Un professore di neuropsichiatria infantile, mancato nel 1994, ad un convegno sull’autismo sosteneva che la parte psicotica della madre provocava la patologia del figlio, dando per scontato che una parte psicotica dovesse esistere in tutte le madri di figli con autismo. Poi precisava “questo vale quando gli esami anatomici e biochimici sono nella norma” Ma cosa significa trovare esami nella norma alla data XY? Diceva il Professor Franco Corsini, ad un convegno del maggio 1990, che aveva per tema la disabilitá mentale “Nonostante le indagini di ogni tipo risultino negative, è peró logico supporre che tale negativitá sia dovuta essenzialmente ai nostri odierni limiti di conoscenza e di tecnica: la storia della medicina è tutta formata di lacune colmate, di dimostrazioni di eziologie prima sconosciute, di nuove indagini capaci di rilevare ció che in precedenza era invisibile” Leggendo l’articolo di Alessandra Bolotta e colleghi (Oxidative Stress in Autistic Children Alters Erythrocyte Shape in the Absence of Quantitative Protein Alterations and of Loss of Membrane Phospholipid Asymmetry) si vede come la profezia di Franco Corsini si stia avverando. Il gruppo di ricerca, guidato da Marina Marini, conducendo indagini biochimiche molto piú approfondite di quanto si sia fatto sino ad ora, ha rilevato ancora una volta importanti positività nell’ambito dei segni biochimici di stress ossidativo. Significative, in particolare, le alterazioni morfologiche gravissime degli eritrociti e straordinario il riscontro, evidente a tutti perché letteralmente visivo, di come esse spariscano con un trattamento in vitro con antiossidanti (aprite l'articolo se non fosse altro per vedere queste straordinarie immagini!). Da qui alcune promettenti ipotesi di ricerca e di suggerimenti di sperimentazioni terapeutiche innovative: alterazioni analoghe a quelle degli eritrociti si verificano anche negli inaccessibili neuroni? Il trattamento con antiossidanti potrebbe agire anche sui neuroni migliorandone la funzione? Tornando a quanto affermato nel 1990 da Corsini, finora i neuropsichiatri organicisti (cioè quelli che non corrono dietro a fantomatiche turbe materne) hanno preso atto solo dell'esistenza di alterazioni del sistema nervoso centrale che si sono originate nel corso del neurosviluppo e non hanno sospettato la presenza di dinamiche ancora in atto dopo il periodo di sviluppo. Invece, i dati più recenti ci dicono che nei soggetti con ASD sono IN CORSO processi di stress ossidativo, di infiammazione, di alterazione delle membrane plasmatiche. Processi ed alterazioni che, essendo IN ATTO, si possono contrastare. Questa è la grande rivoluzione ottenuta in questi ultimi anni dallo studio del fenotipo. Dunque ricerche raffinate che meritano di essere continuate non solo in laboratorio, ma anche nella sperimentazione clinica, entrambe da incoraggiare e supportare con vari mezzi, non ultimi quelli finanziari. L’articolo é in rete a libero accesso al link https://www.hindawi.com/journals/omcl/2018/6430601/ Daniela Mariani Cerati