E’ noto da tempo che l’attivitá fisica fa bene alla salute. Contrasta l’obesitá e le malattie metaboliche e protegge dalle malattie cardiovascolari, tanto che oggi molti medici la prescrivono giá nella ricetta medica. Per le persone con autismo molti autori avevano notato benefici anche sull’apprendimento, sulle stereotipie, sull’aggressivitá e sulle funzioni socioemotive. Toscano e colleghi hanno voluto dimostrarlo con la metodologia della sperimentazione randomizzata controllata e hanno pubblicato i dati nell’articolo Percept Mot Skills. 2018 Feb;125(1):126-146. doi: 10.1177/0031512517743823. Epub 2017 Dec 9. Exercise Effects for Children With Autism Spectrum Disorder: Metabolic Health, Autistic Traits, and Quality of Life. Toscano CVA, Carvalho HM, Ferreira JP. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/29226773 Essi hanno esaminato gli effetti di un intervento durato 48 settimane, oltre che sul peso corporeo e sul profilo metabolico, anche sui sintomi propri dell’autismo e sulla qualitá della vita dei bambini come percepita dai genitori. Hanno reclutato 90 bambini dai 6 ai 12 anni, tra cui 8 femmine, da un centro per l’autismo del Brasile, localitá Maceio´/Alagoas. I partecipanti sono stati randomizzati in rapporto 3 : 1 in due gruppi: 67 nel gruppo di intervento e 23 nel gruppo di controllo. Il campione finale era composto da 46 e 18 bambini rispettivamente nel gruppo sperimentale e nel gruppo di controllo Il gruppo sperimentale aveva un programma di attivitá ginniche di 48 settimane con due sessioni settimanali, ciascuna di 40 minuti Le sessioni di ginnastica avevano il seguente programma: 5 minuti di fase preparatoria, 30 minuti di esercizi ginnici veri e propri, 5 minuti di ritorno alla calma durante i quali i genitori praticavano un leggero massaggio sulla schiena dei bambini. Il gruppo sperimentale, alla fine delle 48 settimane, mostrava miglioramenti nei sintomi di autismo, in particolare nei comportamenti ripetitivi e stereotipati e nella qualitá della vita percepita dai genitori. Gli autori hanno esaminato anche i cambiamenti positivi dei parametri metabolici, ma questo non ci pare molto originale, in quanto é ampiamente dimostrato che l’attivIiá fisica contrasta l’obesitá e migliora i parametri metabolici e non si capisce perché nelle persone con autismo questo dovrebbe essere diverso. Mi sembra piú interessante il fatto di avere documentato quantitativamente e con un gruppo di controllo il miglioramento comportamentale. Se quindi c’ erano giá dei validi motivi per mettere nel programma di vita delle persone con autismo una costante attivitá fisica, ora ce n’é uno in piú. Naturalmente non dobbiamo copiare alla lettera ció che é stato fatto nella sperimentazione. Camminate, corse, salti, nuotate, arrampicate, giri in bicicletta vanno tutti bene, tenendo in debito conto i gusti e le competenze di ciascuno, perché, anche se di medicina si tratta, si deve trattare di una medicina piacevole e non della medicina amara di collodiana memoria. Daniela Mariani Cerati