studio epidemiologico capace di approfondire questi concetti così come avviare ricerche sullo sviluppo delle cellule germinali nelle prime fasi embrionali / fetali in relazione ai disordini nutrizionali e agli effetti negativi che direttamente o indirettamente vengono da questii esercitati sul metabolismo della cellula uovo e sui processi citologici a cui va incontro dopo la fecondazione. Ho citato pezzi dell'articolo che sono molto interessanti nel processo della conoscenza della patologia autistica che a mio parere soffre ancora per una insufficiente capacità multidisciplinare in quanto gli esperti professionisti si occupano prevelentemente di servizi ed offerte di prestazioni. Aumentare la conoscenza obbliga coinvolgere nuove discipline scientifiche. giovanni marino