Questa sostanza è nota ad alcuni amici biologi che ritengono che ci siano delle buone premesse per un uso clinico e ad alcuni amici clinici, che lo hanno provato in alcuni casi e hanno avuto una buona impressione. Ho chiesto un parere anche ai ricercatori del Mario Negri che hanno dato un giudizio non sulla sostanza, ma sulla qualità metodologica della revisione e degli studi, ritenendola di scarsa qualità. Quindi, se ci sono buone premesse biologiche e buone impressioni cliniche, bisognerebbe impostare sperimentazioni di buona qualità per vedere ci sono dei risultati superiori al placebo Daniela MC Il 2022-06-12 11:43 Armando Mazzoni ha scritto:
Buongiorno, Non ricordo se già discusso in passato quanto in oggetto. Riporto comunque le conclusioni dell’articolo di Colizzi, per vostri commenti https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8073263/#__ffn_sectitle
Conclusioni
Questa revisione ha rivelato una scarsità di studi osservazionali e sperimentali sulla PEA e sul suo ruolo nell'ASD. Tuttavia, i 10 studi qui discussi sembrano convergere nel riportare alterazioni del “signaling” della PEA, implicazioni per le manifestazioni biocomportamentali legate all'ASD e benefici derivanti dall'integrazione della PEA. In particolare, la PEA può essere utile per migliorare le difficoltà linguistiche e i comportamenti stereotipati, nonché per controllare l'iperattività e l'irritabilità che si verificano frequentemente nell'ASD. In particolare, non sono stati osservati effetti avversi gravi con la somministrazione del composto in tutti gli studi sull'uomo qui esaminati, rendendo l'integrazione di PEA un intervento terapeutico potenzialmente valido e ragionevolmente sicuro nell'ASD.
Grazie Saluti AM
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