Ho inoltrato la richiesta di Elisabetta Lalumera anche a Giacomo Vivanti che in risposta mi ha segnalato i seguenti articoli Early pragmatic language difficulties in siblings of children with autism: implications for DSM-5 social communication disorder? Meghan Miller, Gregory S. Young, Ted Hutman, Scott Johnson, A.J. Schwichtenberg, and Sally Ozonoff. Journal of Child Psychology and Psychiatry 56:7 (2015), pp 774–781 Identifying High Ability Children with DSM-5 Autism Spectrum or Social Communication Disorder: Performance on Autism Diagnostic Instruments. Megan Foley-Nicpon, Staci L. Fosenburg, Kristin G. Wurster, Susan G. Assouline. J Autism Dev Disord (2017) 47:460–471 Social (Pragmatic) Communication Disorder and Its Relation to the Autism Spectrum: Dilemmas Arising From the DSM-5 Classification. Yael Brukner-Wertman, Nathaniel Laor, Ofer Golan. J Autism Dev Disord (2016) 46:2821–2829 Daniela MC
Ho posto il quesito di Elisabetta Lalumera ad alcuni colleghi. Ecco le risposte di Leonardo Zoccante, Neuropsichiatra dell’Universitá di Verona, e di Donata Pagetti Vivanti, medico, giá Presidente di Autismo-Europa
Leonardo Zoccante ha scritto
l DSM-5 ha introdotto entità che oltre a seguire l'aspetto categoriale evidenziano anche aspetti dimensionali. Il disturbo socio-pragmatico o della comunicazione sociale nel DSM-5 evidenzia un'entità con compromissione della comunicazione (usualmente al profilo cognitivo hanno una differenza significativa dei punteggi ottenuti nel verbale rispetto a quelli di performance) priva però delle caratteristiche peculiari dell'autismo caratterizzate dalla condivisione e dall'aggancio congiunto. Si tratta pertanto di un disturbo che tiene conto della complessità del disturbo del linguaggio e nello specifico del disturbo del linguaggio dove la produzione verbale è buona ma con caratteristiche deficitarie sia a livello semantico che pragmatico. Nei primi anni di vita a volte la diagnosi differenziale con lo spettro autistico risulta difficile, mentre tende a diventare più netta con la crescita.
A mio parere è una scelta adeguata perché evidenzia un disturbo dello sviluppo che si pone a confine con lo spettro autistico, con un'evoluzione nel tempo più favorevole. Parimenti, sul piano delle performance potrebbe essere interessante, in quanto anche noi come altri gruppi italiani e internazionali ci stiamo muovendo in questa direzione, riuscire a riconoscere una condizione analoga anche sull'altro versante e cioè quello delle performance, individuando il disturbo non-verbale (attualmente inserito nello spettro autistico) come entità vera e propria che, per compromissione, si colloca ad un livello inferiore rispetto allo spettro autistico.
Essendo un disturbo che varia con l'età evolutiva, si presta ad essere a volte difficilmente differenziabile. All'interno però di questo gruppo esiste a mio parere una percentuale di circa il 50% che con accurate valutazioni mirate si riesce ad identificare precocemente a partire dai primi anni di vita. Leonardo Zoccante
Donata Pagetti Vivanti, oltre a dare un suo parere, mi ha inviato un articolo di Giacomo sul tema “L’autismo nel DSM5” pubblicato su Informautismo ai tempi dell’adozione del DSM 5, che invieró individualmente a chi me lo richiederá
Ecco la risposta di Donata Pagetti Vivanti
“Come per tutte le edizioni del DSM, i cambiamenti di un’edizione rispetto alla precedente derivano da un’analisi attenta della letteratura scientifica pubblicata nel frattempo, quindi dall’acquisizione di nuove conoscenze, non riflettono pareri personali. Quanto all’utilità o meno del cambiamento, il DSM e la altre classificazioni sono utili in quanto riassumono conoscenze derivate da un’analisi oggettiva degli studi più attendibili della letteratura scientifica, ma non possono essere condizionate dall’”utilità” per il paziente o per il clinico. L’introduzione della nuova diagnosi di Disturbo della Comunicazione Sociale può effettivamente portare complicazioni nel sistema dei servizi, poichè non è chiaro , almeno per ora, quale relazione ci sia fra questa nuova diagnosi e i disturbi dello spettro autistico, né quali siano i trattamenti e le strategie d’intervento da raccomandare. Tuttavia queste possibili conseguenze o altre considerazioni di tipo “utilitaristico” non possono influenzare l’evoluzione concettuale prodotta dal panel di esperti sulla base di dati empirici.
Concordo pienamente con te che in ogni caso è il profilo di funzionamento della persona, oltre alle priorità, ai desideri e alle aspettative sue e della famiglia, che deve orientare il programma d’intervento, non la diagnosi categoriale, che serve piuttosto a orientare gli studi epidemiologici e la ricerca eziopatogenetica.
In particolare, l’introduzione della nuova categoria diagnostica del “Disturbo della Comunicazione Sociale” è motivata dell’evidenza che alcuni bambini possono presentare una menomazione nell’uso sociale della comunicazione senza manifestare comportamenti rigidi/ripetitivi. (Rapin & Allen, 1983). Il panel di studiosi che ha redatto il relativo capitolo del DSM 5 ha evidentemente ritenuto, dopo lunghe discussioni e non certo secondo un parere personale, che questa nuova categoria rispondesse meglio a una descrizione puntuale della popolazione che presenta quel disturbo. Donata Pagetti Vivanti
Daniela mariani Cerati
Buongiorno a tutti,
sono una ricercatrice a Milano-Bicocca, mi occupo di filsoofia della medicina; in particolare, assieme a una collega, stiamo lavorando sui problemi concettuali delle nosologie psichiatriche.
Vi scrivo per chiedervi un parere, come clinici ed esperti, sull'introduzione del disturbo socio pragmatico comunicativo nel DSM-5 come entità separata dalla sindrome dello spettro autistico. Secondo voi è stata una scelta utile? Porta a migliori percorsi di trattamento? E' scientificamente ben fondata?
Vi ringrazio per l'attenzione. Grazie per il lavoro molto interessante di scambio e mutua informazione.
Elisabetta Lalumera
*Elisabetta Lalumera, PhDRicercatrice di Filosofia del Linguaggio, con abilitazione nazionale a Professore AssociatoUniversità di Milano-Bicocca, Dipartimento di PsicologiaPiazza Ateneo Nuovo 1, 20126 Milano - Ihttps://sites.google.com/site/elisabettalalumera/ <https://sites.google.com/site/elisabettalalumera/>* _______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]
_______________________________________________ Lista di discussione autismo-biologia [email protected] ANGSA (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici). Fondazione Augusta Pini ed Istituto del Buon Pastore Onlus. Per cancellarsi dalla lista inviare un messaggio a: [email protected]