Larticolo di Le scienze fa un resoconto chiaro e fedele dellarticolo citato Le Scienze del 28-02-2014 Perché l'autismo è più diffuso tra i maschi E' noto da tempo che i disturbi dello spettro autistico, caratterizzati da comportamento anomalo nelle relazioni sociali, disturbi della comunicazione e comportamenti stereotipato, colpiscono con più frequenza i maschi delle femmine. Un ampio studio pubblicato sulla rivista American Journal of Human Genetics ha dimostrato ora che i sintomi dell'autismo si manifestano nel sesso femminile in presenza di mutazioni genetiche più gravi di quelle che invece caratterizzano la comparsa della patologia neil sesso maschile. Questo è il primo studio che dimostra in modo convincente la differenza genetica tra uomini e donne rispetto alle manifestazioni cliniche di questo deficit del neurosviluppo, ha spiegato Sébastien Jacquemont, dell'Ospedale universitario di Losanna, primo autore dell'articolo. Il risultato indica che, a parità di mutazioni genetiche, esistono diversi livelli di suscettibilità alla malattia e che le donne sembrano avere un chiaro vantaggio. Le statistiche epidemiologiche hanno evidenziato da tempo una differenza di genere in vari disturbi dello sviluppo neurologico, tra cui i disturbi dello spettro autistico, il ritardo mentale e il disturbo da deficit di attenzione e iperattività. Alcuni studiosi hanno spiegato il fenomeno con un bias sociale, cioè una distorsione delle valutazioni cliniche indotta dal pregiudizio, che porterebbe a un eccesso di diagnosi nei soggetti maschi. Altre ricerche, invece, ne hanno individuato la causa in una differenza di suscettibilità alla malattia a livello genetico, senza però arrivare a conclusioni esaurienti. In quest'ultimo studio, Jacquemont e colleghi hanno analizzato campioni di DNA raccolti in circa 16.000 soggetti con disturbi del neurosviluppo e in circa 800 famiglie in cui almeno un membro è autistico. I ricercatori hanno conteggiato due specifiche mutazioni genetiche che hanno influenza sul neurosviluppo: le variazioni nel numero di copie di interi geni, e le variazioni di singolo nucleotide, cioè mutazioni che riguardano i singoli nucleotidi, "anelli" che costituiscono la catena del DNA. E' così stato possibile evidenziare le differenze di genere a livello genetico: per quanto riguarda in generale i disturbi del neurosviluppo, nella popolazione femminile colpita sono presenti molte più variazioni nel numero di copie rispetto alla popolazione maschile, mentre nel caso specifico dei disturbi dello spettro autistico le femmine hanno rispetto ai maschi più variazioni di singolo nucleotide. Questi risultati vengono interpretati ipotizzando che il cervello femminile richieda un maggior numero di alterazioni genetiche rispetto ai maschi per produrre i disturbi del neurosviluppo. Complessivamente, a parità di mutazioni in grado d'influenzare lo sviluppo cerebrale, il cervello delle femmine funziona molto meglio, ha concluso Jacquemont. Le nostre conclusioni potrebbero portare all'elaborazione di approcci più raffinati per lo screening diagnostico dei disturbi del neurosviluppo.
Il 23 luglio 2009 lâUfficio Stampa del Campus Biomedico di Roma aveva emanato il seguente comunicato stampa  NEUROSCIENZE, RICERCA UCBM: PREDISPOSIZIONE GENETICA E FATTORI ORMONALI ALLA BASE DELLE DIFFERENZE NELLâINSORGENZA DELLâAUTISMO E DELLA SCHIZOFRENIA TRA MASCHI E FEMMINE
à lâinterazione tra predisposizione genetica e alcuni fattori ormonali la risposta al perché lâautismo si manifesta con frequenza quattro volte maggiore nei maschi e allâinsorgenza più tardiva della schizofrenia nelle donne, che a differenza degli uomini tendono a mostrare un secondo picco di incidenza in coincidenza con la menopausa. Lo dicono i risultati di una ricerca pubblicata sulle pagine online del periodico scientifico Neurobiology of Disease e che verrà inserita nel numero cartaceo di ottobre della rivista.
Lo studio, realizzato dai ricercatori del Laboratorio di Neuroscienze dello Sviluppo dellâUniversità Campus Bio-Medico di Roma, diretto dal Prof. Flavio Keller, in collaborazione con lâEBRI-Fondazione Santa Lucia di Roma, il Dipartimento di Farmacologia ed Endocrinologia dellâUniversità di Milano, il Centro di Neuroscienze dellâUniversità di Torino e lâIstituto Cajal di Madrid, ha dimostrato che occorre fare attenzione alla differente esposizione del sistema nervoso centrale ad alcuni ormoni sessuali nei periodi fetale e perinatale, durante i quali si sviluppano i circuiti nervosi.
In particolare, operando in laboratorio su modello animale, si è studiata una mutazione genetica che interferisce con la funzione della relina, una proteina che coordina lo sviluppo e la plasticità dei circuiti nervosi e che è implicata sia nella schizofrenia che nellâautismo. I test hanno mostrato che la mutazione del gene della relina produce la perdita di cellule nervose del cervelletto solo per il genere maschile, che è anche lâunico ad aver evidenziato un alterato profilo di neurosteroidi (ormoni estradiolo e testosterone).
Gli scienziati hanno riscontrato che una singola applicazione di estradiolo, il principale ormone sessuale femminile, facendo aumentare la produzione di relina, blocca la perdita di cellule nervose nel cervelletto nei soggetti maschi portatori della mutazione.
Questi esperimenti, oltre a fornire una potenziale base neurobiologica per le differenze tra uomo e donna nelle manifestazioni cliniche dellâautismo e della schizofrenia, suggeriscono anche nuove vie per un potenziale trattamento preventivo di tali disturbi.
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19595767?ordinalpos=1&itool=EntrezSystem2...
Uno studio pubblicato ieri su AJHG ha precisato in cosa consiste la predisposizione genetica.  Nelle femmine affette câè un eccesso di CNVs autosomiche deleterie (an excess of deleterious autosomal copy-number variants (CNVs) in females compared to males (odds ratio [OR] = 1.46, p = 8 à 10â10) in a cohort of 15,585 probands ascertained for NDs)  e un eccesso di mutazioni (an excess of private deleterious single-nucleotide variants (SNVs) in female compared to male probands (OR = 1.34, p = 0.03).) These results strongly suggest that females have an increased etiological burden unlinked to rare deleterious variants on the X chromosome. Questi risultati suggeriscono che le femmine, per essere sintomatiche per autismo,  devono avere un maggior numero di alterazioni genetiche, non legate a varianti rare deleterie sul cromosoma X. Lâipotesi di alterazioni del cromosoma X sembrava la più ovvia dopo lâevidenziazione della marcata prevalenza di maschi, ma nellâautismo non câè nulla di ovvio. Tutto è complesso e tutto contraddice le ipotesi che sembrerebbero più ovvie.  Lâarticolo originale è: Jacquemont S. ar al,A higher mutational burden in females supports a 'female protective model' in neurodevelopmental disorders, The American Journal of Human Genetics, 27 February 2014 doi:10.1016/j.ajhg.2014.02.001  http://www.cell.com/AJHG/abstract/S0002-9297%2814%2900059-7  Un resoconto in italiano dal titolo âAutismo. I maschi i più colpiti. Il meccanismo genetico potrebbe aprire nuove strategie diagnosticheâ si trova al link http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=19... Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
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