Il 9 luglio 2018 Silvio Garattini ha pronunciato il discorso di commiato da direttore dell’istituto Mario Negri https://www.aboutpharma.com/blog/2018/07/09/sei-parole-per-il-futuro-la-scie... Dal suo articolato discorso copio quanto segue "Nella ricerca ci sono aree non coperte a sufficienza. Oggi grande spazio all’immunologia (un’altra “moda” è l’immunoterapia soprattutto dei tumori) ma ad esempio sulle malattie mentali siamo carenti. Sono quelle che creano una maggiore disabilità ma gli sforzi di ricerca sono pochi, frutto forse dello stigma che c’è ancora intorno a quest’area di patologia. Abbiamo tante organizzazioni che raccolgono fondi per tumori, malattie rare, cardiovascolari etc. ma non ce n’è una per le malattie mentali. Ambito invece che richiede di essere sostenuto. Siamo farmacologi. La farmacologia è un po’ il supermarket della medicina. È difficile verificare molte delle conoscenze sull’eziopatogenesi. Se non ci sono farmaci, se postuliamo che qualcosa non va nel metabolismo o in un certo organo, alla fine è la disponibilità di una farmaco che corregga quella forma, quella causa, il modo più preciso per documentare cosa determina la patologia" A conferma di quanto detto da Garattini Diana De Ronchi scriveva su questa lista il 14 luglio scorso "Sono stata molte volte a Bruxelles quale valutatore dei grandi Progetti di Ricerca Europei (ed Italiani) finanziati dalla Commissione Europea e confermo che le ricerche sulle malattie mentali sono scarsamente finanziate. Perché sono malattie troppo complesse, con strette interazioni fra aspetti biologici, psicologici e sociali. Molto più semplice e confortante (in termini di risultati) finanziare progetti su patologie più semplici, connotate dalla sola eziologia biologica e genetica. Diana De Ronchi https://www.unibo.it/sitoweb/diana.deronchi Per quanto riguarda l’autismo si é dato vita alla Fondazione Italiana per l’Autismo proprio per raccogliere fondi per la ricerca a complemento di quelli che dovrebbero erogare le pubbliche istituzioni delle quali Garattini dice “Portiamo uno spirito nuovo e l’idea che il Ssn non possa fare a meno della ricerca, vorremmo che ciò fosse in qualche modo sistematizzato e che una percentuale adeguata sui 113 miliardi della spesa sanitaria sia devoluto alla ricerca scientifica. Il Ssn non può vivere senza ricerca, finirà per diventare vecchio e realizzare interventi senza significato. Dopo l’accordo di Lisbona, i principali stati europei hanno fissato nel 3% la spesa in ricerca rispetto al Pil. L’Italia è all’1,2%" I progetti che sono giunti alla FIA sono tanti e sarebbe bello poter finanziare tutti quelli che il Comitato Scientifico ha ritenuto validi. Intanto approfittiamo degli ultimi giorni ( fino al 14 aprile) per sostenere la raccolta fondi mediante gli SMS solidali e le chiamate da telefono fisso al 45589 http://www.fondazione-autismo.it/istruzioni-per-donare-con-sms-solidale-sfid... Daniela