A pagina 320 del “Manuale di Neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza” curato da Antonio Persico (SEU), appena pubblicato, c’é una utile tabella intitolata ”Terapie riabilitative basate sull’evidenza per bambini, adolescenti e adulti affetti da Disturbo dello Spettro Autistico. Il supporto empirico é espresso come numero di studi pubblicati che evidenziano l’efficacia del trattamento in disegni sperimentali inter-soggetto (caso-controllo) oppure intra-soggetto (prima-dopo)" Se ragioniamo con gli schemi della sperimentazione in medicina, il valore dei disegni sperimentali caso-controllo é molto maggiore di quello dei disegni sperimentali prima-dopo. Nella medicina classica il prima-dopo costituisce la base per passare al caso controllo, ovvero a quello che in inglese si chiama “Randomized Controlled Trial” Questo tipo di sperimentazione é relativamente semplice con i farmaci, dove il placebo puo’ essere indistinguibile dal vero farmaco, ma molto piú complesso con le terapie riabilitative. Diciamo che l’evidenza é maggiore quando il gruppo di controllo c’é, ma dobbiamo accettare anche l’evidenza, piú debole, che risulta dalle sperimentazioni prima-dopo. Fatte queste premesse, si legge nella tabella che uno dei trattamenti che ha ricevuto il massimo di evidenza di efficacia da disegni sperimentali sia inter-soggetto (8) che intra-soggetto (12) é l’intervento effettuato dai genitori. Leggendo questo, mi é venuto in mente un passo dei “Promessi sposi”, quando don Abbondio incontra il cardinale Federico Borromeo che gli dà lo stesso consiglio che gli aveva dato Perpetua. Il cardinale, colto e carismatico, esprime esattamente lo stesso pensiero che viene dal buon senso di una donna che non ha né carisma né cultura, ma che ragiona con il senso comune. Venendo a noi. Istruire, da parte di professionisti esperti, i genitori su come gestire i propri figli nel quotidiano in modo da rendere terapeutiche le comuni azioni che in ogni caso svolgono coi figli é non solo dettato dal buon senso, ma anche dalla evidence based medicine. E’ dunque doveroso, e non facoltativo, da parte dei professionisti iniziare subito, a partire dalla diagnosi, a supportare i genitori nella gestione dei figli con autismo con supervisioni frequenti in modo che il programma abilitativo sia sempre aggiornato alla situazione mutevole del bambino. Le sperimentazioni devono peró essere anche interpretate e adattate alla vita reale quando si passa dalla sperimentazione, in cui si cerca di creare una situazione simil laboratoriale, alla vita reale. I genitori vanno supportati, ma non sovraccaricati. In alcune regioni d’Italia la grande maggioranza dei bambini frequenta l’asilo a partire dai due anni di etá e allora il messaggio che viene dalle sperimentazioni deve essere interpretato nel senso che la riabilitazione deve essere praticata non in poche ore di ambulatorio, ma durante tutta la vita del bambino e quindi anche le educatrici dell’asilo nido, che poi verranno sostituite dagli insegnanti dei vari ordini di scuola, devono diventare terapeutiche, quindi il training va esteso anche a loro, che diventeranno le migliori alleate dei genitori nella dura lotta contro l’autismo. Daniela Mariani Cerati