Grazie dottoressa Daniela per le sempre pronte e precise informazioni. Annarita Stasi Il giorno gio 14 feb 2019 alle ore 19:53 daniela <[email protected]> ha scritto:
Il 2019-02-13 10:18 Ilaria Granata ha scritto:
Grazie, è davvero molto interessante. Queste macchine che stimolano la corteccia frontale, o comunque le aree con un deficit di funzionalità, vengono già usate in Italia?
Sí. Le patologie per le quali vengono piú usate sono: la depressione maggiore, il dolore cronico e i postumi di ictus.
Come diceva Aurelia Gargiulo, in ambito psichiatrico solo per la depressione maggiore si sono prodotte prove di efficacia convincenti, grazie alle quali la neuromodulazione transcranica é ammessa come terapia “evidence based” dalla Food and Drug Administration. Per le altre indicazioni, in particolare per l’autismo e per la comorbilitá psichiatrica correlata, sarebbe bene che la terapia si facesse nell’ambito della sperimentazione, possibilmente di una sperimentazione multicentrica, in modo da raggiungere in tempi ragionevoli alti numeri di soggetti trattati, con risultati statisticamente significativi. Per quanto ne so io, un gruppo italiano che fa ricerca in questo ambito é l’Unitá Operativa di Psichiatria e Farmacoresistenza del Dipartimento di Neuroscienze dell’Universitá Federico II di Napoli, che ha pubblicato parecchi lavori sull’applicazione della neuromodlazione transcranica in diverse condizioni psichiatriche, tra cui l’autismo. Segnalo in particolare
Transcranial direct current stimulation for hyperactivity and noncompliance in autistic disorder. D'Urso G1, Bruzzese D, Ferrucci R, Priori A, Pascotto A, Galderisi S, Altamura AC, Bravaccio C. World J Biol Psychiatry. 2015;16(5):361-6. doi: 10.3109/15622975.2015.1014411. Epub 2015 Mar 24. La terapia é stata sperimentata su 12 giovani adulti con autismo. Di questi 10 hanno completato la sperimentazione e 8 hanno avuto risultati positivi nella iperattivitá e nella non collaborazione
Eight out of 10 study completers improved in their abnormal behaviours, reaching an average reduction of 26.7% of the total ABC score. The remaining two patients showed no changes. In the whole group of completers, among the five subscales contributing to the significant reduction of the total score, the most remarkable and statistically significant change was seen in the subscale assessing hyperactivity and non-compliance (-35.9%, P = 0.002). No adverse effects were reported.
Diverse sperimentazioni controllate randomizzate sono in corso negli Stati Uniti e a Hong Kong. Tra queste segnalo
https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT01985308?term=autism+and+clinical+tri...
rivolta a bambini dai 4 ai 12 anni, con esclusione degli Asperger's
https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT03814083?term=autism+and+clinical+tri...
rivolta a soggetti dai 14 ai 18 anni con quoziente intellettivo superiore a 70
Purtroppo molte sperimentazioni, programmate molto bene secondo le regole universalmente accettate, non vanno a buon fine: per la difficoltá insita nel fatto che si svolgono a domicilio, lontano dai medici che hanno programmato la sperimentazione, e perché richiedono un grande impegno dei genitori, giá duramente provati dai comportamenti dei figli.
Speriamo che queste e altre analoghe sperimentazioni vadano a buon fine, in modo che si sappia una volta per tutte se i risultati promettenti delle prove in aperto sono dovuti alla terapia o all’effetto placebo Daniela
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-- Anna Rita Stasi