E’stato pubblicato ieri l’articolo “Identification of common genetic risk variants for autism spectrum disorder, Grove J et al, Nature Genetics (2019)” Dell’importante lavoro é stato dato un ampio resoconto da David Vagni al link http://www.spazioasperger.it/index.php?q=archivio-news&f=455-breaking-news-u... Copio dall’articolo di Vagni alcuni stralci, da cui risulta che i dati attuali sono una conferma di ipotesi da tempo formulate "L’ereditabilità della sindrome di Asperger è risultata essere il doppio rispetto alle altre forme di autismo e quella dello spettro autistico senza disabilità intellettiva è risultata il triplo di quella dell’ASD con disabilità intellettiva. Data la sovrapposizione genetica di ciascuna sottocategoria (genetica N.d.R.) con ciascun fenotipo (comportamentale N.d.R.), l'ipotesi di omogeneità tra i sottofenotipi deve essere fermamente respinta (P = 1,6 × 10-11) [probabilità di errore di uno su cento miliardi N.d.R.], stabilendo in tal modo che queste sottocategorie hanno effettivamente differenze nelle loro architetture genetiche I diversi profili genetici osservati forniscono evidenza di un'architettura genetica eterogenea e qualitativamente diversa tra i sottotipi di ASD, che dovrebbe essere tenuti presenti negli studi futuri volti a identificare le eziologie ed i meccanismi sottostanti all’'ASD" Da tempo si dice che la ricerca scientifica dovrebbe rivolgersi a sottogruppi dello spettro e non al mare magnum dello spettro autistico e questi nuovi dati rafforzano questa opzione di ricerca. Dal momento che la genetica, pure molto importante, spiega solo in parte il rischio di autismo, bisognerebbe che si dedicassero risorse importanti alla ricerca dei fattori di rischio non genetici, piú modificabili di quelli genetici Daniela Mariani Cerati